Un’estasi liberatoria: la danza contemporanea di Enzo Cosimi

Tra danza, performance, letteratura, arti visive. Lo spettacolo “Estasi” della Compagnia Enzo Cosimi racconta le passioni dell’anima con una messa in scena potente e piena di riferimenti alle arti visive. Da Boltanski a Pistoletto. Vi mostriamo un estratto.

Compagnia Enzo Cosimi, Estasi - Photo Lorenzo Castore
Compagnia Enzo Cosimi, Estasi - Photo Lorenzo Castore

Frequento il mondo della danza contemporanea. Lo faccio in punta di piedi, curioso di sondare gli sviluppi dell’arte performativa. La danza, a dispetto dell’arte visiva, prosegue la ricerca sulla performance contemporanea con sviluppi interessanti, inaspettati. I coreografi sembrano essersi lasciati alle spalle la trita e ritrita indagine sul corpo che ha avuto la sua punta massima nelle performance degli anni Settanta per arrivare a risultati originali, in cui danza, performance, letteratura, recitazione, fotografia e altre discipline si amalgamano, senza gerarchie.
L’ultimo spettacolo che ho avuto occasione di vedere è Estasi della Compagnia Enzo Cosimi – seconda tappa della trilogia Sulle passioni dell’anima – messo in scena al Teatro dell’Arte de La Triennale di Milano, nell’ambito del Festival Exister.

I RIFERIMENTI ALLE ARTI VISIVE
I ballerini (tre donne e tre uomini) ci attendono sul palco, nudi, immobili, con gli organi sessuali dipinti ed esposti con disinvoltura, e anche parti dei loro corpi tinteggiati. Pian piano si vestono, imbottendo i collant, la biancheria intima, le maglie, con altrettanti indumenti appallottolati. E d’incanto si trasformano in presenze goffe, sproporzionate, senza perdere la loro leggerezza nel danzare. Sembrano figure uscite da un lavoro dell’artista austriaco Erwin Wurm, celebre per le sue azioni partecipate one minute sculpture. A terra, cumuli di vestiti sparsi qua e là che rimandano all’iconica installazione La Venere degli Stracci di Michelangelo Pistoletto. Quegli stracci saranno poi lanciati in aria con foga e rabbia dai ballerini e cadranno in ordine sparso. Come se fossero stati presi e gettati casualmente dalla gru di Christian Boltanski collocata, tempo fa, negli spazi altrettanto mastodontici dell’HangarBicocca di Milano.

UN INNO ALLA LIBERTÀ
Scene lascive, accoppiamenti multipli, (uomo donna, uomo uomo, donna donna) in un tripudio di lussuria, perversione, desiderio sconfinato, erotismo, amore, adulterio, estasi mistica. Maschere di plexiglas, protesi, camminate striscianti, sgraziati passi a due – come eros e thanatos – in un crescendo di posizioni ardite, prese incontrollate, imprecise. Le figure si toccano furtivamente, sfuggono, corrono, fino ad assumere posture urlanti, deformanti, estreme. Una libertà assoluta, senza categorie prestabilite, etichette. Come in un girone dantesco l’atmosfera si carica di tragicità, perdizione, pazzia, ripetizione ossessiva, in una dimensione surreale e visionaria alla Pipilotti Rist.
Una follia, che solo le parole di Pier Paolo Pasolini, recitate ripetutamente da uno dei ballerini, riesce a stemperare: “Non lasciarti tentare dai campioni dell’infelicità, della mutria cretina, della serietà ignorante. Sii allegro. […] T’insegneranno a non splendere. E tu splendi, invece”. Parole che ci fanno tornare al mondo dell’illusione, del desiderio, del sogno, e ci liberano dalle catene della schiavitù del pregiudizio. A splendere.

– Daniele Perra

 

Estasi
Regia, coreografia, scene e costumi di Enzo Cosimi
www.enzocosimi.com

Il festival MilanOltre dedicherà un focus alla compagnia Enzo Cosimi il prossimo ottobre 2017 (11, 14, 15 e 22, 23) con due coreografie in scena all’Elfo Puccini e un progetto site-specific realizzato in collaborazione con Antonio Marras presso lo Spazio Nonostante Marras.

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Daniele Perra
Daniele Perra è giornalista, critico, curatore e consulente strategico per la comunicazione. Collabora con "ICON DESIGN", “GQ Italia”, “ULISSE, "SOLAR" ed è docente allo IED di Milano. È stato fondatore e condirettore di “unFLOP paper” e collaboratore di numerose testate tra cui “ArtReview” “Mousse”, "Harper's Bazaar art America Latina". È stato consulente strategico per la comunicazione della Fondazione Modena Arti Visive, Direttore Comunicazione del Centro Pecci di Prato, Strategic Advisor for Media and Communication alla Malmö Konsthall e Direttore della Comunicazione della Fondazione Thyssen-Bornemisza Art Contemporary. Ha fatto parte del team di selezionatori per alcuni premi tra cui il Premio FURLA e The Sovereign European Art Prize. Ha scritto testi per cataloghi e curato mostre tra cui: Shahryar Nashat in collaborazione con il Centro Pecci, Cantieri Culturali ex-Macelli, Prato (2003); Hans Schabus and the Very Pleasure (Laboratori del Teatro alla Scala di Milano, 2006). Ha pubblicato il volume "Impatto Digitale. Dall’immagine elaborata all’immagine partecipata: il computer nell’arte contemporanea", Baskerville, Bologna. Ha tenuto lecture alla NABA e un corso di Fenomenologia dell’arte contemporanea alla Scuola Politecnica di Design di Milano. È stato caporedattore di “tema celeste” (1999-2007), caporedattore di “KULT” (2007-2010), ha collaborato dal 2000 al 2006 a “Il Sole24ORE” (Domenicale) e all'inserto cultura Saturno de “Il Fatto Quotidiano” e ha collaborato con Artribune come editorialista e consulente.