Miki Carone e i suoi amici. A Polignano a Mare

Atelier Blu, Abbazia di San Vito, Polignano a Mare – fino al 30 settembre 2016. L’Abbazia di San Vito fa da sfondo alla collettiva “Amici Miei”, organizzata da Miki Carone. Ispirandosi al film di Monicelli, l’artista barese adibisce il suo studio-galleria a spazio espositivo, confrontandosi con nove “colleghi” protagonisti dell’arte contemporanea in Puglia.

Abbazia di San Vito, Polignano a Mare
Abbazia di San Vito, Polignano a Mare

CARONE, GLI AMICI, L’ATELIER
Il costante anelito verso la dimensione ludica e puramente fantastica dell’esperienza creativa, il legame identitario con il mare, la vivacità delle cromie, la versatilità espressiva tipica dei differenti linguaggi dell’arte – dall’installazione alla pittura, dalla scultura alla fotografia e ai mosaici. Questi sono solo alcuni degli elementi che caratterizzano l’universo artistico, tra arte concettuale e pop, di Miki Carone (Bari, 1952).
Nel magnifico contesto dell’Abbazia di San Vito, a Polignano a Mare – dove si trova l’Atelier Blu, il suo studio-galleria – l’artista barese ha organizzato la collettiva Amici Miei. “L’ideazione della mostra” – sottolinea Carone – “deriva dalla concezione stessa del mio piccolo spazio, nato come luogo di confronto con artisti amici, e si ispira al noto film di Mario Monicelli” [riprendendo lo spirito goliardico della pellicola, è stato istituito anche un premio interno alla collettiva, vinto da Iginio Iurilli, N.d.R.]. Dopo aver realizzato due mostre, una con Iginio Iurilli e Claudio Cusatelli e l’altra con Massimo Ruiu sul tema del Buddha, Carone ha infatti invitato a esporre nel suo studio nove dei suoi amici più cari: gli artisti pugliesi Iurilli, Cusatelli, Daniela Corbascio, Michele Giangrande, Claudia Giannuli, Gianni Leone (che qualche mese fa ci ha concesso questa intervista), Massimo Ruiu, Jolanda Spagno e Giuseppe Teofilo.

Gianni Leone, Abbazia di San Vito
Gianni Leone, Abbazia di San Vito

LA STORIA DELL’ABBAZIA
A proposito della storia dell’Abbazia di San Vito, che Carone adibisce anche a “rifugio” per i suoi amici più stretti, l’artista ne precisa le radici storiche, affermando che “è nata come abbazia benedettina nell’ 801 d. C. A parte un periodo in cui è stata francescana, in seguito è diventata definitivamente benedettina”. “Dopo l’insediamento dei primi cristiani” – ricorda Carone – “che arrivarono dalla Turchia nel 650 d. C., si sono sovrapposte tante epoche. Con l’arrivo dei francesi, dei Borboni, del Regno delle Due Sicilie l’Abbazia fu espropriata alla Chiesa, divenendo appunto proprietà dei Borboni”. “Gli eredi attuali” – conclude l’artista – “sono infatti discendenti da un “notàro”, un Ministro delle Finanze dei Borboni. Così le varie celle dei benedettini, alcune delle quali adibite a scuole, diventarono case coloniche di pescatori e contadini che lavoravano per i marchesi”.

Iginio Iurilli, Medusa
Iginio Iurilli, Medusa

LA MOSTRA
Entrando nell’Atelier Blu, la prima opera che balza agli occhi è quella di Miki Carone, Lunatici. Una grande luna blu glitterata, in legno e in plastica, con piccoli animali che vi camminano intorno, campeggia infatti sulla parete dello studio-galleria. La luna e la sua magia, simbolicamente legata all’“inafferrabilità dell’inafferrabile” e alla purezza del ricordo infantile, costituisce uno dei temi ricorrenti dell’attività artistica di Miki Carone. Basta osservare le diverse declinazioni – dalla performance alla scultura, dall’installazione alla serigrafia, dal light-box al mosaico – di un’opera emblematica come Vogliolaluna. Inoltrandosi nello studio dell’artista, risulta magnetico, nella sua semplicità, lo scatto di Gianni Leone incentrato sui particolari dell’Abbazia, così come sontuosa ed esuberante è la Medusa di Iginio Iurilli. Catturano l’attenzione, inoltre, il ritratto di Claudio Cusatelli, Cattivi Maestri, la raffinatezza delle sovrascritture nell’opera di Michele Giangrande, Blu, e il “gioco dei neon” di Daniela Corbascio. Le opere di Massimo Ruiu, Claudia Giannuli, Giuseppe Teofilo e Jolanda Spagno sono invece foriere, ognuna in modo differente, di riflessioni esistenziali, in un’ottica più intimista che conduce all’esplorazione del “subconscio collettivo”.

Cecilia Pavone

Polignano a Mare // fino al 30 settembre 2016
Amici Miei
artisti: Miki Carone, Daniela Corbascio, Claudio Cusatelli, Michele Giangrande, Claudia Giannuli, Iginio Iurilli, Gianni Leone, Massimo Ruiu, Jolanda Spagno, Giuseppe Teofilo
ABBAZIA DI SAN VITO
347 9702344
[email protected]

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/53613/amici-miei-n-1/

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Cecilia Pavone
Giornalista professionista, Cecilia Pavone è nata a Taranto e ha conseguito la laurea in Filosofia con specializzazione in Storia delle Dottrine Politiche all'Università degli Studi di Bari. Nel suo percorso professionale giornalistico ha lavorato per il quotidiano "Nuovo Corriere Barisera" di Bari specializzandosi nel settore cultura e spettacoli. Tra le sue collaborazioni: "Il Settimanale" di Bari, "Il Resto del Carlino" di Bologna, "Exibart" dal 2007 fino al febbraio 2011, quando ha seguito Massimiliano Tonelli e Marco Enrico Giacomelli alla nuova testata d'arte "Artribune". Attualmente scrive anche su "Lobodilattice.com" e "Metalwave.com".