Gif o video? Il loop lineare di Sofya Glebovna

Amatissime dagli utenti del web, le gif animate sono una vera e propria icona del presente. E ora un’artista ha creato delle storie lineari usando soltanto gif che vanno in loop.

Sofya Glebovna, I Love My Life, 2016. Still da video
Sofya Glebovna, I Love My Life, 2016. Still da video

Le gif animate sono tra i contenuti più amati e condivisi sui social network. La loro è una storia evolutasi di pari passo con quella del web: gif è un formato di file inizialmente utilizzato per la sua leggerezza, la possibilità di inserire trasparenze in un’immagine e la possibilità di creare brevi animazioni. In un contesto di connessioni web che ora sembrano lentissime, i famosi 56k, le gif rappresentavano l’unico modo per creare effetti di dinamismo in un contesto altrimenti completamente statico. Negli anni dei film in streaming e delle dirette video, le gif sono tornate in auge non per la leggerezza del file ma anche per la loro struttura circolare. In moltissimi casi vengono realizzate isolando una singola scena da un film o da un video per ripeterla all’infinito, forzando quindi una narrazione lineare in un medium per sua natura circolare.

Sofya Glebovna, I Love My Life, 2016. Still da video
Sofya Glebovna, I Love My Life, 2016. Still da video

GIF IN LOOP

Proprio su questo cortocircuito si fondano alcuni lavori dell’artista Sofya Glebovna. In All Work and No Play, ispirato dal protagonista di Shining, si racconta la storia di una giovane scrittrice di fronte al foglio bianco del programma di scrittura. Questa breve storia viene sviluppata attraverso l’utilizzo di una serie di gif animate inserite in un’unica pagina web: ogni gif ripete all’infinito una singola scena ma, scorrendo la pagina, la loro successione si compone in una narrazione lineare. Nel successivo I Love My Life, Glebovna espande questo approccio creando un trittico: tre brevi storie composte da una serie di gif, questa volta disposte in modo più libero, ma sempre seguendo una sequenza lineare. Scorrendo le pagine, anche la musica cambia, accompagnando lo sviluppo della storia attraverso la successione di brevi loop sonori. Ne risulta un’ibridazione di linguaggi: quello delle gif, quello del cinema, quello della pagina web, assemblati e forzati in un esperimento in cui è la rimediazione stessa a finire in loop.

Matteo Cremonesi

http://newhive.com/glebovna/profile/feed
http://gallery.glebovnaproductions.com/ilovemylife/

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #39

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Matteo Cremonesi
Matteo Cremonesi (Brescia, 1984) si occupa di arte e nuovi media, interessandosi in particolar modo delle implicazioni sociali e politiche che le nuove tecnologie producono nel mondo contemporaneo. E' docente di “Cibernetica e teorie dell'informazione” presso l'Accademia di Brera e collabora attivamente con il Link Center For the Arts of the Information Age in qualità di coordinatore del settore educativo. E' membro del collettivo artistico IOCOSE con il quale ha presentato i propri lavori in diverse sedi nazionali e internazionali. Nato nel 2006, il gruppo organizza azioni liminali volte a sovvertire le ideologie, le pratiche e i processi di identificazione e costruzione del significato, concependo le strade, Internet e il passaparola come terreni di battaglia.

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