Dall’alchimia al vetro. Franco Losvizzero a Roma

Canova22, Roma – fino all’11 novembre 2016. Le opere vitree di Franco Losvizzero, un dialogo aperto tra arte contemporanea e antichi studi alchemici. Il vetro come forma di creazione artistica.

Franco Losvizzero - In Vitro - Ex Fornace del Canova, Roma 2016
Franco Losvizzero - In Vitro - Ex Fornace del Canova, Roma 2016

Nell’ambito del ciclo #alchemy, ideato dalla curatrice Lori Adragna, negli spazi suggestivi dell’Ex Fornace del Canova, va in scena la personale In Vitro di Franco Losvizzero (Roma, 1973); ventuno opere in vetro soffiato con forti rimandi agli enigmi antichi dell’alchimia e dell’esoterismo. Compaiono figure informi, maschere vitree dalle risonanze medievali, che alludono al mondo sotterrano dell’alchimia come forma correlata ai processi creativi e al rapporto melanconico dell’artista con il mondo. Sui simbolici ovali d’oro che alludono alla pietra filosofale e alle complesse forme di trasformazione e stadi della materia, confabulano personaggi arcani, primitivi e incantati, sospesi nel vuoto come in antichi riti apotropaici. Così, Franco Losvizzero, alla stregua di Albrecht Dürer, profondo conoscitore della pratiche alchemiche, oggi trasforma la materia, manipola il vetro dallo stadio della nigredo, sinonimo più profondo del nero, fino alla rubedo, forma conclusiva della trasformazione alchemica, restituendo al fruitore un antico sapere.

Fabio Petrelli

Roma, fino all’11 novembre 2016
Franco Losvizzero – In Vitro
a cura di Lori Adragna
CANOVA22
Via Canova 22
[email protected]
www.canova22.com

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/56987/franco-losvizzero-in-vitro/

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Fabio Petrelli
Nato nel 1984 ad Acquaviva delle Fonti, è uno storico dell’arte. Laureato nel 2006 presso l’Accademia di Belle Arti di Roma con una tesi in storia dell’arte (Storie notturne di donne. La rappresentazione perturbante della donna dal XV secolo ad oggi), nel 2013 si laurea in Storia dell’arte presso l’Università degli studi di Roma Tor Vergata con una tesi in Arti visive del XXI secolo (Imago Mortis. La rappresentazione della morte nell’arte contemporanea). Ha collaborato per diversi musei e gallerie; autore di molteplici saggi a carattere demo-etno-antropologico e storico-artistico, in ambito critico attinge agli studi sull’universo simbolico dei rituali religiosi e di come tali forme culturali si riverberano nell’universo archetipico della storia dell’arte dall’antichità al contemporaneo.