Definire l’indefinibile. Miroslaw Balka a Roma

The British School at Rome, Roma – fino al 17 ottobre 2016. Ci sono il sale, la griglia, l’angoscia e il dolore. Ma anche il gioco di parole e le escursioni notturne nei cari spazi familiari. La mostra dell’artista polacco coinvolge con suoni forti e riferimenti pieni di sorprese, lasciando margine ai dubbi, alle domande e alle incertezze.

Miroslaw Balka, A Crossroads in A, 2006 - Courtesy the artist & Galleria Raffaella Cortese, Milano
Miroslaw Balka, A Crossroads in A, 2006 - Courtesy the artist & Galleria Raffaella Cortese, Milano

AL CENTRO DELLA STORIA
Ho sempre creduto in qualche verità, nell’autenticità e nella sincerità di espressione. Ma sono ben consapevole del fatto che altrettanto bene si possono utilizzare le altre strategie, a volte opposte, concentrate nella forma e l’abbellimento. Non voglio negare i gesti spettacolari degli artisti come Koons, Murakami o Hirst, perché grazie a loro l’arte è più ricca. Se tutti facessero opere come le mie, sarebbe una noia mortale”, racconta Miroslaw Balka (Varsavia, 1958), introducendo perfettamente la sua arte.
Effettivamente le opere dell’artista polacco non sono appariscenti, non divertono e difficilmente lasciano le sensazioni di una gradevole esperienza, ma toccano profondamente lo spettatore, lo istupidiscono e a non di rado lo commuovono. Sono fatte di legno, gesso, cenere e cemento, ma anche di capelli, sale e sapone. Indipendentemente dalle forme e dai mezzi di comunicazione che l’artista usa, esse conducono nel mondo della storia, della mitologia, della religione e della letteratura contemporanea. Al centro di tutto c’è l’uomo. Il suo legame con il destino e la memoria. I posti vissuti. La vita e la morte. I primi lavori sono figurativi, ma dopo il 1990 diventano più astratti, a volte accompagnati da un tocco umoristico, sempre enigmatici e lineari.

Miroslaw Balka, 50x50x91, 2012 - Courtesy the artist & Galleria Raffaella Cortese, Milano
Miroslaw Balka, 50x50x91, 2012 – Courtesy the artist & Galleria Raffaella Cortese, Milano

SALE E MELANCONIA
Nella mostra personale Emplacement, che prosegue il ciclo di incontri del programma Fragmnents ospitato dalla British School a Roma, ci sono il disegno, la scultura e il video. Tutte le opere risultano perfettamente integrate con lo spazio espositivo: sobrie sale bianche, lunghi e stretti corridoi che portano alle stanze buie e rumorose dove si stagliano le dinamiche video -presentazioni nei freddi colori grigi e bluastri. La scelta dei lavori introduce all’attività artistica degli ultimi anni: alle esperienze personali dell’artista, alla storia della Polonia e all’Olocausto. La presentazione è immersa in una nube di melanconia e di messaggi solo sussurrati da Balka, che traccia i percorsi verso la scoperta della sensibilità umana. Un posto speciale è riservato al sale: un materiale “estremamente bello” ma, nello stesso tempo, “capace di produrre dolore” quando tocca una ferita aperta.

Miroslaw Balka – Emplacement – exhibition view at the British School at Rome, Roma 2016 - photo Giorgio Benni
Miroslaw Balka – Emplacement – exhibition view at the British School at Rome, Roma 2016 – photo Giorgio Benni

L’ARTE, UNA MACCHINA COMPLESSA
Da non perdere una delle opere realizzate appositamente per la mostra presso il Muzeum Sztuki a Lodz, Modulor / AF / 1944 (2015) – una griglia con un piccolo trattino, che rappresenta la crescita di Anna Frank nel 1944 (162,5 cm). È un semplice disegno creato direttamente sul muro, che a volte rimane inosservato. “A Lodz ho trascorso un paio d’ore a disegnare la griglia con estrema precisione. Non ha una vera forma, ma a guardarla si pensa al gesto della mano tesa… è emozionante”, precisa l’artista.
Balka risolve volentieri i dubbi e le incertezze legate al suo lavoro: “Il mondo dell’arte di oggi è una macchina complessa, in cui si deve essere in grado di parlare, sia con le istituzioni sia con il pubblico. In caso contrario l’artista da solo si destina all’alienazione”, afferma. Il 17 ottobre, durante la chiusura della sua personale romana, l’artista prenderà parte alla conferenza dal titolo Memory and Responsability, con la partecipazione di Joseph Rykwert, storico e critico di architettura.

Anita Kwestorowska

Roma // fino al 17 ottobre 2016
Fragments – Miroslaw Balka
a cura di Marina Engel
THE BRITISH SCHOOL AT ROME
Via Gramsci 61
06 3264939
[email protected]
www.bsr.ac.uk

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/56192/fragments-miroslaw-balka/

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Anita Kwestorowska
Anita Kwestorowska, nata a Danzica, è giornalista dal 2007 iscritta nell’albo internazionale European Federation of Journalists IFJ a Bruxelles e dal 2005 nell’albo nazionale polacco SDP a Varsavia. Specializzata nei settori arte, moda e società, ha studiato filologia polacca presso l’Università Statale di Varsavia e storia dell’arte all’Università la Sapienza di Roma. In Polonia ha lavorato come annunciatrice nella televisione satellitare e come assistente al conduttore nella televisione nazionale polacca TVP. Ha fatto parte dell’ufficio stampa del Teatro dell’Opera di Varsavia. A Roma ha collaborato come corrispondente con le più importanti riviste d’arte in Polonia e ha gestito la rubrica culturale del mensile polacco in Italia “Nasz Swiat”. Attualmente scrive per il primo giornale polacco “Gazeta Wyborcza” e il mensile d’arte contemporanea “ARTeon”.

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