Ci sono tanti modi per scoprire una vocazione. C’è chi ha le idee chiare sin dall’inizio e chi ci arriva soltanto in tarda età; chi progetta con metodo la strada da seguire e chi sceglie di improvvisare. Se poi il mestiere d’elezione è quello artistico, le cose si fanno anche più complicate: cosa fa esattamente un artista? Come si diventa artisti?
Il San Francisco Museum of Modern Art (SFMOMA), che mette a disposizione una ricchissima collezione di interviste sul proprio canale Youtube, ha chiesto a una delle più grandi artiste contemporanee, la francese Sophie Calle (Parigi, 1953) di raccontare i propri esordi. La Calle ci narra di un inizio fortuito, di una vocazione scoperta gradualmente, seguendo il caso e l’istinto, trovata viaggiando per il mondo senza una meta precisa, alla ricerca di un’ispirazione, alla scoperta della propria identità. Ad un tratto, sempre casualmente, scopre di essere attratta dalla fotografia e inizia a scattare, ma pian piano capisce che la sola accumulazione delle immagini non le basta. Allora aggiunge la scrittura, poi la performance, e nel frattempo arrivano le prime mostre. Il resto è storia.

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.