Le opere in mostra sono guaste? Artribune pubblica. E Anish Kapoor legge e risponde

“Sono al corrente del fatto che ci sono stati dei problemi con ‘My red Homeland’. Mi spiace ma sono certo che fondamentalmente ciò non faccia differenza per quanto concerne la fruizione del lavoro. Anche quando il braccio è in movimento, non accade effettivamente nulla. Il braccio si muove così lentamente che il suo movimento è […]

Anish Kapoor - My red Homeland

Sono al corrente del fatto che ci sono stati dei problemi con ‘My red Homeland’. Mi spiace ma sono certo che fondamentalmente ciò non faccia differenza per quanto concerne la fruizione del lavoro. Anche quando il braccio è in movimento, non accade effettivamente nulla. Il braccio si muove così lentamente che il suo movimento è a malapena percepibile. Voglio essere chiaro. Sto dicendo che mi piacerebbe che il braccio si muovesse, ma che NON è essenziale. […] Non è una situazione preoccupante. Di fatto, ritengo che non vada comunicato ai visitatori la presenza di alcun problema. […]”.
Così scrive Anish Kapoor dopo la nostra segnalazione del problema riscontrato all’opera centrale della mostra allestita alla Rotonda della Besana a Milano. Da parte nostra, sosteniamo in pieno coloro che, con un paio di cartelli all’ingresso e a viva voce alla biglietteria, avvertono il pubblico del “problema”. Per un fatto molto semplice: il rispetto del pubblico, magari di quei pochi che si accorgerebbero del lentissimo e “inessenziale” movimento del braccio meccanico in questione…

– Marco Enrico Giacomelli

Bello Kapoor a Milano. Sarebbe ancor più bello se l’installazione funzionasse…

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.