Il “disoccupato” Andrea Bruciati. Galleria di Monfalcone in stand by, in attesa del nuovo polo museale: “Io resto in Italia, sempre e comunque”, dice ad Artribune

“Il mio futuro? A me piacciono le sfide, per cui vado controcorrente: resterò in Italia. Nessuna fuga. Quale sfida più ardua ci può essere oggi se non fare qualcosa nell’arte contemporanea nel nostro Paese?”. Una provocazione? Non sembra proprio, lui è molto deciso, ed in realtà come affrontare questa sfida lo ha ben chiaro in […]

Andrea Bruciati
Andrea Bruciati

Il mio futuro? A me piacciono le sfide, per cui vado controcorrente: resterò in Italia. Nessuna fuga. Quale sfida più ardua ci può essere oggi se non fare qualcosa nell’arte contemporanea nel nostro Paese?”. Una provocazione? Non sembra proprio, lui è molto deciso, ed in realtà come affrontare questa sfida lo ha ben chiaro in mente. Parliamo di Andrea Bruciati, che questa sfida l’ha già disputata, per tanti anni, con la Galleria Comunale di Monfalcone.
Disputata, al passato: perché anche il museo friulano – come tanti, in Italia – vive un momento di “transfert” strutturale, ed il contratto da direttore artistico di Bruciati è scaduto ormai da dicembre scorso. Ma i toni non sono quelli della crisi, piuttosto dell’incertezza: “Il futuro della Galleria – spiega lui stesso ad Artribuneè legato ad un progetto più ampio che prevede l’apertura a Monfalcone del grande Museo della cantieristica navale, struttura molto ambiziosa ed attesa, data anche la storia socio-economica della città. Per questo il Comune ha messo in stand by la governance dello spazio per l’arte contemporanea, in attesa di capire se tutto potrà confluire in un unico polo museale cittadino”.

Ed il suo, di futuro? “Beh, io sono molto legato alla galleria ed ai format progettuali che abbiamo creato, per cui se ci sarà un bando per la direzione parteciperò, sperando di avere successo. Ma intanto sono sostanzialmente disoccupato, per cui nel frattempo mi guarderò intorno…”. Nuovi musei da aprire, bandi da espletare, viene subito da mettersi le mani nei capelli: quanti anni passeranno? E nel frattempo che ne sarà del gioiellino friulano? E invece pare che i tempi non saranno lunghissimi: il Museo della cantieristica è già in fase avanzata, alla fine muoverà economie per qualcosa come 3 milioni di euro. “Un bel progetto”, assicura Bruciati, esempio raro di “disoccupato” ottimista e positivo…

– Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.