Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche in una mostra immersiva a Roma

In occasione della celebrazione dei 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio (per forza di cose con un anno di ritardo), gli spazi della Domus Aurea ospitano un evento espositivo unico nel suo genere, con straordinari apparati interattivi e multimediali, dedicato alla riscoperta della pittura antica, dal 23 giugno 2021 al 7 gennaio 2022. Ecco il video e le immagini in anteprima.

Allestimento e Interaction Design a cura di Dotdotdot. Photo by Andrea Martiradonna. © All rights reserved Dotdotdot
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Doveva aprire lo scorso 6 aprile 2020, in occasione delle celebrazioni del cinquecentenario della morte di Raffaello Sanzio, ma la pandemia lo ha impedito. Il 23 giugno finalmente, dopo due anni di lavoro – e con il catalogo Electa uscito sei mesi fa – la Domus Aurea, residenza neroniana riaperta al pubblico con un rinnovato impianto di illuminazione che esalta spazi e apparati decorativi e con un nuovo ingresso per il pubblico, accoglie un’esposizione nella spettacolare Sala OttagonaRaffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche. Un’eccezionale mostra immersiva dedicata alla riscoperta della pittura antica, sepolta nelle “grotte” delle rovine dimenticate dell’immenso palazzo imperiale di Nerone, e venute alla luce per la prima volta nel 1480.

LA PASSERELLA DI ACCESSO ALLA DOMUS AUREA

Curata da Vincenzo Farinella e Alfonsina Russo con Stefano Borghini e Alessandro D’Alessiola, la mostra è promossa dal Parco archeologico del Colosseo e prodotta da Electa. “Una sfida importante, per me che sono archeologo di formazione ma mi occupo di mostre”, afferma Vincenzo Farinella“raccontare una storia che dura quasi 2000 anni, da Nerone al contemporaneo”. Le novità principali sono: la passerella di accesso alla Domus Aurea in una delle gallerie volute da Traiano, progettata dallo studio Stefano Boeri che afferma: “qui abbiamo dovuto fare i conti con un tema delicato di ricucitura, un salto di quota, un diverso orientamento, un tema termico… insomma, un viaggio nello spazio che è anche un viaggio nel tempo”. La passerella di accesso consente si entrare nel cuore della Domus Aurea direttamente da Colle Oppio, insinuandosi nelle rovine. Poi un nuovo scenografico sistema di illuminazione e l’apertura di ambienti restaurati prima non visibili in cui sono ora esposti elementi scultorei rinvenuti in loco. Il Parco archeologico del Colosseo ha siglato un Protocollo di intesa col British Museum dove è in corso una mostra su Nerone.

Allestimento e Interaction Design a cura di Dotdotdot. Photo by Andrea Martiradonna. © All rights reserved Dotdotdot
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RAFFAELLO E LA DOMUS AUREAL’ALLESTIMENTO

A firmare il progetto allestitivo multisensoriale, sonoro e di interaction design, i Dotdotdot, studio di progettazione multidisciplinare nato a Milano nel 2004 da Laura Dellamotta (architetto), Giovanna Gardi (architetto), Alessandro Masserdotti (filosofo e interaction designer) e Fabrizio Pignoloni (designer). “Interaction Design, storytelling e digitale permettono di mettere in scena storie con linguaggi innovativi e inediti, di creare empatia e instaurare un rapporto diretto e personalizzato tra oggetto e significato, tra visitatore e spazio, per un viaggio tra epoche storico-artistiche che rende l’esperienza di visita unica, memorabile e condivisibile”, racconta Laura Dellamotta. Il percorso espositivo multimediale, studiato in stretto dialogo con lo spazio architettonico della Domus Aurea, mette in scena la ricerca artistica e le storie contestualizzate all’interno del padiglionene neroniano, attraverso sei installazioni e un progetto di narrazione visiva e sonora che si sviluppa come un’esperienza multisensoriale, poetica ed evocativa dedicata al tema delle grottesche, a partire dall’apice della loro interpretazione magistrale con Raffaello fino alla successiva diffusione nel mondo.

Allestimento e Interaction Design a cura di Dotdotdot. Photo by Andrea Martiradonna. © All rights reserved Dotdotdot
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RAFFAELLO E LA DOMUS AUREALA SALA OTTAGONA E LA PRIMA SALA RADIALE

Sala Ottagona: Immagini astrologiche. Ipotizzando che Nerone avesse fatto costruire all’interno della Domus Aurea un meccanismo rotante a soffitto per richiamare il planetario, i Dotdotdot immaginano videoproiezioni che ruotano sulla cupola della Sala Ottagona, per evocare l’atmosfera dello spazio originario. Sulla volta sono state riprodotte le illustrazioni del globo della statua dell’Atlante Farnese, la più antica e una delle più complete raffigurazioni delle costellazioni, rinvenuta nelle vicine terme di Caracalla a Roma intorno al 1546. A orari stabiliti, il videomapping si dissolve, mentre la luce dal lucernario aumenta, dando vita a un gioco di luci dinamico a simulare il passaggio dal giorno alla notte. Poiché la Domus Aurea non era all’origine uno spazio ipogeo, il light design, curato da Erco, ne vuole richiamare la relazione con la luce naturale. La Prima sala radiale è dedicata alla scoperta delle grottesche nella Domus Aurea: il corpo dei visitatori diventa una “torcia” che illumina via via parti di parete, svelando le grottesche e le storie dei personaggi in realtà aumentata. Qui il sound design sottolinea la teatralità dell’architettura attraverso rumori cavernosi, riverberi, sussurri, gocce d’acqua e pietre che rotolano, contribuendo ad accrescere il potenziale evocativo della villa neroniana. Non solo, il suono accompagna anche le interazioni dei visitatori: all’aumentare della presenza delle persone nella Sala, bisbigli e sussurri aumentano, così come aumenta lo scoppiettio delle fiamme delle torce all’avvicinarsi verso il muro video proiettato che si anima solo grazie alla presenza fisica delle persone grazie a sensori di movimento.

Allestimento e Interaction Design a cura di Dotdotdot. Photo by Andrea Martiradonna. © All rights reserved Dotdotdot
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RAFFAELLO E LA DOMUS AUREA: LE ALTRE SALE

Nella seconda sala radiale, dedicata allo studio e all’interpretazione delle Grottesche da parte di Raffaello, la figura dell’urbinate gioca un ruolo centrale. Un trittico animato, dinamico e immersivo, in scala 1:1, ricostruisce nelle nicchie naturali la Stufetta del Cardinal Bibbiena, sita negli Appartamenti Vaticani e non visibile al pubblico. Qui sono percepibili la complessità e la dovizia dei particolari delle Grottesche, con degli approfondimenti sulle decorazioni dell’epoca al fine di godere di dettagli altrimenti non percepibili. Nella Terza sala radiale, intitolata Il Laocoonte e la Domus Aurea, una copia in gesso del Gruppo Scultoreo è posizionato all’interno di una teca posta al centro della stanza. Sullo sfondo vi è un velare su cui è video proiettato un morphing dalle molteplici interpretazioni della scultura dal Cinquecento ai giorni nostri, sottolineandone luci ombre e dettagli in maniera “drammatica”. Nel momento della performance di luci, le proiezioni si spengono per evocare la natura scenografica e l’importanza dell’acqua negli ambienti neroniani. La Quarta sala radiale racconta della diffusione delle Grottesche, e di come si siano diffuse in vari palazzi nobiliari nel mondo, attraverso un’installazione. Una consolle interattiva sperimentale consente al visitatore di navigare nella timeline temporale proiettata sul velario e selezionare alcuni approfondimenti di contenuto che mostrano le Grottesche all’interno degli edifici più paradigmatici nel mondo. Infine, la Quinta sala radiale – Ritorni novecenteschi – di come questo luogo abbia condizionato le opere degli artisti contemporanei (come André Breton, Paul Klee, Tony Pusey, Nusch Éluard). Oltre a una sfera azzurra fuori scala – elemento fisico volutamente surreale e preponderante dell’allestimento – sono videoproiettate quattro ghiere liberamente ruotabili dal visitatore per comporre la propria grottesca. Grazie a un’associazione formale o tematica operata dal software, la grottesca creata si dissolve nell’opera di un artista novecentesco. Il richiamo non vuole essere didascalico, bensì un espediente per raccontare, in modo divertente e interattivo, l’anima intrinseca delle grottesca, ovvero la libera composizione di immagini oniriche (l’installazione è stata addirittura ispirata al gioco “Gira la moda!”).

Allestimento e Interaction Design a cura di Dotdotdot. Photo by Andrea Martiradonna. © All rights reserved Dotdotdot
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RAFFAELLO E LA DOMUS AUREA. IL COMMENTO DI FRANCESCHINI

La Domus Aurea viene arricchita oggi da un intervento di architettura contemporanea, realizzato da Stefano Boeri, che dimostra come si possano fare interventi contemporanei di qualità che svolgono una funzione e si conciliano perfettamente con la tutela e la conservazione del patrimonio del passato”, ha commentato il ministro della Cultura, Dario Franceschini, in occasione della riapertura della Domus Aurea. “È un’altra grande occasione di arricchimento del nostro patrimonio culturale in un luogo simbolo per tutta Italia e per tutto il mondo. Fra poco più di un mese si aprirà il G20 dei ministri della cultura all’interno del Colosseo. Questo è un modo per dimostrare che l’Italia investe sul futuro anche sulla base della grandiosità di quello che hanno fatto le generazioni che ci hanno preceduto. La Domus Aurea è un luogo stupendo, adesso dobbiamo renderlo stupendo anche fuori“, ha sottolineato il Ministro, “c’è un problema che si chiama parco di Colle Oppio. Siamo pronti anche come Parco archeologico del Colosseo a prendere in gestione il parco di Colle Oppio all’interno del Parco archeologico del Colosseo perché sarebbe il modo di renderlo, come è giusto che sia, uno dei luoghi più collegati al Colosseo in tutto il suo splendore, non invece nel degrado che in alcune parti è davvero imbarazzante e mal si concilia con lo splendore della Domus Aurea e del Colosseo“.

-Giulia Mura

Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche
Dal 23 giugno 2021 al 7 gennaio 2022
Domus Aurea, Roma
Viale Serapide nel parco del colle Oppio

www.raffaellodomusaurea.it
www.dotdotdot.it

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.