“Gawronski dimettiti, la Quadriennale la facciamo noi!” Secondo tentativo per il trio Casorati – Gavarro – Pisano che torna a sollecitare decisioni sul futuro della rassegna. Con maggiore durezza rispetto a qualche giorno fa

Repetita juvant. Soprattutto se la prima cade inascoltata. Questo devono aver pensato – o forse se lo sono augurato – Cecilia Casorati, Raffaele Gavarro e Claudio Libero Pisano, i tre critici e curatori che all’indomani dell’annuncio relativo alla cancellazione della XVI Quadriennale di Roma, presero carta e penna informando il presidente dell’ente Jas Gawronski che con le risorse a […]

Jas Gawronski

Repetita juvant. Soprattutto se la prima cade inascoltata. Questo devono aver pensato – o forse se lo sono augurato – Cecilia Casorati, Raffaele Gavarro e Claudio Libero Pisano, i tre critici e curatori che all’indomani dell’annuncio relativo alla cancellazione della XVI Quadriennale di Roma, presero carta e penna informando il presidente dell’ente Jas Gawronski che con le risorse a disposizione – 360mila euro, ritenuti del tutti insufficienti – loro sarebbero stati in gradi di organizzare al meglio l’importante rassegna.
Ma la lettera aperta, pubblicata lo scorso 31 maggio da Artribune, non ha ricevuto risposta, e allora i tre tornano all’attacco: stavolta chiedendo ufficialmente le dimissioni di Gawronski.
Chi vive in Italia – esordiscono – sa bene che le istituzioni non amano quasi mai dare conto del proprio operato ai cittadini, pur essendo proprio quest’ultimi la ragione stessa della loro esistenza. Il Suo silenzio ha però il pregio di darci l’occasione di scriverLe nuovamente”. Poi si passa a sottilineare quanto pensare una mostra come una lista di invitati redatta da tre artisti di chiara fama “non permette al pubblico italiano e a quello internazionale di capire quale sia il reale stato dell’arte italiana. E tantomeno è di qualche aiuto per gli artisti italiani. Presentare l’arte del nostro paese come un elenco di nomi, più o meno di qualità, senza che tutto ciò sia motivato da idee, ragionamenti e metodologie conseguenti, non produce alcun effetto positivo. Almeno così, con grande evidenza, è stato fino ad oggi”.
Poi arriva l’affondo più diretto: “La Quadriennale la facciamo ‘noi’, con molto molto  molto meno denaro e con idee e metodologie diverse da quelle praticate fino ad oggi. Ma a questo punto, dopo che Lei avrà rassegnato le Sue dimissioni”.

La Quadriennale la facciamo noi!

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