David Lewandowski è un giovane filmmaker che vive a Los Angeles. Anche se lavora spesso per grandi produzioni cinematografiche, come ad esempio Tron: Legacy Oblivion, il suo nome è molto più conosciuto tra gli utenti del web, che hanno reso i suoi cortometraggi delle vere e proprie hit virali. Tutto è iniziato da Going to the Store (2011), un breve video in 3D realizzato per l’antologia Everything di Channel 101. La trama è semplice ma il risultato molto bizzarro: un uomo si reca in un negozio, però è nudo, non ha attributi sessuali e cammina contorcendosi come un pupazzo di gomma. Nel 2013 compare Late for Meeting, un sequel ancora più assurdo che si colloca dichiaratamente nella scia del cinema dadaista e surrealista.
In questi giorni, dopo ben quattro anni, arriva il terzo episodio della serie. Si chiama Time for Sushi e stavolta Lewandowski ha fatto le cose in grande: centinaia di personaggi snodati sbarcano in Giappone, attraversano la città per raggiungere la spiaggia e si tuffano nell’oceano, dove finalmente possono rilassare le loro agitatissime membra.

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma e Milano. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020).