Arte in alta definizione. Digitalizzato il “Miracolo degli impiccati” attribuito a Raffaello

Conservata nel Museo nazionale di Palazzo Reale di Pisa, l’opera in parte attribuita al maestro urbinate è stata digitalizzata e resa fruibile online grazie alla sinergia tra la Direzione regionale musei della Toscana e la tech company Haltadefinizione

Miracolo degli Impiccati - Raffaello. Ph. Haltadefinizione
Miracolo degli Impiccati - Raffaello. Ph. Haltadefinizione

Da tempo ormai istituzioni culturali e museali italiane e straniere sono sempre più impegnate nella digitalizzazione delle opere delle proprie collezioni, un modo per valorizzare e custodire il patrimonio del passato e condividerlo con studiosi e appassionati di tutto il mondo che, grazie al web, possono fruirne in maniera gratuita. Giusto per fare qualche esempio, ricordiamo i casi italiani della Pinacoteca di Brera che, durante il lockdown e grazie ad Haltadefinizione – compagnia specializzata nella digitalizzazione di beni culturali – ha messo a disposizione sul proprio sito web opere della propria collezione, fruibili dagli utenti in maniera molto ravvicinata. Lo stesso percorso è stato intrapreso poi dalla Galleria dell’Accademia di Firenze, che ha avviato – sempre con il supporto di Haltadefinizione – il processo di digitalizzazione di oltre 50 opere custodite nel museo, tra cui il Ratto delle Sabine di Giambologna e i dipinti di Lorenzo Monaco, Pietro Perugino, Filippino Lippi, Sandro Botticelli, Pontormo, Bronzino e Allori. A seguire l’esempio della Pinacoteca di Brera e dell’Accademia di Firenze è, adesso, la Direzione regionale musei della Toscana che, grazie al supporto tech company di Franco Cosimo Panini Editore, ha avviato il processo di digitalizzazione del Miracolo degli impiccati, conservato nel Museo nazionale di Palazzo Reale di Pisa e ritenuto un’opera giovanile di Raffaello. 

IL “MIRACOLO DEGLI IMPICCATI” ATTRIBUITO A RAFFAELLO 

L’opera è ritenuta parte della predella della pala dell’Incoronazione di San Nicola da Tolentino, composta da tre tavole che dovevano rappresentare scene della vita di San Nicola, commissionata a Raffaello e ad Evangelista di Pian di Meleto nel 1500 da Andrea di Tommaso Baronci per la sua cappella nella chiesa di Sant’Agostino a Città di Castello. A seguito di un terremoto, nel 1789 venne gravemente danneggiata; invece di intervenire con un restauro, la pala venne smembrata e le varie parti oggi si trovano in diverse collezioni museali in Italia, al Louvre e a Detroit. Nello specifico, la tavola con il Miracolo degli impiccati è entrata a fare parte delle collezioni del Palazzo Reale di Pisa in seguito al sequestro della collezione Schiff Giorgini nel 1970. La tavola rappresenta uno dei miracoli attribuiti a San Nicola da Tolentino, che avrebbe salvato dall’impiccagione due fratelli, Mizulo e Vanni da Osimo, accusati ingiustamente, sorreggendoli per quattro giorni, fino alla loro liberazione. Intorno alla paternità dell’Incoronazione di San Nicola da Tolentino, gli studiosi hanno molto dibattuto, e oggi la critica è orientata ad attribuire l’opera “parzialmente” a Raffaello: la mano dell’artista urbinate è stata riconosciuta nella parte centrale del dipinto con il santo, la forca con i due impiccati e il paesaggio retrostante che sembrano attribuibili a mano diversa dalle figure marginali. 

IL “MIRACOLO DEGLI IMPICCATI” ATTRIBUITO A RAFFAELLO IN GIGAPIXEL 

Data la sua complessità, l’opera spinge gli studiosi a ulteriori ricerche, e la riproduzione digitale effettuata da Haltadefinizione consente di indagare il dipinto in ogni suo dettaglio: “l’immagine che si ottiene grazie alla tecnologia gigapixel”, spiega Luca Ponzio, founder di Haltadefinizione, “permette di indagare in modo approfondito ogni singola pennellata e le crettature della superficie pittorica, con una precisione nell’ordine di decine di micron, rilevando dettagli non visibili a occhio nudo. Haltadefinizione ha sviluppato tecnologie di acquisizione e diagnostica pensate per ogni esigenza di digitalizzazione, fissando parametri molto ambiziosi in termini di qualità e risoluzione delle immagini finali nel massimo rispetto dell’originale”. Un progetto che, in questo particolare periodo storico, assume significati di ampia portata: “la possibilità di acquisire e rendere fruibile la tavola con il ‘Miracolo degli impiccati’ in questo momento particolarmente complicato a causa dell’emergenza sanitaria, che ha costretto i musei a rivedere la loro programmazione, riveste un’importanza particolare perché consente di mettere a frutto e rendere visibile il lavoro di backstage portato avanti in questi mesi di chiusura e di non perdere l’opportunità di valorizzare l’opera dell’artista urbinate in occasione della ricorrenza dei cinquecento anni dalla sua morte”, sottolinea Fabrizio Vallelonga, direttore del Museo nazionale di Palazzo Reale. L’opera digitalizzata è fruibile gratuitamente sul sito di Haltadefinizione.

– Desirée Maida 

www.haltadefinizione.com

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.