Mimmo Jodice e Mario Raciti. Insieme al MART

MART, Rovereto – fino al 5 giugno 2016. I Focus delle Collezioni dedicati a Mimmo Jodice e Mario Raciti, in occasione di importanti acquisizioni e di un rinnovato dialogo con i collezionisti privati, costruiscono un percorso di continuità e di approfondimento. Con un allestimento che li vede compagni in una ricerca di un linguaggio poetico nell’arte.

Mimmo Jodice, Anfiteatro Romano, dalla serie Mediterraneo, 1990-95. Mart, Collezione i Cotroneo
Mimmo Jodice, Anfiteatro Romano, dalla serie Mediterraneo, 1990-95. Mart, Collezione i Cotroneo

IL PESO DELLE COLLEZIONI
Affidare una collezione a un’istituzione che ne faccia buon uso è senz’altro consegnare anche un pezzo della propria esistenza, ma anche espandere al pubblico quel senso di fiducia verso la forma di linguaggio artistico visto come catalizzatore di istanze del momento, da cogliere in serie. Trasformando il museo in un veicolo dello sguardo collettivo e la collezione in un insieme composto da momenti che si sviluppano negli anni, lungo la linea del tempo.

JODICE, LA STORIA E IL TEMPO
Nella raccolta vista come un unicum, Mimmo Jodice (Napoli, 1934) esprime tutta la sua poetica. La sequenza di fotografie dedicate alle antiche civiltà del Mediterraneo è il risultato di una lunga ricerca in anni di viaggi in cui lo scatto fotografico non rappresenta solo l’istante ma ingloba l’intero pensiero, e congiunge alla storia delle culture. Il ciclo Mediterraneo rappresenta un momento sospeso in cui il passato e i frammenti di questo sono riportati al presente: guardare la storia attraverso i segni del tempo, tramite un’emozione che la cattura, rende partecipi a essa. Attraverso un’affinata tecnica manuale, dove è fondamentale la resa della stampa del negativo per sottolineare le sgranature, le leggere accelerazioni e i forti chiaroscuri, Jodice rende quello scatto irripetibile, anche se il soggetto si presenta con l’immobilità assoluta della statua.

Mario Raciti, I fiori del profondo, 2013 - MART, Rovereto
Mario Raciti, I fiori del profondo, 2013 – MART, Rovereto

RACITI, L’ANIMA DELLE COSE
Il ritmo dell’anima delle cose è invece alla base della poetica di Mario Raciti (Milano, 1934). L’indicibile, poiché tremendamente profondo, e tutto ciò che riguarda lo spirito delle piccole cose, sono l’essenza del lavoro dell’artista in una costante ricerca per farli emergere. Un appuntamento imprescindibile con l’arte, un’esigenza quasi ossessiva, per superare la banalità della superficialità. E come la musica inafferrabile, la sua visione lirica delle cose cattura l’aldilà delle instabili verità, attraverso il ritmo del tempo e della memoria. Un tempo che diventa anche il nostro, per osservare nei suoi quadri le forme riconoscibili, labili presenze che trasportano in un mondo che non c’è, impalpabile e non risolto. Un racconto senza certezze, perché la certezza è per gli uomini che non vivono.

Antonella Potente

Rovereto // fino al 5 giugno 2016
Mimmo Jodice – Dalla collezione I Cotroneo
Mario Raciti – La collezione Carlo Damiano
a cura di Daniela Ferrari
MART
Corso Bettini 43
0464 438887
[email protected]
www.mart.trento.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/52934/mimmo-jodice-dalla-collezione-i-cotroneo/
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/52933/raciti-la-donazione-carlo-damiano/

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Antonella Potente
Se già da piccolo sai quello che vuoi è un guaio: ho passato le ore più belle a fantasticare del niente e a guardare le figure dell'enciclopedia e mi sono ritrovata a scegliere il Liceo Artistico, perché mi piaceva disegnare e soprattutto mi piaceva l'arte: canto, ballo, teatro e pittura. La mia curiosità ha trovato soddisfazione al di fuori dell'ambiente provinciale e dopo aver studiato a Venezia, Pittura all'Accademia di Belle Arti, ho girato per l'Italia lavorando nel settore dell'interior design. Aver poi collaborato con una galleria a Treviso ha costituito un continuo stimolo, un incentivo per capire le strategie e le novità dell'affollato e variegato mondo dell'arte contemporanea. Saper raccontare questo mondo il mio obiettivo, considerandomi anche uno spettatore attivo della “parafrasi” di questa vivace società in continuo movimento che è tutta l'arte.