Dopo NATO a Torino, ora NINa a Napoli. La creatività partenopea prova a fare il punto, lanciando una piattaforma di dialogo e progetto. Da dove partire? Da una mostra al Pan, per esempio…

NINa sta per Nuova Immagine Napoletana ed è un progetto fresco fresco, messo a punto tra le pareti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. NINa è un piccolo osservatorio sulla scena dell’arte giovane partenopea, un luogo virtuale da cui gettare un occhio sull’eccellenza creativa locale, provando a far emergere il buono che c’è. Energie da convogliare, orientare, mettere […]

Pan

NINa sta per Nuova Immagine Napoletana ed è un progetto fresco fresco, messo a punto tra le pareti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. NINa è un piccolo osservatorio sulla scena dell’arte giovane partenopea, un luogo virtuale da cui gettare un occhio sull’eccellenza creativa locale, provando a far emergere il buono che c’è. Energie da convogliare, orientare, mettere in gioco. Il rapporto con l’art system? Nullo, se con art system si intende quel mainstream che regola e determina relazioni, progetti, carriere. A NINa non interessano le indicazioni del mercato, delle gallerie, dei musei, con tutta quella macchina già rodata e nota, rispetto a cui si prova, piuttosto, a spostare la prospettiva. Possiamo dire che NINa è una creatura underground? In un certo senso sì. Perché ci tiene a dichiararsi indipendente e perché vorrebbe praticare dell’autentico, sanissimo, entusiasmante scouting.


Si comincia con una mostra, ospitata dal Pan, che è tutta un’esplosione di linguaggi ed energie: dipinti, sculture, installazioni, performance, fotografie, video, per raccontare, nella varietà dei temi e degli spunti, una realtà che è più o meno sempre la stessa. Napoli, naturalmente. Metropoli multiforme e instabile, in cui la storia  e il futuro s’incastrano e collidono, generando la scintilla calda di un presente di caos, pathos, bellezza e fatica. Come in un dispositivo narrativo eterogeneo ma coerente, si accostano e s’accavallano immagini di case, facciate, piazze, strade, cavalcavia, archeologie industriali, scorci di lungomare. E poi corpi, volti, passaggi. Un tracciato iconico definito, quello di NINa. In cui l’attitudine a generare immagini ha la freschezza e il vigore di correnti nuove, inquiete, non allineate. A creare non un gruppo, non un movimento, ma una comunità aperta, di singoli artisti e curatori. Buon lavoro, NINa.

– Helga Marsala

“NINa”
a cura di Giovanna Cassese, Marco Di Capua, Francesca Morelli e Valerio Rivosecchi
Organizzazione: Manuela Torre
PAN – Palazzo delle Arti Napoli – Via dei Mille, n° 60, Napoli
opening: 21 novembre 2012, ore 19
fino al 13 gennaio 2013

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Helga Marsala
Helga Marsala è critica d'arte, giornalista, editorialista culturale e curatrice. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è stata anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatorice dell’Archivio S.A.C.S (Sportello Artisti Contemporanei Siciliani) presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.