Alessandro Laita. Quando l’artista rottama se stesso

Butta via tutto, Alessandro Laita: nel senso letterale del termine. L’archivio dei suoi progetti irrealizzati va al macero, trinciato e riciclato in sessantacinque fogli nudi. Lapidi per opere abortite che finiscono per diventare opera esse stesse. Fino al 12 febbraio da Placentia Arte

Alessandro Laita – Even if I fail - veduta della mostra presso Placentia Arte, Piacenza 2013

Sono stati bocciati, rifiutati, tarpati, sviliti, irrisi, uccisi, vilipesi, cancellati, frustrati, dimenticati, saltati, evitati, evirati. Sono decine di progetti e bozzetti per opere che non conosceremo mai, se non nella dolorosa resurrezione imposta loro dal proprio autore: mette in scena un olocausto personale Alessandro Laita (Verona, 1979), compiendo il più antico e insieme moderno rito di purificazione. L’abbandono maturo e volontario di ciò che si ha di più caro viene certificato dalla sua rigenerazione; il riciclaggio di opere sporche condensa nell’illusoria memoria del passato la viva presa di coscienza del presente. In questi sessantacinque fogli irregolari, declinati in modo inconsapevole e incontrollato in un effetto estetico più che gradevole, Laita fotografa con stupefacente lucidità ciò che egli è oggi: l’abrasione del passato è fattore creativo, innovazione, slancio. Non un memoriale, allora. Semmai un trampolino da cui tuffarsi nel domani.

Francesco Sala

Piacenza // fino al 12 febbraio 2013
Alessandro Laita – Even if I fail
PLACENTIA ARTE
Via Scalabrini 116
0523 332414
[email protected]
www.placentiaarte.it

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.