The Good Bike. A Toronto le biciclette abbandonate vivono una seconda vita. Grazie a una mano di colore…

Da rifiuto non autorizzato a fantasioso pezzo di arredo urbano. È questa la sorprendente metamorfosi creativa che sta cambiando le strade di Toronto, in Canada. L’idea è di una coppia di giovani artiste locali, Caroline Macfarlane e Vanessa Nicholas, che stufe di vedere decine di biciclette tristemente abbandonate legate ai pali in giro per la […]

Da rifiuto non autorizzato a fantasioso pezzo di arredo urbano. È questa la sorprendente metamorfosi creativa che sta cambiando le strade di Toronto, in Canada. L’idea è di una coppia di giovani artiste locali, Caroline Macfarlane e Vanessa Nicholas, che stufe di vedere decine di biciclette tristemente abbandonate legate ai pali in giro per la città, hanno deciso di “impossessarsene” e di trasformarle in piccoli oggetti d’arte. Come? Semplicemente colorandole di tinte accese e usando i cestini come porta-fiori. La prima bici sottoposta a “restyling” si trova di fronte alla Student Gallery, in Dundas Street, ed è ormai divenuta un vero e proprio luogo di visita per cittadini e turisti, che passano a vederla e fotografarla.  Ma ormai le “good bikes” sono decine, di ogni modello e colore.

Ma come hanno reagito le autorità cittadine? Dopo un primo tentativo di stoppare il progetto (le bici occupano infatti illegalmente una porzione di suolo pubblico), hanno poi fatto dietrofront anche a causa della pressione dei cittadini, che hanno da subito adottato l’iniziativa. Al momento, quindi, si tratta di un’operazione autorizzata e sostenuta dalla municipalità, che per regolarizzare la faccenda ha dovuto addirittura promulgare una legge speciale. Un altro aspetto interessante è l’uso dei colori, che è tutto meno che casuale. Le bici arancioni segnalano luoghi importanti per gli artisti emergenti, quelle magenta i siti storico-artistici, quelle gialle i punti d’incontro e così via, in una mappatura arcobaleno della vita creativa e sociale del territorio.

– Valentina Tanni

blogthegoodbike.tumblr.com

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.