Un pellerossa a Trastevere. All’Edicola Notte di H. H. Lim compaiono le pelli di serpente (e altro) di Jimmie Durham, ecco chiccera all’opening

E ci risiamo: ogni due mesi – o giù di lì -, per una sera Vicolo del Cinque, in piena Trastevere, si riempie all’inverosimile di artisti, collezionisti, critici, patiti d’arte. Una concentrazione che, se rapportata alla superficie espositiva dello spazio che li attira lì, non ha rivali al mondo intero. Si tratta infatti dell’Edicola Notte […]

E ci risiamo: ogni due mesi – o giù di lì -, per una sera Vicolo del Cinque, in piena Trastevere, si riempie all’inverosimile di artisti, collezionisti, critici, patiti d’arte. Una concentrazione che, se rapportata alla superficie espositiva dello spazio che li attira lì, non ha rivali al mondo intero. Si tratta infatti dell’Edicola Notte di H. H. Lim, il microscopico project space – 2 o 3 metri quadrati – che da anni l’artista cinese mette a disposizione dei più grandi artisti del mondo, per la loro rivisitazione.
Stavolta è il turno dell’artista, saggista, intellettuale d’origine Cherokee Jimmie Durham, che ha appena inaugurato l’opera dal titolo Underground and cloud connections. Un lavoro “che  riflette le forme paesaggistiche del territorio romano. Attraverso l’utilizzo di elementi tubolari, materiali industriali e scarti di pelle di serpente, l’artista riproduce le metamorfosi possibili di una visione paesaggistica nata durante una passeggiata sull’Appia Antica”. Da Bartolomeo Pietromarchi a Franco Nucci, a Raffaella e Stefano Sciaretta, ecco chiccera all’opening del 7 maggio, anche nell’immancabile coda conviviale al “Chinese Decadenza”…

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