Un lungo “red carpet” attraversa la foresta russa innevata

Un lungo “red carpet” nel mezzo della foresta russa. È la nuova installazione artistica di Gregory Orekhov: una riflessione sui concetti di fama e di popolarità, e sui limiti del mondo materiale al cospetto della natura

Fin dove si possono spingere i nostri desideri di successo, e qual è il valore della ricchezza e della gloria di fronte all’immensità dell’universo?

L’INSTALLAZIONE NELLA FORESTA RUSSA

Prende le mosse da queste domande la nuova installazione dell’artista e scultore russo Gregory Orekhov, recentemente aperta al pubblico all’interno del Kazimir Malevich Park, nella regione di Mosca. Stiamo parlando di Nowhere: una lunghissima ed elegante “lingua” di tessuto rosso, allestita tra gli alberi della grande foresta.

UN TAPPETO ROSSO IMMERSO NELLA NEVE

Esteso per 250 metri, il tappeto solca come una linea retta il paesaggio, disponendosi all’interno del contesto naturale come un elemento estraneo eppure ammaliante. Non ci sono celebrità a camminare la passerella, né fotografi che illuminano la scena a colpi di flash. Elegante e in armonia con il bianco della neve, il “red carpet” di Orekhov è un corridoio deserto (in netta antitesi con lo stereotipo del tappeto rosso simbolo di mondanità). Un’opera intensa e poetica che invita a riflettere sui concetti di fama e di popolarità, e sui limiti del mondo materiale al cospetto della natura.

– Alex Urso

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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura (Accademia di Belle Arti di Brera). Laureato in Lettere Moderne (Università di Macerata, Università di Bologna). Corsi di perfezionamento in Arts and Heritage Management (Università Bocconi) e Arts and Culture Strategy (Università della Pennsylvania). Tra le istituzioni con cui ha collaborato in questi anni: Zacheta - National Gallery of Art di Varsavia, Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, Padiglione Polacco - 16. Mostra Internazionale di Architettura Biennale di Venezia, Fondazione Benetton (catalogo “Imagus Mundi”), Adam Mickiewicz Institute. Nel 2017 è stato curatore della “Biennale de La Biche”. Dal 2014 scrive di arte per Artribune. Sempre per Artribune cura “Fantagraphic”, la rubrica di fumetti del sito. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali.