Tutto il Museo del Calcio in un’app. La storia della Nazionale dagli anni Trenta agli Europei 2021

Il Museo del Calcio di Firenze ha lanciato una nuova app che consente al pubblico di approfondire la visita con contenuti speciali. E con sezioni dedicate alle vittorie ai Mondiali e agli Europei.

La presentazione dell'app del Museo del Calcio

Chi non conosce o ricorda immagini e protagonisti delle vittorie della nazionale italiana di calcio ai Mondiali in Spagna del 1982 (come il goal di Marco Tardelli e l’esultanza del Presidente della Repubblica Sandro Pertini in tribuna) o in Germania del 2006 (un esempio tra tutti? Il decisivo calcio di rigore di Fabio Grosso)? Momenti indelebili nella memoria collettiva degli italiani, raccontati attraverso cimeli, fotografie e cimeli in un luogo molto particolare, il Museo del Calcio di Firenze. Si trova a Coverciano, nel Centro Tecnico Federale della FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio, luogo di ritiro inoltre della nazionale italiana. Inaugurato nel 2000, il Museo racconta la storia del gioco del calcio in Italia a partire dal 1934, con cimeli della FIGC che comprendono palloni, medaglie, scarpe, coppe e maglie, oltre a un archivio di fotografie e filmati d’epoca. Visitare il museo è sicuramente un’esperienza che ogni tifoso e appassionato di sport (e non solo) non può farsi mancare, e da oggi la fruizione del Museo del Calcio diventa anche digitale attraverso una nuova app che guida al pubblico alla scoperta dello sport più amato dagli italiani.

L’APP MUSEO DEL CALCIO

Realizzata per iOS e Android da SPACE (impresa di innovazione tecnologica e progettuale dedicata alla valorizzazione e comunicazione del patrimonio culturale) facente parte del Gruppo ETT, l’App Museo del Calcio è gratuita, disponibile in italiano e in inglese e consente ai visitatori del Museo di accedere a contenuti speciali. La visita supportata dall’app prende avvio con un video di benvenuto del CT della Nazionale Roberto Mancini, per poi proseguire con sei sezioni museali interattive narrate con testi, audio, immagini e video di repertorio: “Le origini (1910-1942)”; “Il Dopoguerra (1945-1967) e Il Boom (1968-1982); “Fine secolo (1983-2000) e Nuovo secolo (2001-2021)”; “Calcio femminile”; “Sala dei Trofei (1934, 1938, 1968, 1982, 2006); “Europei (2021)”. “Il Museo cambia anche nel modo di vivere le esperienze legate agli Azzurri, che si identificano in tappe di vita in ognuno di noi”, spiega Matteo Marani, presidente della Fondazione Museo del Calcio. “Con la App, il Museo del Calcio ‘parla’ anche alle giovani generazioni e crea un nuovo coinvolgimento e una nuova interazione al passo con i tempi. La App Museo del Calcio, inoltre, sarà uno strumento di aggiornamento importante anche dopo la visita per avere info sull’arrivo di nuovi cimeli, sulle visite speciali degli Azzurri al Museo e sulle iniziative a cui diamo vita”.

LA NAZIONALE RACCONTATA DAI PROTAGONISTI

“I successi della Nazionale a Euro 2020 hanno riportato la leggerezza che mancava da tanto nel nostro Paese, come accadde con la vittoria dei Mondiali del 1982”, spiega Marco Tardelli. “La storia azzurra di ieri e di oggi è un patrimonio importante da custodire”. In merito alla Nazionale, Gabriele Oriali dichiara: “è la mia vita, sono anni che vivo il percorso azzurro, prima come calciatore ed ora come dirigente. L’emozione vissuta ad Euro 2020 mi ha fatto rivivere la gioia del 1982”.

– Desirée Maida

www.figc.it/it/museo-del-calcio

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.