“AFTER” è la parola chiave dell’operazione con cui la GNAMC, con la curatela di Maria Luisa Frisa, recupera il valore del sodalizio tra Karl Lagerfeld (Amburgo, 1933 – Neuilly-sur-Seine, 2019) e la casa Fendi, tra passato e futuro, in un tempo che è sempre presente. Il nucleo originario è l’esposizione realizzata dalla stessa Galleria nel 1985 per la celebrazione dei primi venti anni di collaborazione tra Fendi e Lagerfeld. Le sorelle Fendi, e in particolare Carla, avevano lasciato subito al geniale stilista le ampie possibilità di sperimentazione creativa consentite da un laboratorio che non aveva uguali a quel tempo. L’intento della mostra era dunque estremamente innovativo: far comprendere qual era il processo creativo e produttivo di questa collaborazione di enorme successo. La mostra attuale (AFTER) si configura come un ponte sul tempo a due campate: se la prima copre il periodo iniziale della collaborazione tra la casa e lo stilista (1965-1985), la seconda (1986-2026) segue la traiettoria che quest’arte ha tracciato e sta disegnando per il futuro.

La rivoluzione del 1985
Quando, nell’ottobre del 1985, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma venne inaugurata la mostra Un percorso di lavoro. Fendi / Karl Lagerfeld il clima era teso. Le polemiche erano giunte anche in Parlamento con una specifica interrogazione. Sembrava intollerabile che una casa di moda, un’impresa commerciale privata, potesse entrare in un museo pubblico statale. Lo ricorda Ida Panicelli allora curatrice del Dipartimento del XX secolo della Galleria. Ma l’idea guardava già al futuro, il seme di quello che oggi è nella parola “AFTER”. Alla metà degli Anni Ottanta, infatti, il panorama delle arti era già in forte espansione. Il Postmoderno aveva dimostrato che accanto all’arte visiva, con le sue strutture rigide, potevano convivere la televisione, il cinema, la danza, il design, l’architettura. La moda era dunque a pieno diritto una forma espressiva che doveva trovare posto nelle Gallerie statali. Soprattutto laddove la realizzazione dei modelli derivava da una profonda conoscenza dell’arte. A questo si aggiungeva una capacità di osservazione atmosferica, paesaggistica che lo stilista riusciva a portare dentro la lavorazione dei capi.
La struttura della mostra alla GNAMC di Roma
La mostra attuale riattiva il percorso ideato nel 1985, ricalcando i passaggi di un flusso creativo e sartoriale che inizia con le tele preparatorie per le pellicce. È qui che si percepisce la capacità innovativa di Karl, che avviò una profonda rivoluzione nella visione borghese della pelliccia, introducendo forme e colori inauditi, sbalorditivi trattamenti dei materiali e leggerezze mai provate. Questa sezione deriva dalla accurata ed emozionante ricerca che svolse all’epoca Ida Panicelli negli archivi Fendi, facendo riemergere l’energia scatenata dall’incontro tra l’irrefrenabile creatività di Karl e le capacità tecniche di un laboratorio all’avanguardia assoluta nel suo settore. In questo athanor nascevano le matrici progettuali, gli incantevoli schizzi preparatori, le tele, le carte, fino alle realizzazioni finali, che nella sala centrale della Galleria divengono addirittura forme mobili, come persone che animano una scena urbana.

Passato e futuro nella mostra di Fendi e Karl Lagerfeld
“Ieri è trascorso. Oggi va passando. Solo l’avvenire mi interessa e mi intriga”. Sono le parole di Lagerfeld a proposito della mostra del 1985. Quella esperienza museale è rimasta purtroppo un caso isolato perché la comunicazione nel settore della moda ha storicamente privilegiato la valorizzazione del Made in Italy come eccellenza produttiva e manifatturiera, mentre la dimensione artistica e progettuale della creazione di moda è rimasta più spesso sullo sfondo rispetto ad altri contesti culturali. È mancata finora quella operazione di travaso all’interno delle strutture istituzionali necessaria a far comprendere come questo linguaggio coinvolga profondamente anche l’aspetto artistico. Ricordare quello che è stato il sodalizio “F/KL” dimostra oggi ad un pubblico completamente nuovo rispetto ad allora ciò che Karl Lagerfeld e la Casa Fendi erano stati capaci di fare in termini di rivoluzione di pensiero e di valore autoriale della creazione.
Alessandro Iazeolla
Roma // fino al 25 ottobre
After. Un percorso di lavoro. Fendi / Karl Lagerfeld. 1985
GNAMC – Via delle Belle Arti, 131
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