Itinerari esistenziali in loop. Ugo Rondinone a Roma

Macro Testaccio, Roma – fino all’11 settembre 2016 // Mercati di Traiano, Roma – fino al 1° settembre 2016. L’artista svizzero Ugo Rondinone è nella Capitale con due grandi installazioni ambientali, articolate in altrettanti luoghi espositivi, differenti ma con un unico concept: la ciclicità. Del tempo e delle nostre esistenze.

Ugo Rondinone – giorni d’oro – installation view at Macro Testaccio, Roma 2016
Ugo Rondinone – giorni d’oro – installation view at Macro Testaccio, Roma 2016

UN PROGETTO DALLA NATURA BINARIA
Per la prima volta a Roma due importantissimi siti archeologici – il Macro Testaccio è un ex-mattatoio, dunque un sito di archeologia industriale – ospitano due installazioni di Ugo Rondinone (Brunnen, 1964; vive a New York) che si risolvono proprio nel dinamismo della loro dualità. Come due stelle che orbitano attorno a un centro di massa comune, le due mostre sono legate tra loro da una reciproca attrazione gravitazionale: la ciclicità del tempo e dell’esistenza. Rispetto a ciò, Rondinone non vuole dare valori, generando un silenzio che è come una polveriera.

Ugo Rondinone – giorni d’oro – installation view at Macro Testaccio, Roma 2016
Ugo Rondinone – giorni d’oro – installation view at Macro Testaccio, Roma 2016

GIORNI D’ORO AL MACRO TESTACCIO
Vocabulary of Solitude è il nucleo centrale dell’esposizione al Macro: quarantacinque clown, vestiti in modo sgargiante, interpretano con mollezza le diverse azioni che una persona può compiere nell’arco di ventiquattro ore. Con posture differenti e con lieve disagio, i clown si piazzano sulla scena con tutto lo zibaldone dei loro pensieri: l’angoscia contemporanea ha la maschera dell’ironia e ciò produce una forte tensione. I clown di Rondinone, infatti, non sono individui ben delineati o definiti psicologicamente, assomigliano piuttosto a tipi umani, rimandando così all’universalità della nostra condizione. Sono malinconici, pacificamente rassegnati e “passivi”, come più volte sottolinea l’artista. La loro languida tristezza, insomma, è lo specchio del nostro ambiguo rapporto con il mondo e in generale dell’assurdità che caratterizza la condizione dell’uomo moderno.
Un riferimento importante per Rondinone è sicuramente Beckett. Ne L’ultimo nastro di Krapp, il premio Nobel irlandese riesce a condensare in una dimensione tragicomica e con una stupefacente economia di parole e di gesti, il senso stesso del rapporto tra l’uomo e il tempo e tra il clown e la sua failure. Rondinone, che a Beckett strizza l’occhio, afferma in un’intervista con Angela Vettese, di essere affascinato da “la sua esplosione di domande, tutte che muovono in fuori in direzioni diverse senza conclusione”. Vocabulary of Solitude è esattamente questa esplosione di domande. Dilatati i confini della percezione, la precarietà, la finitezza, la solitudine, il vuoto e l’insensatezza sembrano essere gli unici sentieri percorribili in quell’intricato labirinto di clown. Tuttavia, l’estetismo decadente e nichilista di Rondinone appare temperato da una ridda chiassosa di colori psichedelici: la vivace scenografia sulla quale si dispongono i clown traspone in un universo di fantasia e di velleità tutte le ostilità del mondo, cristallizzandole magicamente in un luogo di calma apparente dove il tempo sembra come congelato.
Per finire, una collezione al mezzanino di circa 3mila elementi arricchisce questa straordinaria installazione: si tratta degli arcobaleni disegnati dai bambini del posto in cui ogni volta l’artista si è trovato a esporre. Di nuovo, al peso dolce amaro della vita di cui si fanno carico i clown, si contrappongono la colorata leggerezza degli arcobaleni e la giocosa creatività dei bambini che rappresentano, secondo il pensiero di Rondinone, i fruitori ideali della mostra.

Ugo Rondinone – notti d’argento – installation view at Mercati di Traiano, Roma 2016
Ugo Rondinone – notti d’argento – installation view at Mercati di Traiano, Roma 2016

NOTTI D’ARGENTO AI MERCATI DI TRAIANO
Dal 2008 Ugo Rondinone lavora su un gruppo scultoreo di dodici alberi: si tratta di calchi di ulivi millenari ancora rintracciabili nelle vicinanze del paese di origine dei suoi genitori, Matera. Realizzati in alluminio e dipinti con smalto bianco opaco, i primi cinque calchi di questa serie sono esposti in una splendida installazione presso i Mercati di Traiano. Ognuno di questi alberi, concepiti come allegorie delle fasi lunari, porta il nome della luna piena di ciascun mese: così abbiamo luna d’inverno, luna da fame, luna di vento, luna di primavera e luna di fiori. Ad aumentare l’espressività di questa installazione contribuisce il fatto che gli ulivi hanno gli stessi anni dei Mercati di Traiano. Il calco ha permesso all’artista di pietrificare un tempo millenario reale che si riconfigura con tutta la sua inequivocabile forza attraverso le asprezze e le nodosità d’argento degli alberi. Questi, infatti, si animano nella irripetibile cornice dell’esedra dei Mercati, instaurando un drammatico dialogo con l’osservatore, un dialogo fatto di memorie ancestrali, di rimandi cosmici e di universalismi. Nella piega creatasi dal rapporto tra le immagini che si vedono hic et nunc e la storia millenaria dei Mercati e degli ulivi, va a insinuarsi così una temporalità altra che mescola, per sempre e in un ciclo continuo, passato, presente e futuro.

Francesca Mattozzi

Roma // fino all’11 settembre 2016
Ugo Rondinone – giorni d’oro + notti d’argento

a cura di Ludovico Pratesi
MACRO TESTACCIO
Piazza Orazio Giustiniani 4
06 0608
[email protected]
www.museomacro.org

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/53571/ugo-rondinone-giorni-doro-notti-dargento/

Roma // fino al 1° settembre 2016
Ugo Rondinone – giorni d’oro + notti d’argento
a cura di Ludovico Pratesi
MERCATI DI TRAIANO
Via IV Novembre 94
06 0608
[email protected]
www.mercatiditraiano.it

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/53572/ugo-rondinone-giorni-doro-notti-dargento/
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/53572/ugo-rondinone-giorni-doro-notti-dargento/

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Francesca Mattozzi
Francesca Mattozzi ha un background da danzatrice che l’ha vista lavorare sia in TV che a teatro con coreografi di fama internazionale, quali Luca Tommassini e Martino Müller. È laureata in storia dell’arte e dell’arte ama soprattuto gli eventi perché, grandi o piccoli che siano, le permettono di esplorare e raccontare il panorama artistico e culturale contemporaneo. È curioso, ma quando non vedete Francesca a una vernice, una performance o un finissage, la trovate chissà dove a pianificare le prossime avventure.