Il quarto incomodo

Quarta tappa delle mostre numeriche modenesi dedicate alla fotografia italiana. Walter Niedermayr e un suo nucleo d’opere per la Fondazione Fotografia.

Walter Niedermayr - Alpine Sandkastenspiele - 2009 - courtesy Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

Le 20 fotografie e i video di Walter Niedermayr (Bolzano, 1952) sono il cuore pulsante della mostra Quattro. Opere realizzate tra il 2005 e il 2010 che mettono a fuoco le ricerche dell’altoatesino su paesaggio alpino e spazi urbani. Fin dagli anni ‘80 predilige i monti come soggetto di immagini in cui smitizza l’idea della natura incontaminata, delle cime dominate solo dalle forze delle Alpi: la presenza umana ha profondamente modificato i paesaggi, li ha popolati di piccole figure colorate e di geometrie d’impianti di risalita. Inconsapevolmente attuali gli scatti iraniani, fra città e paesaggi sovraesposti: Niedermayr si lascia conquistare dal fascino di civiltà lontane, dalle trasformazioni che hanno segnato gli ultimi decenni, dalle dissonanze fra tradizione e innovazione. La riflessione sul fare fotografia trova una definizione nelle combinazioni delle opere, quasi polittici medievali: accostamenti a volte stranianti, altre ripetitivi o concettuali, per sequenze da scoprire mediante attenta osservazione.

Marta Santacatterina

fino al 5 giugno 2011
Walter Niedermayr
a cura di Filippo Maggia

www.fondazionefotografia.it

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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.