Beppe Grillo? Un “vecchio comico”, che divide gli artisti italiani. Tutti i media del mondo si buttano sulla novità della politica italiana, ma è Le Figaro a parlare dell’”ancien comique”…

È l’argomento del giorno, che rimbalza su tutti i media del globo, forse ancor più degli stessi risultati delle elezioni politiche, e del tonfo al quale hanno condannato più o meno tutte le borse. Ovunque fa capolino la chioma arruffata di Beppe Grillo, il nuovo Coluche, il nuovo Che Guevara. Ma è il quotidiano francese […]

Beppe Grillo

È l’argomento del giorno, che rimbalza su tutti i media del globo, forse ancor più degli stessi risultati delle elezioni politiche, e del tonfo al quale hanno condannato più o meno tutte le borse. Ovunque fa capolino la chioma arruffata di Beppe Grillo, il nuovo Coluche, il nuovo Che Guevara.
Ma è il quotidiano francese Le Figaro a scegliere il taglio più originale, e non tanto perché mette su una bilancia i colleghi attori e comici italiani, di qua chi sta con M5S, di là chi prende le distanze: ma soprattutto perché esordisce con un “ancien comique”, che di certo non contribuirà a rilassare le già provate coronarie grilline. Sia che venga letto in senso letterale – nell’accezione di “ex comico”, visto che ha sempre detto di non voler rinunciare al palcoscenico, o nell’accezione “demografica”, Grillo ha 65 anni, un pargolo per l’italica gerontocrazia -, sia che sia intesa in senso metaforico, lui, profeta del nuovo, della smobilitazione, della resa incondizionata dei “vecchi”.
Insomma, i colleghi di palcoscenico? Il giornale parla del favore incontrato presso Adriano Celentano e Dario Fo, mentre più guardinghi sarebbero Edoardo Bennato e Roberto Benigni. E proprio su Dario Fo, rispunta la proposta fatta dal genovese la scorsa settimana in una delle ultime tappe dello Tsunami Tour: sia lui il nuovo Presidente della Repubblica. Ma Fo avrebbe declinato, per gli 87 anni suonati…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.