Open Art Images. Nasce il motore di ricerca per le immagini d’arte

Un nuovo sito dove cercare con facilità tutte le immagini d’arte libere da diritti. Ideato da una sviluppatrice italiana, si presenta come uno strumento prezioso per gli addetti ai lavori ma anche per studenti e appassionati. Ecco come funziona

Open Art Images
Open Art Images

“Non tutti i desideri portano alla libertà, ma la libertà è l’esperienza di un desiderio che viene riconosciuto, scelto e perseguito. Il desiderio non riguarda mai il semplice possesso di qualcosa ma il cambiamento di qualcosa”. A parlare è John Berger, il grande critico d’arte inglese che aveva messo le immagini – d’arte e non solo – al centro della propria attività di ricerca. Le sue parole spiccano in esergo nella descrizione del progetto Open Art Images, che dichiara di prendere ispirazione proprio dai suoi scritti, ponendosi come obiettivo l’allargamento delle possibilità di accesso alle immagini come forma di conoscenza.

UN AGGREGATORE DI IMMAGINI

OAI, ideato dalla web designer Viviana Paga con la consulenza di Jandira Moreno do Nascimento (comunicazione) e Anna Pirri Valentini (legale), è un motore di ricerca per immagini d’arte in alta definizione che raccoglie materiali di ogni epoca e di tutto il mondo, offrendo uno strumento prezioso a tutti i professionisti che lavorano nel mondo della cultura, ma anche ai semplici appassionati. Quello che accomuna le immagini è la loro licenza: sono infatti tutte foto con licenze che ne permettono il riuso, oppure materiali in public domain, quindi liberamente utilizzabili in qualsiasi contesto. L’idea, naturalmente, è quella di contribuire alla democratizzazione della conoscenza, cercando di rendere maggiormente accessibili molte risorse che resterebbero altrimenti nascoste o di difficile reperimento. Inoltre, il progetto mantiene una connotazione aperta, invitando gli utenti a contribuire alla crescita del database con materiali e contenuti. La base dati di OAI, però, non replica contenuti già esistenti, prendendo in questo senso una posizione ecologica: “OAI riusa e rimette in circolazione risorse e dati già presenti nel web, cercando e recuperando dati invece di creare un altro database o duplicare dati e risorse”, si legge nella presentazione. Tecnicamente parlando, il sistema usa gli open data provenienti dal database di Wikimedia Commons e in particolare il fondo relativo all’arte, non profila gli utenti e non ospita alcun genere di pubblicità.

COME FUNZIONA

Per effettuare una ricerca, basta inserire una o più parole nell’apposito spazio in cima alla pagina, cercando per autore, titolo o keyword. Per ogni immagine restituita nei risultati vengono forniti tutti i dettagli, la fonte, il tipo di licenza e il link al file ad alta risoluzione. Se si vuole contribuire al database con nuove immagini oppure arricchendo o modificando le descrizioni associate, lo si può fare direttamente sulle pagine di Wikimedia, dove si viene reindirizzati. “Lo scopo di Open Art Images”, spiegano gli autori, “è quello di creare uno spazio condiviso dedicato a queste immagini e patrimonio comune. Open Art Images mira anche a sviluppare una piattaforma di ricerca dedicata all’immagine in quanto tale e ai diversi modi di vedere. L’immagine sarà esaminata dal punto di vista di varie discipline e orientamenti, consentendo al ricercatore di scoprire nuovi modi di osservare, guardare e vedere le immagini, di analizzarle e integrarle nella nostra storia, nel nostro modo di vivere e di pensare”.

www.openartimages.com

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