In alto le mani. Rapinatori venali alla galleria Swing di Benevento: snobbano le opere di Harry Thaler, e si prendono solo pochi spiccioli…

Serata diversa, quella di sabato 14, alla galleria Swing, il nuovo spazio dedicato al design a Benevento, appena alla sua seconda mostra. Ma c’è da credere che le due protagoniste si sarebbero ben volentieri risparmiate il diversivo, che ha preso le forme di una rapina a mano armata! Due malviventi a volto coperto fanno irruzione, muniti […]

Harry Thaler - Lichtkammer, veduta della mostra (foto Pasquale Palmieri)

Serata diversa, quella di sabato 14, alla galleria Swing, il nuovo spazio dedicato al design a Benevento, appena alla sua seconda mostra. Ma c’è da credere che le due protagoniste si sarebbero ben volentieri risparmiate il diversivo, che ha preso le forme di una rapina a mano armata!
Due malviventi a volto coperto fanno irruzione, muniti di pistole, nella galleria, che si trova in un vicolo a ridosso del corso centrale della città, segnalata da una lampada in Cor-ten del designer Harry Thaler, attualmente in mostra. Barili e lampade in esposizione non vengono toccati, ma questo non allevia la paura per la gallerista Angela da Silva, in quel momento assieme ad un’amica visitatrice. Approfittando di un momento di relativa quiete, i due se ne sono andati con un bottino di circa trecento euro, sottratti alla gallerista e alla visitatrice. Un’esperienza sconfortante, per uno spazio che si è guadagnato il merito di promuovere ricerca e sperimentazione in una città di provincia, considerata comunque un’isola felice nel panorama campano.
Sono incredula, certamente spaventata – commenta la gallerista –, ma soprattutto dispiaciuta per un atto violento e balordo come una rapina armata ai danni di un’attività impegnata a promuovere la ricerca culturale anche a favore della città. Ad ogni modo si continua a lavorare per la prossima mostra”.

– Antonella Palladino

 

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Antonella Palladino
Ha studiato Storia dell’arte presso le Università di Napoli e Colonia, laureandosi in Conservazione dei Beni Culturali con una tesi dal titolo “Identità e alterità dalla Body Art al Post-Human”. Ha proseguito la propria formazione alla Fondazione Morra e poi al Mart di Rovereto. Ha collaborato come assistente con la Galleria Umberto di Marino e con Filippo Tattoni -Marcozzi, ex direttore della Goss- Michael Foundation. Nel 2009 si è trasferita in Trentino–Alto Adige dove ha iniziato l’attività di critico scrivendo per Artribune, Juliet Art Magazine, Exibart, Kulturelemente, Salto.bz. Ha curato la mostra Noisy di Gianluca Capozzi, Lichtkammer di Harry Thaler, Walking in Beuys Woods di Hannes Egger e i relativi eventi collaterali. È critico d’arte e docente di Storia dell’arte titolare nella provincia di Pavia.