Grazia Varisco: feconde anomalie

La first lady dell’arte cinetica italiana in retrospettiva. Cinquanta opere per raccontare Grazia Varisco. Alla Permanente di Milano, fino al 14 ottobre.

Grazia Varisco - Quadri comunicanti out - 2008

La Permanente di Milano prosegue il tentativo di rinascita. Alle mostre di qualità che hanno contraddistinto la sua attività recente si aggiunge ora l’ottima retrospettiva di Grazia Varisco (Milano, 1937), first lady dell’Arte Cinetica e Programmata italiana. Sono esposte cinquanta opere, dagli esordi a oggi. Proprio le opere più datate, le tecniche miste materiche degli Anni Cinquanta, sono una piacevole scoperta o riscoperta. Diverse dalla sua poetica successiva, mostrano comunque un’inventiva davvero notevole, tesa a rivitalizzare e superare l’Informale allora imperante.

Grazia Varisco – Schema luminoso variabile R. Cubo – 1963

Ma non mancano le opere che hanno reso celebre la Varisco, come gli Schemi luminosi variabili e i Reticoli frangibili, classici dell’arte cinetica e optical italiana, e le Tavole magnetiche, i cui componenti possono essere spostati per modificare a piacimento l’opera. E convincono ampiamente anche le opere degli ultimi anni, come i Quadri comunicanti e le Risonanze al tocco. Complice l’allestimento ideato in collaborazione con l’artista, la mostra permette una rilettura d’insieme della poetica rigorosa e ludica della Varisco, artista che “favorisce l’anomalia rispetto al sistema“, nella definizione del curatore della mostra Giorgio Verzotti.

Stefano Castelli

Milano // fino al 14 ottobre 2012
Grazia Varisco – Se…
a cura di Giorgio Verzotti
Catalogo Mazzotta
PALAZZO DELLA PERMANENTE
Via Turati 34
[email protected]
www.lapermanente.it

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Stefano Castelli
Stefano Castelli (nato a Milano nel 1979, dove vive e lavora) è critico d'arte, curatore indipendente e giornalista. Laureato in Scienze politiche con una tesi su Andy Warhol, adotta nei confronti dell'arte un approccio antiformalista che coniuga estetica ed etica. Nel 2007 ha vinto il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli. Pubblica regolarmente i suoi articoli dal 2007 su Arte, dal 2011 su Artribune e dal 2018 su IL-mensile de Il Sole 24 ore. Collabora anche con Antiquariato. Dal 2004 a oggi ha curato numerose mostre in spazi privati e pubblici, di artisti affermati ed emergenti. Dal 2016 è nel comitato curatoriale del Premio arti visive San Fedele. Nel 2020 ha pubblicato il saggio "Radicale e radicante – Sul pensiero di Nicolas Bourriaud" (Postmediabooks) e tradotto il saggio "Inclusioni" di Nicolas Bourriaud (Postmediabooks).