Morto a 73 anni il grande stilista Thierry Mugler icona del “power dressing” femminile

Sexy, irriverenti ed estreme sono state le sue creazioni che hanno vestito le super dive dello spettacolo raggiungendo l’apice del successo negli anni Ottanta e Novanta. Lo scorso ottobre il Musée des Arts Décoratifs di Parigi gli ha dedicato una retrospettiva per ripercorrere la sua carriera tra moda, costume e teatro

Thierry Mugler
Thierry Mugler

Visionario, audace, promotore del corpo femminile che celebrò e rese sensuale e potente grazie alle sue creazioni. Lo stilista Thierry Mugler è morto a 73 anni “per cause naturali”, come è stato diramato dal suo agente, lasciando un profondo segno nella storia della moda. “È con grande tristezza che la House of Mugler annuncia la scomparsa di Manfred Thierry Mugler”, si legge sulla pagina Instagram a lui dedicata. “Un visionario la cui immaginazione come couturier, profumiere e image-maker ha permesso alle persone di tutto il mondo di essere più audaci e sognare ogni giorno di più”. Nato nel 1948 a Strasburgo, Mugler si è avvicinato al mondo del fashion quasi per caso: la sua carriera inizia a 14 anni sul palco teatrale come ballerino classico. Un’esperienza che segnò per sempre il suo approccio al corpo, alle forme e al movimento e che anni dopo sarà portato all’estremo attraverso una continua sperimentazione di materiali quali pelle, plastica, gomma, lattice. A 20 anni si trasferisce a Parigi, cominciando a lavorare come assistente in una nota boutique della città. La moda diventa la sua passione prima e la sua professione poi, con la creazione della sua prima linea di abbigliamento, nel 1973, chiamata Café de Paris, a cui segue la fondazione della casa di moda l’anno successivo.

LA CARRIERA DELLO STILISTA THIERRY MUGLER

Deflagrano gli Anni Ottanta e Thierry Mugler comincia a imporre il suo stile in controtendenza con quello predominante all’epoca, dominato dalla moda chic, folk e colorata alla Kenzo. Irrompe nelle tendenze con abiti surreali, silhouette scolpite, corsetti strettissimi in vita e dalle spalle larghe che trasformano le sue modelle in guerriere imponenti. È l’era del “power dressing”, impersonato da celebrities del calibro di Madonna e Diana Ross vestita come una ballerina di samba, o le supermodelle come Grace Jones, Claudia Schiffer, Cindy Crawford, Naomi Campbell e ancora Sharon Stone. Creò abiti anche per David Bowie e per sua moglie Iman in occasione del loro matrimonio. Il ritiro dalle scene è avvenuto nel 2002, affidando la casa di moda alla creative director Casey Cadwallader, la quale ha dichiarato sui social: “Mugler ha cambiato la nostra percezione della bellezza, della fiducia, della rappresentazione e del self power“. Ma anche dopo il passaggio di testimone, Mugler ha continuato sporadicamente a collaborare con le superstar contemporanee: ha vestito Cardi B ai Grammy come una principessa Disney e Kim Kardashian al Met Gala 2019 con un abito nude look aderente e stravagante. Ha anche ideato gli abiti che Beyoncé indossò nel tour mondiale I Am … Sasha Fierce nel 2009 e i costumi dello spettacolo Zumanity (2003) del Cirque du Soleil.

THIERRY MUGLER E L’ARTE

Da sempre vicino al mondo del teatro, Thierry Mugler ha creato nel 1985 memorabili costumi del Macbeth commissionati dalla Comédie-Française. Lo scorso ottobre, il Musée des Arts Décoratifs di Parigi gli ha dedicato un’importante retrospettiva, Thierry Mugler, Couturissime, con costumi di scena, fotografie, film e archivi inediti dal 1973 al 2014. Dalla modella Bella Hadid all’attrice January Jones, sono tanti i messaggi che esprimono dolore per la morte di Thierry Mugler. “RIP Thierry Mugler – un maestro haute couturier che ha celebrato la femminilità e la femme fatale, trasformando le donne in sirene fantascientifiche”, ha scritto Claudia Schiffer sulla sua pagina Facebook. “Mugler era un pioniere, i suoi spettacoli erano epici e teatrali. Uno dei miei ricordi preferiti è la passerella per la sua collezione del 1995 a Parigi, con Jerry Hall, Linda Evangelista, Eva Herzigova, Kate Moss e Naomi Campbell. Ci mancherà”. E ancora, “siamo profondamente tristi nell’apprendere che un altro dei grandi innovatori della moda ha lasciato il nostro mondo questa settimana”, si legge sul profilo dei Duran Duran. “Thierry Mugler ha letteralmente plasmato gli anni ‘70 e ‘80 con i suoi design taglienti – ho visto diversi dei suoi spettacoli a Parigi ed erano tutti veramente sublimi, pochi designer si sono mai avvicinati alla sua attenzione ai dettagli o alla sua visione futuristica. Non ci sono dubbi che, sebbene non ci sia più, la sua stella continuerà a sorgere nella storia della moda”.

-Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.