Così io intaglio e dipingo paesaggi romantici nei libri. Montagne di un sapere diffuso in disuso tornano ad essere ciò che realmente sono: montagne. Esse possono erodersi un po’ di più e diventano colline. Poi si appiattiscono e diventano campi in cui apparentemente non succede nulla. Mucchi di enciclopedie obsolete tornano a quando non avevano bisogno di dire nulla, quando tutto era più semplice. E nebbie e nubi cancellano tutto quello che sappiamo, tutto ciò che pensiamo di essere”.
Guy Laramée, artista franco-canadese celebre per le sue sculture fatte di libri, usa parole dense di sensibilità romantica per raccontare il senso di questa sua visione-ossesione. Un lavoro che si nutre di malinconia e che esplora il mistero del tempo, tra suggestioni filosofiche, antripologiche, sociologiche. Da vecchi volumi usurati l’artista tira fuori scorci di paesaggi volumetrici, facendo dello stesso oggetto fisico – corpo di fogli, di parole, di memorie – un nuovo microcosmo miracoloso, al di là della frattura tra natura e cultura, tra essenza delle cose e linguaggio, tra narrazione ed esperienza.

E riflettendo sul processo di consunzione a cui è soggetto ogni libro, in quanto prodotto concreto del sapere, Laramée trasforma la linea necessaria della morte in spazio di rigenerazione poetica ed estetica. Dall’obosloescenza di una vecchia enciclopedia alla relazione tra apprendimento ed invecchiamnto, dall’usura che consuma pagine e copertine ai nuovi strumenti di informazione digitale che minacciano i tradizionali supporti cartacei: tutto questo suggerisce la possibilità di un viaggio attraverso l’origine e il destino della scrittura, il potere della cultura e la caducità intrinseca ad ogni fenomeno umano.
In questo nuovo video i tomi di un’antica enciclopedia britannica diventano vette, sentieri rocciosi, orogenesi incantate di nero lavico, di terra brulla e di verde bosco. Lasciando che l’immagine si incarni, come apparizione aurea, tra le infinite catene di parole.

Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critica d’arte, giornalista, editorialista culturale e curatrice. Insegna all’Accademia di Belle Arti di Palermo e di Roma (dove è stata anche responsabile dell’ufficio comunicazione). Collaboratrice da vent’anni anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo, fino al 2010, come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la testata culturale Artribune, dove ancora oggi lavora come editorialista, collaborando col team di direzione e operando come curatrice e project manager nel nuovo comparto aziendale Artribune Produzioni. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica, politica, costume, comunicazione, attualità e linguaggi creativi contemporanei. Presso Riso Museo d’Arte contemporanea della Sicilia è stata curatrice dell’Archivio S.A.C.S (Sportello Artisti Contemporanei Siciliani) e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti, prevalentemente presso spazi pubblici italiani, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. È stata membro di commissioni e giurie per premi/residenze d’ambito nazionale, riservati ad artisti. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell’Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.