Ecco perché si può parlare oggi di “Gorp Culture” nella moda

Quando giacche in pile e zaini tecnici non sono solo utili ma un’affermazione estetica: ecco come la Gorp Culture è diventata un fenomeno culturale e chi sono i brand più interessanti

Negli ultimi anni l’estetica streetwear si è contaminata sempre più con il mondo dell’outdoor: puffer oversize, scarpe trail, pile, zaini rigidi e roll-top. È il linguaggio del gorpcore (o Gorp Culture), che mette in risalto la praticità, l’autenticità e la connessione con la natura. Il termine “gorpcore” prende il suo nome da Gorp, acronimo di Good Ol’ Raisins and Peanuts, in riferimento ad un classico snack da escursionisti (noccioline e uvetta secca) – metafora di semplicità e funzionalità.   

La Gorp Culture 

Elementi come giacche tecniche, zaini robusti, pile sherpa e scarpe trail non erano destinati inizialmente alle passerelle, ma erano indumenti utilitari. I gorpcore ha poi preso forma come tendenza definita intorno al 2017, quando The Cut ha pubblicato un articolo che ne sanciva la popolarità. Di tempo ne è trascorso e, adesso, un articolo di GQ Italia si interroga sullo stato del fenomeno, suggerendo che l’onnipresenza dell’estetica gorpcore abbia portato a una perdita di forza innovativa. Non si tratta però di una scomparsa, quanto piuttosto di una trasformazione: l’estetica outdoor non appare più come una novità sorprendente, ma come un codice ormai consolidato, integrato nello streetwear e nelle collezioni di lusso. 

Cayl, New Balance, 2025. Courtesy of Cayl
Cayl, New Balance, 2025. Courtesy of Cayl

Com’è l’estetica gorpcore oggi? 

Le basi dell’estetica gorpcore restano sempre ben riconoscibili, pur assumendo connotazioni più sofisticate; la funzionalità tecnica resta la caratteristica più iconica, con tessuti impermeabili, cuciture termosaldate, zip resistenti e materiali anti-abrasione che garantiscono performance concrete. A questa base si affianca la logica del multilayer, dove fleece, giacche shell e gilet multi-tasca vengono combinati per affrontare cambi di clima e temperature variabili.  Anche la scelta dei materiali è significativa: nylon Cordura, fibre riciclate e soluzioni innovative come l’airbag-nylon raccontano un’attenzione crescente alla sostenibilità, spesso arricchita da trattamenti come il PFC-free durable water repellent. La palette cromatica alterna tonalità urbane a richiami outdoor: verdi muschio e marroni terrosi convivono con aranci fluorescenti e gialli segnale, riprendendo l’estetica della montagna. Il risultato finale è un mix tra utilitarismo e minimalismo. Ma, nonostante il rischio di saturazione, il gorpcore continua a trovare spazio grazie a tre fattori chiave. In primo luogo, la ricerca di sostenibilità: materiali durevoli, processi di upcycling e maggiore trasparenza di filiera sono richieste ormai imprescindibili. In secondo luogo, l’autenticità: non basta un’estetica “da montagna”, serve un know-how tecnico reale. Infine, la legittimazione da parte del lusso, con collaborazioni e capsule collection che hanno dato autorevolezza al linguaggio outdoor. E proprio questi elementi hanno permesso al gorpcore di superare la fase di moda passeggera e di consolidarsi come un vero codice stilistico. 

Brand emergenti gorpcore 

Tra i brand che stanno attirando l’attenzione spicca Pilsok. Nato a Kyiv nel 2007 da Dmitro Isaenko e Anna Ostapenko, il brand ucraino vuole ripensare lo zaino urbano come manifesto di design e responsabilità ambientale. Ogni pezzo è realizzato a mano, con materiali ad alta resistenza come Cordura o nylon riciclato da airbag dismessi. Il modello iconico di Pilsok è il rolltop backpack, già considerato simbolo iconico dell’abbigliamento Gorp. Oltre a Pilsok, diversi brand stanno definendo la nuova generazione del gorpcore, con proposte che combinano funzionalità tecnica, estetica distintiva e attenzione alla sostenibilità, come ROA, brand italiano fondato dagli stilisti che trasforma scarpe da trekking e boot robusti in capi d’abbigliamento urbano. Earth/Studies, ha costruito la propria identità attorno al concetto di Experimental Outdoorism, le cui creazioni uniscono dettagli tecnici a silhouette pensate per essere efficaci anche in città. Ogni collezione è concepita come un esperimento: l’uso di campagne limitate, texture contrastanti, cuciture asimmetriche offre un’estetica che è al tempo stesso funzionale, tattile e visivamente distintiva. Come non citare poi Ostrya, brand canadese che combina due elementi apparentemente opposti: performance tecnica ed estetica giocosa. Le giacche shell, puffer, e pantaloni in canvas duck sono pensati per affrontare condizioni meteo difficili ma con un look distintivo che abbraccia colori vivaci. Infine il brand sudcoreano Cayl, fondato da Euijae Lee nel 2011, ha una visione outdoor urbana fortemente riconoscibile: i capi sono concepiti per essere leggeri ma durevoli e spesso sperimenta con zip bidirezionali, cappucci regolabili, e vestibilità comode. Il brand sudcoreano ha una forte attenzione estetica che include minimalismo funzionale, palette che alternano toni naturali a spruzzi di colore, riferimenti al paesaggio montano e alla cultura outdoor coreana.  

Il futuro del gorpcore 

Il futuro del gorpcore sembra muoversi verso una nuova maturità. Se all’inizio sembrava essere un trend “disruptive”, oggi è entrato a far parte del guardaroba quotidiano, con il rischio di diventare un semplice vezzo estetico.  Ma proprio qui si apre la sua prossima fase, dove ciò che conta è la sostanza, con una direzione verso materiali innovativi e sostenibili, processi produttivi circolari e upcycling. Allo stesso tempo cresce l’attenzione per l’artigianato e la personalizzazione: produzioni limitate, capi unici e dettagli che resistono al tempo.

Lara Gastaldi 

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Lara Gastaldi

Lara Gastaldi

Laureata in Comunicazione, Media e Pubblicità, ha proseguito i suoi studi in Svizzera, presso l’Università di Berna, specializzandosi in Sociolinguistica e World Literature. Parla inglese, tedesco, francese. Ama viaggiare e immergersi nelle usanze dei luoghi, soprattutto nei paesi di frontiera,…

Scopri di più