È a Varese, ma vorrebbe essere dovunque, o altrove. Marion Baruch e Cesare Pietroiusti battezzano il nuovo spazio (vuoto?) Riss(e)

Uno spazio che è stato svuotato, per riempirsi di senso. Non tanto di opere d’arte in senso comune (“Propone ‘mostre’, anche ma non soprattutto”), pur presentandosi come spazio espositivo. Fa di tutto, Riss(e), il nuovo spazio promosso a Varese da Ermanno Cristini, per chiarire la sua collocazione in un territorio indefinito, un po’ galleria, un […]

Lo spazio (vuoto) di Riss(e)

Uno spazio che è stato svuotato, per riempirsi di senso. Non tanto di opere d’arte in senso comune (“Propone ‘mostre’, anche ma non soprattutto”), pur presentandosi come spazio espositivo. Fa di tutto, Riss(e), il nuovo spazio promosso a Varese da Ermanno Cristini, per chiarire la sua collocazione in un territorio indefinito, un po’ galleria, un po’ “salotto” artistico. Ma per ora non è che ci riesca benissimo, al di là delle parole a effetto: “È uno spazio fisico solo accidentalmente perché non può essere ‘qui’. Riss(e) vuole essere piuttosto un ‘dovunque’, un ‘altrove’; una sorta di piattaforma che si sposta trovando nell’erranza la propria dimensione etica”.
Staremo a vedere, se ci sarà qualcosa da vedere. Intanto annotiamo che l’inaugurazione è affidata a Cesare Pietroiusti – uno specialista del nonsense dadaista e post-concettuale, che presenta l’opera Entra in una stanza vuota e fai l’elenco di tutto quello che c’è dentro – ed a Marion Baruch, con Une chambre vide. Non è specificato se ci sarà un tavolo a tre gambe per evocare lo spirito di Yves Klein…

Inaugurazione: sabato 29 ottobre 2011 – ore 18.00
Dal 29 ottobre al 15 novembre 2011
Via S. Pedrino 4 – Varese
xn--risse-art-079d.blogspot.com

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