Graziano Folata e la naturalezza della materia

Galleria Massimodeluca, Venezia – fino al 23 maggio 2014. Graziano Folata si presenta al pubblico mestrino con una personale da leggere a piccoli sguardi. Dove organicità e tecnica, spontaneità e controllo sanno combinarsi in equilibri imprevedibili. Con una naturalezza che stupisce.

Graziano Folata, Slow distance, 2013. Stampa fotografica da negativo analogico. Courtesy l'artista e Galleria Massimodeluca

Graziano Folata (Rho, 1982) sa il fatto suo. E si sente. La pelle della tigre, a cura di Giovanna Manzotti, è una mostra frutto di studio e lucidità palpabili, ma anche testimonianza di un approccio spontaneo alla materia. Puntando l’attenzione sull’“epidermide” dei suoi oggetti, Folata è in grado di andare oltre il limite della loro superficie e di svelarne il contenuto. Accostamenti naturalmente impossibili sono consacrati all’esistenza dalla natura stessa di ciò che li compone: la creta nera e la liquirizia di Anam, il granito e la carta da lucido del Disco di Odino, l’uovo e il bronzo di Orsa maggiore, il cristallo e la paraffina di Siberia formano coppie di assonanze materiche e dunque nuove possibilità naturali. Folata ottiene tutto ciò senza tradire alcuno sforzo apparente, giocando con arguzia sulle giuste combinazioni di forme e consistenze, e su tecniche diverse, per generare nuove alchimie organiche. Il risultato è credibile, oltre ogni aspettativa.

Arianna Testino

Venezia // fino al 23 maggio 2014
Graziano Folata – La pelle della tigre
a cura di Giovanna Manzotti
MASSIMODELUCA
Via Torino 105q
041 5314424
[email protected]
www.massimodeluca.it

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Arianna Testino
Nata a Genova nel 1983, Arianna Testino si è formata tra Bologna e Venezia, laureandosi al DAMS in Storia dell’arte medievale-moderna e specializzandosi allo IUAV in Progettazione e produzione delle arti visive. Dal 2015 lavora nella redazione di Artribune. Attualmente dirige l’inserto cartaceo Grandi Mostre ed è content manager per il sito di Sky Arte, curato da Artribune. Nel 2012 ha pubblicato il saggio "Michelangelo Pistoletto. L'unione di vita, parole e opera" e nel 2016 "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (con Marco Enrico Giacomelli).