Il palpito della materia. Luigi Mainolfi a Salerno

Galleria Paola Verrengia, Salerno – fino al 21 maggio 2016. La natura scultorea di Luigi Mainolfi torna a Salerno. Con un progetto a cura di Lea Mattarella, che evoca i tempi della memoria e della materia.

Luigi Mainolfi - Il colore della Scultura la forma della Pittura – installation view at Galleria Paola Verrengia, Salerno 2016 - photo di Ciro Fundarò
Luigi Mainolfi - Il colore della Scultura la forma della Pittura – installation view at Galleria Paola Verrengia, Salerno 2016 - photo di Ciro Fundarò

Come una mappa che disegna un paesaggio fatto di segni, forme, figure vibranti insieme al vibrare delle cose, la nuova personale di Luigi Mainolfi (Rotondi Valle Caudina, 1948), impaginata negli spazi della Galleria Paola Verrengia, offre l’ulteriore “risalimento” (Menna) di un denso cammino, di un potente linguaggio plastico popolato di boschi, di paesi dimenticati, di “marerbosi”, citando D’Annunzio, che succhiano lo sguardo dello spettatore, di materie, di pause, di vulcani, di miti e favole antiche, di suoni. Si tratta di “una grande quadreria multicolore”, suggerisce Lea Mattarella, di un “dialogo sicuro tra scultura e pittura”Il colore della Scultura la forma della Pittura è l’indicativo titolo della mostra – che evoca lo spazio integrale della vita e incita a percorrere le origini e le lontananze, le memorie e i tempi della materia. Ma anche i passi di una autonomia creativa fatta di profumi, di ritorni fugaci al mare “per poi rientrare nel tempo infinito della nostalgia a costruire, attimo dopo attimo, la mia storia, forse il mio essere, il piedistallo della mia opera”.

Antonello Tolve

Salerno // fino al 21 maggio 2016
Luigi Mainolfi – Il colore della Scultura la forma della Pittura
a cura di Lea Mattarella
PAOLA VERRENGIA
Via Fieravecchia 34
089 241925
[email protected]
www.galleriaverrengia.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/52505/luigi-mainolfi-il-colore-della-scultura-la-forma-della-pittura/

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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi, la Beǐjin̄g Yuy̌ań Daxué, l’Universitatea de Arta si Design de Cluj-Napoca e la Universidad Central de Venezuela. Critico d’arte e curatore, è stato commissario in diverse giurie internazionali. Tra i suoi libri si ricordano “Gillo Dorfles. Arte e critica d’arte nel secondo Novecento” (La Città del Sole, 2011), “ABOrigine. L’arte della critica d’arte” (PostmediaBooks, 2012), “Ubiquità. Arte e critica d’arte nell’epoca del policentrismo planetario” (Quodlibet, 2013), “La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività” (Quodlibet, 2016), “Istruzione e catastrofe. pedagogia e didattica dell’arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale” (Kappabit, 2019), “Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie” (Castelvecchi, 2019), “Atmosfera. Atteggiamenti climatici nell’arte d’oggi” (Mimesis, 2019). Ha curato con Stefania Zuliani il volume di Filiberto Menna, “Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d'arte 1970-1980” (Quodlibet, 2017) e, con S. Brunetti, “Il sistema degli artisti. Collezione, conservazione, cura e didattica nella pratica artistica contemporanea” (Mimesis, 2019). Dal 2018 e Direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2014 è curatore della Gaba.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.