La realtà? È un sogno lucido

Uno spazio inedito per l’arte contemporanea ospita la mostra di Cristiano Pintaldi a Venezia. Evento collaterale della Biennale, racconta la realtà vista attraverso il filtro dei monitor. Undici grandi pitture per un unico, lucido, sogno mediale. Fino al 31 ottobre.

Cristiano Pintaldi - Lucid Dreams - Venezia 2011

“La realtà che possiamo vedere è solo un sogno e l’esperienza di quel sogno è la realtà stessa”, afferma Cristiano Pintaldi (Roma, 1970; vive a Roma e Londra). Attraverso undici lavori – inediti e recenti – di grande formato, l’artista romano nella sua personale veneziana indaga la nostra capacità di definire e percepire il mondo tangibile. Ricalcando concetti che da Ermete Trismegisto vanno alla fisica quantistica, passando per Schopenhauer, Pintaldi considera il “reale” uno stato onirico frutto di una visione soggettiva di cui ogni individuo è al tempo stesso artefice e interprete. Se la parte materiale del “mondo in cui viviamo è il risultato di circa sei miliardi di realtà diverse,” è pur vero – afferma, attualizzando la sua ricerca – che questi punti di vista sono filtrati e plasmati da realtà condivise, univoche, come le immagini mediatiche.
Figlio di pubblicitari appassionati d’arte, cresciuto a pane e tv, l’artista individua nei media una dimensione parallela che ben sintetizza attraverso la sua pittura “fatta di luce”. Con un’azione alchemica, blocca il flusso della realtà in divenire che scorre attraverso i video. Nei dipinti, i colori sono resi attraverso lo stesso meccanismo degli schermi televisivi e informatici. Migliaia di punti colorati: rossi, verdi, blu (RGB) sono riprodotti manualmente sul fondo nero, dopo un accurato studio delle luci e dei chiaroscuri. Sembrano rimbalzare sulle tele, in metaforica relazione triadica fra pixel percepiti, inquadrati e poi ritrasmessi (emblematici i suoi quadri esposti nella casa del Grande Fratello).

Cristiano Pintaldi - Lucid Dreams - Venezia 2011

Le inquadrature – mix di suggestioni della cultura e subcultura mediatica e della sfera onirica archetipale – sono scelte dall’artista privilegiando “quei simboli che più di altri hanno la funzione di rivelare punti chiave per la comprensione del tutto”. Ecco allora lo Svalbard Global Seed Vault (contemporanea arca di Noè per la salvaguardia del patrimonio genetico vegetale); oppure il Papa e il presidente della banca mondiale – personificazioni del potere religioso e di quello economico – ripresi insieme durante un funerale. Il tutto, legato dal continuo riferimento iconografico all’Occhio onniveggente.
Sono immagini/rappresentazioni collettive che ritraggono la condizione dell’uomo contemporaneo, simile a un “sogno lucido, da cui sarà possibile svegliarsi solo grazie a una presa di coscienza collettiva”.

Lori Adragna

La videorecensione della mostra

Venezia // fino al 31 ottobre 2011
Cristiano Pintaldi – Lucid Dreams
a cura di Achille Bonito Oliva
luciddreams.cristianopintaldi.com


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Lori Adragna
Lori Adragna nata a Palermo, vive e lavora a Roma. Storico dell’arte con perfezionamento in simbologia (Arte e simboli nella psicologia junghiana). Critico e curatore indipendente, dal 1996 organizza mostre ed eventi culturali per spazi privati e pubblici tra cui: Museo Nazionale d’Arte orientale di Roma; Villa Piccolomini, Roma; Museo D'Annunzio, Pescara; Teatro Palladium, Università Roma Tre; Teatro Furio Camillo, Roma; Palazzo Sant’Elia, Palermo; Museo di Capodimonte, Napoli; Complesso monumentale di San Leucio, Caserta; Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese, Roma. In veste di consulente editoriale e artistico ha collaborato inoltre per il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (realizzando cataloghi e mostre nel Complesso monumentale di S. Michele a Ripa). I suoi testi sono pubblicati su enciclopedie, libri, cataloghi, in Italia e all’Estero. Scrive come free lance per numerose riviste specializzate nel settore artistico.