Il tema della cospirazione è caldissimo in questo momento storico. Le teorie alternative su Internet sono infatti un genere diffuso e controverso, che contribuisce ogni giorno a rendere il panorama informativo più complesso e difficile da navigare. Alla legittima voglia di investigare, cercare fonti nascoste e comprendere meglio il mondo che ci circonda, si sovrappone infatti la tendenza a sovrainterpretare, manipolare e alimentare il clima del sospetto.
Affronta questi temi una mostra che apre i battenti oggi a New York, negli spazi del The Met Breuer. Everything is Connected: Art and Conspiracy, raccontata in questo video dai due curatori del museo che l’hanno ideata – Douglas Eklund e Ian Alteveer – è un tentativo di raccontare la storia del rapporto tra arte contemporanea e cospirazione, andando a recuperare gli esempi più interessanti degli ultimi cinquant’anni.
La prima parte della mostra comprende opere basate sull’utilizzo di dati più o meno pubblici per svelare inganni, affari sporchi e operazioni governative controverse. Nella seconda sezione invece, il progetto punta i riflettori sulla parte più immaginifica, con artisti che si sono lasciati ispirare dal tema trasportandolo sulle vie dell’evocazione simbolica e fantastica.

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.