Jeremy Mayer è uno scultore di San Francisco. Per realizzare le sue opere, utilizza da anni un materiale molto particolare: vecchie macchine da scrivere disassemblate. La fascinazione per questi oggetti viene dalla sua infanzia, quando da bambino ammirava la macchina da scrivere di sua madre immaginando tutte le piccole parti che la componevano. Da adulto, Meyer ha realizzato centinaia di incredibili sculture usando esclusivamente pezzi ricavati da questo particolare tipo di tecnologia.
I soggetti scelti sono sempre esseri viventi: animali, insetti o persone. “Il motivo per cui riproduco sempre esseri viventi viene dal fatto che le macchine da scrivere devono essere attivate da noi, dalle nostre dita. È tutto basato sulle nostre azioni”, spiega davanti alle telecamere di Wired, “le parti che compongono queste macchine somigliano moltissimo agli elementi naturali; me ne sono accorto subito, la prima volta che ne ho aperta una. Sembrano piante, strutture cellulari, piume. Per cui non aveva senso fare qualsiasi altra cosa con questi oggetti”.

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