Nuovi modi di produrre esperienze culturali: nasce Particle, tra reale e digitale

Nata dalla volontà del collezionista e imprenditore Bruno Bolfo – cofondatore dell’ICA Milano –, Particle è una società che promuove la fruizione dell’arte attraverso le tecnologie digitali

Riccardo Benassi, Morestalgia, 2019. installazione ambientale, schermo LED, struttura in alluminio e catena, sistema di audio diffusione. Courtesy l'artista, ph Andrea Rossetti
Riccardo Benassi, Morestalgia, 2019. installazione ambientale, schermo LED, struttura in alluminio e catena, sistema di audio diffusione. Courtesy l'artista, ph Andrea Rossetti

Da un anno oramai la pandemia ci ha abituati a usufruire sempre di più delle tecnologie digitali, consentendoci di studiare, lavorare e persino vedere mostre e vivere esperienze culturali in maniera “smart”. Distanza e fruizione di opere d’arte sono due concetti che insieme danno vita a riflessioni contrastanti, nella convinzione che l’arte è un’esperienza che va vissuta dal vivo. Eppure, grazie ai virtual tour, alla realtà aumentata, alle viewing room e non solo, negli ultimi mesi è stato comunque possibile vedere mostre, “girare” fiere, visitare musei. L’impatto che il digitale sta avendo sulle nostre vite in questo momento storico continuerà a persistere anche nella tanto agognata era post-covid, e ne è dimostrazione la nascita di progetti e attività che puntano proprio sulla complementarità tra reale e digitale: da queste premesse nasce Particle, “nuova realtà internazionale di intermediazione, progettazione e produzione culturale per creare relazione attraverso esperienze d’arte fluide, tra reale e virtuale” creata da Bruno Bolfo, imprenditore, collezionista e cofondatore del progetto ICA Milano.

Bruno Bolfo, fondatore di Particle
Bruno Bolfo, fondatore di Particle

PARTICLE, TRA REALE E DIGITALE 

Particle è una società che offre servizi “legati alla promozione dell’arte attraverso esperienze che partono dallo spazio digitale, dove per spazio digitale non intendo le ‘room’”, spiega ad Artribune Bruno Bolfo. “Non vogliamo trasporre l’arte fisica nel digitale, facendo ad esempio la classica mostra museale in modalità virtuale, ma rendere gli ambienti digitale e reale complementari, utilizzando te tecnologie per creare contenuti e attività che coinvolgano attivamente le persone”. Reale, digitale e “phygital” sono quindi gli ambiti in cui si muove Particle, con l’obiettivo di creare esperienze che non trascendano la fruizione diretta dell’opera d’arte – considerata fondamentale –, ma che la potenzino attirando un numero sempre maggiore di persone, anche quelle meno avvezze all’arte. Come società di servizi, Particle si rivolge alle istituzioni culturali, agli operatori del sistema dell’arte e alle aziende che “vogliono comunicare e offrire qualcosa alla comunità creando esperienze coinvolgenti basate sull’arte”, ai musei che “vogliono mettere in risalto le proprie mostre o realizzando con loro progetti ex novo”, continua Bolfo.

MASBEDO Fragile, 2016. Single channel video HD, loop sound. Courtesy MASBEDO & Galleria Sabauda - still
MASBEDO Fragile, 2016. Single channel video HD, loop sound. Courtesy MASBEDO & Galleria Sabauda – still

IL PROGETTO “FRAGILITÀ” DI PARTICLE

Il primo progetto promosso da Particle si intitola Fragilità, mostra che verrà presentata a marzo a Kuala Lumpur, dove resterà visibile per due settimane. Il progetto, che sarà fruibile anche online, è organizzato in collaborazione con Fondazione ICA di Milano, con il sostegno dell’Ambasciata italiana in Malesia, la partecipazione di Venini e dell’associazione studentesca dell’università Bocconi Culturit. Particle inoltre supporterà ICA Milano nella costruzione di “ICA 4.0”, nuova strategia digitale che vedrà le attività in presenza completarsi con iniziative in formato virtuale.

– Desirée Maida 

www.particle.art

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.