Legge e rito. Oppy De Bernardo escordisce a Napoli

Galleria E23, Napoli – fino al 20 settembre 2015. Per la sua prima personale negli spazi della galleria partenopea, Oppy De Bernardo propone “La legge è uguale per tutti”. Un progetto sul sacro e sul profano.

Oppy De Bernardo, Amen (Hitler), 2015 - courtesy E23, Napoli - photo Pier Paolo Patti e Giovanni Alfano
Oppy De Bernardo, Amen (Hitler), 2015 - courtesy E23, Napoli - photo Pier Paolo Patti e Giovanni Alfano

Nata da un rapporto di partecipazione tra l’artista e i suoi curatori (Raffaella Barbato ed Ermanno Cristini), la prima personale italiana di Oppy De Bernardo (Locarno, 1970) indaga, da un punto di vista socio-antropologico, “le fenomenologie comportamentali e relazionali dell’individuo contemporaneo”, per creare un ambiente che analizza la sacralità mediante i suoi opposti, i suoi collassi, i suoi simboli, le sue dottrine. Con La legge è uguale per tutti (titolo anche di una grande installazione luminosa), De Bernardo propone, infatti, l’altro lato della legge, di un sistema punitivo che pone, sui vassoi della bilancia, i falsi miti e i falsi riti della contemporaneità. Caratterizzata da una serie di installazioni – tra queste Reliquiae, un work in progress che raccoglie campioni sanguinei impressi su frammenti di lino – la mostra disegna un discorso che, dal sangue all’ostia, registra i fatti dell’arte, e dall’arte volge lo sguardo verso i grandi temi della vita quotidiana.

Antonello Tolve

Napoli // fino al 20 settembre 2015
Oppy De Bernardo – La legge è uguale per tutti
a cura di Raffaella Barbato ed Ermanno Cristini
GALLERIA E23
Via Blanch 23
081 0484111 / 320 6564903
[email protected]
www.eventitre.net

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/45521/oppy-de-bernardo-la-legge-e-uguale-per-tutti/

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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi, la Beǐjin̄g Yuy̌ań Daxué, l’Universitatea de Arta si Design de Cluj-Napoca e la Universidad Central de Venezuela. Critico d’arte e curatore, è stato commissario in diverse giurie internazionali. Tra i suoi libri si ricordano “Gillo Dorfles. Arte e critica d’arte nel secondo Novecento” (La Città del Sole, 2011), “ABOrigine. L’arte della critica d’arte” (PostmediaBooks, 2012), “Ubiquità. Arte e critica d’arte nell’epoca del policentrismo planetario” (Quodlibet, 2013), “La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività” (Quodlibet, 2016), “Istruzione e catastrofe. pedagogia e didattica dell’arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale” (Kappabit, 2019), “Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie” (Castelvecchi, 2019), “Atmosfera. Atteggiamenti climatici nell’arte d’oggi” (Mimesis, 2019). Ha curato con Stefania Zuliani il volume di Filiberto Menna, “Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d'arte 1970-1980” (Quodlibet, 2017) e, con S. Brunetti, “Il sistema degli artisti. Collezione, conservazione, cura e didattica nella pratica artistica contemporanea” (Mimesis, 2019). Dal 2018 e Direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2014 è curatore della Gaba.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.