La possibilità della relazione. Luigi Manciocco a Belluno

Palazzo Crepadona, Belluno – fino all’8 giugno 2016. L’artista romano porta nella sede bellunese una trama di rimandi alle possibili relazioni innescate dall’immagine. Costruendo un percorso complesso, che unisce arte, religione e letteratura.

Luigi Manciocco, Ex voto Santa Rita, 2016 – frame da video
Luigi Manciocco, Ex voto Santa Rita, 2016 – frame da video

UN INTERVENTO IMMERSIVO
Dobbiamo innanzitutto immaginare il Cubo di Mario Botta di Palazzo Crepadona a Belluno: un grande spazio che ha davvero la forma di un quadrato. Luigi Manciocco (Colleferro, 1950) ha voluto che i muri fossero dipinti di nero e che lo spazio fosse immerso in un’oscurità completa. Vi ha installato due opere di grandi dimensioni: due tondi, uno bianco, l’altro nero.  Il bianco è attraversato da qualcosa che, visto da lontano, a un primo impatto sembra una lacrima. In realtà è una goccia di sangue, che si arresta prima di toccare il bordo della tavola. Il tondo nero è ricoperto di api placcate d’oro, a formare una costellazione. Su un altro muro, tre grandi schermi riportano per tre volte, ma in maniera diversa, il volto di Santa Rita da Cascia. Beatificata da papa Urbano VIII nel 1628 e canonizzata solamente nel 1900 da Leone XIII, la sua esistenza è abbastanza conosciuta, sebbene circondata da una serie di leggende.

Luigi Manciocco, Sciame, 2016 - particolare
Luigi Manciocco, Sciame, 2016 – particolare

DA SANTA RITA A KLEIN
Ciò che ha attirato l’attenzione di Manciocco è che Yves Klein sia andato in pellegrinaggio al monastero dedicato alla santa, e abbia scritto una preghiera nella quale si rivolge a lei e le domanda di permettergli di realizzare opere belle: “Che tutto ciò che esce da me sia bello!”, esclama nel piccolo testo del 1961. Nicolas Charlet, nel suo breve saggio in catalogo, racconta che Pierre Restany si recò al monastero nel 1980 e che gli fu mostrato un cofanetto in plexiglas offerto da Klein alla santa. Il punto di partenza di Manciocco è proprio questa singolare passione dell’artista francese per la santa.  Le api sono collegate a un racconto secondo il quale questi insetti si sarebbero riuniti intorno alla culla della piccola Margherita a Roccaporena, dove lei era nata. Il sangue allude alla strana stigmate che la donna aveva sulla fronte alla fine della sua vita. Questa goccia sarebbe la manifestazione tangibile della corona di spine di Cristo.

Luigi Manciocco, Ex voto Santa Rita-Dino Buzzati-Yves Klein, 2016
Luigi Manciocco, Ex voto Santa Rita-Dino Buzzati-Yves Klein, 2016

RELAZIONI PARTICOLARI
In mostra passano sullo schermo tre visi diversi, eppure simili, manifestazione di un’immagine complessa, che c’è e non c’è.  L’esperienza di tutto questo è di una sorprendente eloquenza e, leggendo il catalogo, si comprende quali siano le chiavi simboliche e oniriche dell’universo che l’artista ha voluto creare in un cubo divenuto magico. Servendosi dei mezzi del linguaggio ultramoderno dell’arte, Luigi Manciocco è giunto a rappresentare una relazione particolare con una serie di elementi (l’opera di Klein, quella di Buzzati, la mistica di Santa Rita e il suo culto, per citare solo i principali) che formano una totalità estetica di innegabile forza espressiva.

Gérard-Georges Lemaire

Belluno // fino all’8 giugno 2016
Luigi Manciocco – Relazioni possibili
a cura di Angela Madesani
PALAZZO CREPADONA
Via Ripa 3

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/53724/luigi-manciocco-relazioni-possibili/

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Gérard-Georges Lemaire
Nato a Parigi nel 1948. Studi di filosofia e storia dell’arte. Scrittore, giornalista culturale, produttore a France Culture, ha lavorato quarant’anni nel mondo dell’editoria : è stato consulente da Christian Bourgois éditeur, ha diretto quattro collane di letteratura straniera e una rivista, "L’Ennemi (1980-1997). E stato curatore di circa cento mostre nel mondo ed è stato docente all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Ha scritto più di cinquanta libri, tra quali, in Italia, L’Arobase (Ex-Gelatateria, Milano, 2012), Gli otto colori di Massimo Arrighi (Campanotto, Udine, 2013), Franz Kafka : una biografia (Lindau, Torino, 2013), Ecce scriptor (Mora, Napoli, 2016).