Un ritratto di Frida Kahlo sulla mappa di San Francisco. Il fenomeno della GPS Art

Disegnare sulle mappe digitali utilizzando il proprio corpo come matita. È quello che fanno gli amanti della GPS Art. Uno di loro ha appena realizzato un ritratto di Frida Kahlo correndo per 46 chilometri a San Francisco.

Lanny Maughan, Frida Kahlo
Lanny Maughan, Frida Kahlo

La notizia, senz’altro adatta ai toni leggeri dell’editoria estiva, sta facendo il giro di blog e magazine di tutto il mondo. Un maratoneta di San Francisco, Lanny Maughan, ha disegnato un ritratto molto dettagliato dell’artista messicana Frida Kahlo correndo per le strade della città, usando il proprio corpo come una grande matita in movimento. Per completare l’impresa, realizzata grazie all’aiuto di una app dedicata ai runner chiamata Strava, Maughan ha dovuto correre per quasi 29 miglia (circa 46 chilometri), e un totale di oltre sei ore. Si tratta, per il corridore, dell’ultimo disegno in ordine di tempo, che segue altre opere tratteggiate “in corsa”: una chitarra, la mano di Spock di Star Trek, il simbolo di Batman e l’inconfondibile sagoma di Pac-man.

 DALLA LAND ART ALLA GPS ART

Non è la prima volta che disegni tratteggiati idealmente mentre si cammina o si corre salgono agli onori della cronaca. La prima volta, nel lontano 2002, l’idea venne agli artisti inglesi Jeremy Wood e Hugh Pryor, autori del progetto GPS Drawings, che raccogliendo idealmente l’eredità dei Land artist degli Anni Settanta, iniziarono a registrare i propri spostamenti sulla mappa utilizzando diversi sistemi di trasporto e alcuni dispositivi per il tracking della posizione. Con l’arrivo sul mercato di una nuova generazione di app specializzate in gestione del segnale GPS, dedicate al sempre crescente popolo di runner e camminatori, la pratica si è poi popolarizzata, e nel mondo sono in corso vere e proprie gare a chi realizza il disegno più interessante, più complesso e più esteso. Si va dai toni goliardici di GPS Cocks, sito dedicato all’antica arte di disegnare peni di ogni genere e dimensione, trasferita dai muri delle toilette alle mappe digitali, alle più raffinate produzioni del ciclista canadese Stephen Lund, che sul suo blog Gpsdoodles. Sketchbook of a GPS Artist raccoglie una sorprendente quantità di disegni tracciati su due ruote: cani, gatti, ritratti femminili, dinosauri e personaggi cinematografici.

Valentina Tanni

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.