20 fibre biologiche per il design, la moda e l’arte: una guida completa

Una raccolta di fibre e materia tessile di nuova generazione, selezionate tra le ormai tante possibilità, per orientarci nel consumo con coscienza e consapevolezza. E anche per utilizzi creativi. Una guida per designer, artisti, stilisti e semplici curiosi

Le fibre che compongono i nostri tessuti sono sempre state naturali. Furono i Sumeri ad introdurre la tessitura del lino che ancora oggi utilizziamo, fino ad arrivare al ‘900 con le fibre così dette manmade che traggono la materia d’origine o dalla natura poi elaborata chimicamente (fibre artificiali), o direttamente dal petrolio (fibre sintetiche), causa di tutti i mali. Oggi, in modo simile e parallelo al mondo del food, c’è la necessità di un ritorno alle fibre naturali, quindi biologiche, con particolare attenzione alla sostenibilità del pianeta, con consapevolezza rispetto alla riduzione delle materie prime disponibili. Artribune propone dunque una guida per artisti, designer e stilisti per scegliere la materia prima più adeguata e stabilire quella migliore per il prodotto finale, plasmandola secondo necessità. In questo articolo sono inclusi esempi di estrazione naturale della fibra del tutto nuovi, come la fibra estratta dagli scarti di agrumi, di vino, di esoscheletro di granchio, fibre tratte dal riciclo di nylon o dai rifiuti PET del mare e delle coste marine, ma anche innovazioni tecnologiche come lo studio del DNA dei ragni. Tutte queste fibre hanno in comune l’attenzione per l’ambiente, sono prive di sostanze inquinanti, non utilizzano acqua in modo eccessivo, stimolano le produzioni locali e si propongono come validi sostituti alle fin troppo abusate materie a noi dannose.  Soluzioni ideali per sperimentare e continuare a creare in modo innovativo e sostenibile.

Margherita Cuccia 

1. ORANGE FIBER

Orange fiber

Ogni anno solo in Italia vengono prodotte oltre 700.000 tonnellate di sottoprodotto agrumicolo. Orange Fiber, processo industriale virtuoso, made in Italy, con sede a Catania, produce la prima fibra sostenibile e biodegradabile da agrumi al mondo, utilizzando gli scarti di arance, limoni, mandarini e pompelmi. L’Orange Fiber è capace di tornare alle sue origini, degradarsi in modo assolutamente ecologico senza alcuno spreco; la fibra estratta dal pastazzo di agrumi è bianca, facile quindi da tingere, evitando il candeggio, una tra le nobilitazioni più inquinanti. E ovviamente…contiene vitamina C!

http://orangefiber.it/ 

2. SEACELL

Seacell

La fibra biodegradabile ricavata da alghe marine è in grado di offrire la stessa sensazione di benessere di quando siamo immersi nell’acqua del mare. Aiuta a proteggere la nostra pelle dalle influenze ambientali dannose a cui siamo continuamente esposti, attivando la rigenerazione cellulare, che a sua volta aiuta ad alleviare le malattie della pelle. Seacell, così si chiama è antiossidante, antinfiammatoria, rivitalizzante e protettiva. Contiene vitamine (A, B, E), minerali (magnesio, calcio, potassio, fosforo), amminoacidi e micro-elementi, neutralizza i radicali liberi fino al 90%. Queste sostanze nonostante i lavaggi, perdurano nel tempo. 

https://www.smartfiber.de/en/fibers/seacelltm/

3. BANANATEX

BANANATEX

Bananatex® è una fibra estratta dalla pianta delle banane, l’Abaca. Il marchio di borse svizzero QWSTION insieme ad uno specialista di filati taiwanese, hanno sviluppato industrialmente la tradizione giapponese. La fibra di banano è da sempre usata per confezionare i kimono. Inoltre è: impermeabile, resistente e durevole, pur rimanendo morbida, leggera ed elastica, la colorazione naturale è bianca, facile quindi da tingere, evitando il candeggio, una tra le nobilitazioni più inquinanti, biodegradabile. L’Abaca è autosufficiente, non richiede pesticidi, nessun sistema di irrigazione, utilizzo di sola acqua piovana, le foglie vengono lasciate decomporsi, creando un fertilizzante naturale. 

https://www.bananatex.info/products_EN.html#fabric 

4. DESSERTO

Desserto

Due imprenditori messicani con il nome di Adriano Di Marti, estraggono dal Cactus Nopal la materia prima per una pelle vegana altamente sostenibile.  Presentata all’ultimo appuntamento della fiera internazionale Linea Pelle 2019, Desserto ha grande morbidezza al tatto, da far invidia alla pelle di animale. Inoltre è tratta da piantagioni al 100% biologiche (nessun uso di erbicidi e pesticidi), garantisce il rispetto degli animali e dell’ambiente; non pevede nessun sistema di irrigazione, utilizzo di sola acqua piovana e la selezione delle sole foglie già mature. Le foglie vengono essiccate al sole per ridurre il consumo di energia, la pianta è lasciata intatta per permettere nuovamente la raccolta. Tutti gli scarti sono poi venduti all’industria alimentare

https://desserto.com.mx/desserto

5. S.CAFÉ

S.Cafè

Attualmente il caffè è il secondo prodotto mondiale più commercializzato, dopo il petrolio. Solo in Italia, gli scarti di fondi di caffè ammontano a 360.000 tonnellate l’anno. L’azienda taiwanese SINGTEX ha brevettato una tecnologia per riciclare gli scarti e inserirli nei filati, creando dei tessuti con delle caratteristiche che hanno attratto marchi come Asics, Newbalance e American Eagle, tra i tanti. Tra i tanti vantaggi di questa fibra ci sono il controllo degli odori, una asciugatura rapidissima, la protezione dai raggi UV, il ontrollo della temperatura corporea durante l’attività fisica. S.Café® ricicla, rinnova e riduce l’emissione di carbonio.

http://www.singtex.com/en-global/technology/fabrics_info/scafe

6. NULLARBOR

Nanollose

In Australia la startup Nanollose ha creato un sistema di produzione tessile a basso impatto ambientale, brevettando la fibra Nullarbor, dal latino nullus arbor, priva di vegetazione che è anche il nome della strada che collega l’est e l’ovest del paese. La materia prima è costituita dagli scarti dell’industria del cocco ma il processo può potenzialmente adattarsi a diversi tipi di rifiuti organici. A differenza della viscosa convenzionale, la viscosa tree-free utilizza microbi che convertono i rifiuti in cellulosa microbica. Il processo richiede pochissima terra, acqua ed energia

https://nanollose.com/products/nullarbor-fibre/ 

7. MICROSILK

Microsilk

Obiettivo degli scienziati di Bolt Threads è creare prodotti che risolvano i problemi di un mondo dalle risorse limitate. Microsilk, ispirandosi alla seta dei ragni e le sue incredibili proprietà, ha sviluppato proteine ​​simili utilizzando la bioingegneria, per inserire tali geni nel lievito e attraverso la sua fermentazione ha dato origine ad una fibra biodegradabile in grado di sostituire le più usate fibre chimiche. Tra le propretà abbiamo l’elevata resistenza alla trazione, elasticità, durata e morbidezza. Il ragno non viene in alcun modo utilizzato nel processo, è stato solamente studiato il DNA della sua seta. La fibra finale non contiene organismi geneticamente modificati 

https://boltthreads.com/technology/microsilk/ 

8. DPX

DPX

BIONIC® è una società di ingegneria newyorkese che fornisce materiali completamente tracciabili, riciclati dall’inquinamento plastico degli ambienti marini e costieri. Con lo slogan: STRONGER THREAD.GREATER GOOD, vanta collaborazioni con marchi come Timberland e Chanel. DPX è utilizzabile per applicazioni tessili dall’abbigliamento ai rivestimenti per finestre. Il filato è disponibile nelle versioni stretch, standard o irregolare. È prodotta in mischia con altre fibre naturali o sintetiche, beneficia delle caratteristiche delle fibre scelte 

https://www.bionicyarn.com/dpx.html

9. FLX

FLX

BIONIC® è una società di ingegneria newyorkese che fornisce materiali completamente tracciabili, riciclati dall’inquinamento plastico degli ambienti marini e costieri. Con lo slogan: STRONGER THREAD.GREATER GOOD, vanta collaborazioni con marchi come Timberland e Chanel. FLX® è un filo resistente formato da dozzine di filamenti PET, disponibile in due diverse forme, in varie dimensioni e composto da quantità diverse di filamenti. Ideale per decorazione d’interni, calzature, applicazioni automobilistiche, materiali marittimi, materiali industriali. Vanta: protezione dai raggi UV, resistenza alla fiamma, antiumidità, antibatterico

https://www.bionicyarn.com/flx.html

10. HLX

HLX

BIONIC® è una società di ingegneria newyorkese che fornisce materiali completamente tracciabili, riciclati dall’inquinamento plastico degli ambienti marini e costieri. Con lo slogan: STRONGER THREAD.GREATER GOOD, vanta collaborazioni con marchi come Timberland e Chanel. La struttura del filato HLX® ha una forma elicoidale ed è formata da una trama superficiale che può essere composta da qualsiasi fibra ma al cui interno si trova il PET riciclato. HLX® è ideale per abbigliamento, calzature, arredamento e per l’industria marittima e automobilistica. La forma elicoidale migliora la resistenza all’abrasione; è prodotta in mischia con altre fibre naturali o sintetiche, beneficia delle caratteristiche delle fibre scelte.

https://www.bionicyarn.com/hlx.html 

11. MYCOTEX

MycoTEX

MycoTEX è un tessuto sostenibile estratto dal micelio, radice dei funghi. Accorciando la filiera produttiva e eliminando gran parte degli sprechi, il tessuto non prevede l’operazione di taglio e cucito ma viene direttamente modellato sul manichino. Un capo monouso, in linea con la realtà in cui viviamo, che ha vita breve (1/2anni). Si decompone in maniera biodegradabile. È priva di prodotti chimici e pesticidi; il consumo di acqua è ridotto del 99,5% ; è una produzione locale che riduce l’utilizzo dei trasporti. Garantisce l’utilizzo dello stretto necessario e l’assenza di rifiuti tessili. Dopo l’utilizzo il capo si decompone naturalmente. Un connubio di antichi materiali, tecniche di produzione e tinture abbinate alle tecnologie più attuali. 

https://neffa.nl/mycotex/ 

12. CRABYON

crabyon

L’azienda giapponese Omikenshi produce una fibra partendo dagli scarti alimentari di chitina, presente nell’esoscheletro dei granchi. Dopo aver testato il tessuto su pazienti dai 2 agli 11 anni, in presenza di dermatite atopica, metà hanno comprovato un miglioramento dopo sole 8 settimane di utilizzo. È un materiale completamente biodegradabile e benefico a contatto della pelle. Inoltre è antibatterico, garantisce l’eliminazione degli odori, l’assorbimento di umidità e sudore superiore al cotone, dà sensazione di freschezza, ha proprietà fungicide, aumenta la resistenza immunitaria, ha azione emostatica, è facile da tingere 

https://omikenshi.co.jp/profile_english/

13. QMILK

Qmilk

La fondatrice di Qmilk, alla ricerca di indumenti non trattati chimicamente per il patrigno malato di tumore, ha trovato nelle proteine ​​del latte la soluzione ideale. La fibra di proteine del latte, già testate negli anni ‘30, prodotte con agenti chimici, non aveva avuto lo stesso successo. Oggi la fibra naturale al 100% è stata testata dermatologicamente con “eccellenza”, ideale per le pelli più sensibili. Si tratta di un antibatterico naturale con altissima capacità di assorbire l’umidità e regolare la temperatura. Ha proprietà termoadesive, pertanto non rende necessarie plastiche o resine per la miscela con altre fibre, è morbida e vellutata come la seta.

https://www.qmilkfiber.eu/?lang=en

14. INGEO

Ingeo

L’unione tra la bellezza e il fascino di una fibra ecologica a base naturale e le prestazioni di una fibra sintetica high tech. Le fibre Ingeo sono prodotte utilizzando gli zuccheri della pianta del mais, rinnovabili al 100%. NatureWorks attraverso processi tecnologici trasforma i gas serra in materiali ad alte prestazioni, utilizzando il processo di fotosintesi. È totalmente isolante, presenta proprietà traspiranti eccezionali. La produzione richiede circa la metà dell’energia necessaria rispetto alla produzione di poliestere ed emette il 50% in meno di gas serra; ha proprietà naturali e non irritanti lo rendono una scelta ideale per le pelli sensibili

https://www.natureworksllc.com/What-is-Ingeo/Where-Ingeo-Comes-From 

15. FRUMAT

Frumat

In Trentino Alto Adige, dove si sviluppa oltre la metà della produzione di mele del territorio nazionale e dove gli scarti di bucce e torsoli di mele ammontano a svariate tonnellate, nasce Frumat con l’idea di trasformare i residui industriali biologici in un materiale altamente sostenibile. Oggi la produzione di similpelle e carta spazia tra i settori della calzatura e accessori, abbigliamento, design e rilegatura. Prodotto in Italia, Frumat non utilizza procedimenti chimici per la trasformazione della materia; l’acqua viene recuperata e riutilizzata all’infinito. Il prodotto è realizzato in base alle quantità richieste dalle aziende clienti, per evitare sprechi. 

16. SPRAY-ON FABRIC

Spay on fabric

Fabrican Ltd. ha brevettato Spray-on© fabric, sviluppando una tecnica per unire e liquefare le fibre in modo che i tessuti possano essere spruzzati da una lattina o pistola a spruzzo direttamente sul corpo o manichino. Il solvente quindi evapora e le fibre si legano, formando un indumento aderente. Per usi industriali di moda e design, nonché per progetti personali e usi sanitari. Il tessuto è sterilizzato; riduce la filiera produttiva, elimina il processo di taglio e cucito, promuove la produzione locale, riducendo la dipendenza dai fornitori esteri; utilizza composti organici, fibre riciclate e biodegradabili. È utilizzato per riparare oggetti usurati e danneggiati, allunga la vita del prodotto, può essere nuovamente sciolto e spruzzato di nuovo  

http://www.fabricanltd.com/ 

17. VEGEA

Vegea

Vegea, combinazione di VEG(vegan) e GEA (Madre Terra), è un’azienda italiana che ricicla gli scarti dell’industria agroalimentare, in particolare vitivinicola. Collaborando con cantine nazionali (al primo posto al mondo in quanto a produzione), ha sviluppato un processo per la valorizzazione dei rifiuti del vino: vinacce, bucce, steli e semi scartati durante la produzione. Nonostante l’ufficio legale di UNIC (Unione Nazionale Industria Conciaria) abbia diffidato Vegea dall’impiegare termini e argomenti legati alla conceria, il prodotto derivato assomiglia a tutti gli effetti alla pelle. Ha diverse versioni per proprietà tecniche ed estetiche, spessore, elasticità, peso, finitura, trama, supporto tessile e contenuto biologico; viene utilizzata per moda, arredamento, packaging, finiture automobilistiche. È priva di solventi tossici, metalli pesanti e sostanze pericolose per l’uomo e per l’ambiente

https://www.vegeacompany.com/v-textile/ 

18. PINATEX

Piñatex

L’azienda inglese Ananas Anam, è nata per sviluppare un materiale alternativo alla pelle e ai materiali sintetici inquinanti. Oltre al successo commerciale, promuove lo sviluppo sociale, ecologico e culturale delle comunità agricole. Piñatex® è un tessuto a base di fibre di foglie di scarto della pianta di ananas, scelta da oltre 1000 marchi in tutto il mondo. È tinta con pigmenti certificati GOTS, presenta un rivestimento in resina che le dona ulteriore resistenza, durata e impermeabilità, non richiede risorse ambientali aggiuntive per la produzione. Ulteriori rifiuti vengono riutilizzati come nutrienti per il terreno.

https://www.ananas-anam.com/ 

19. ECONYL

ECONYL® yarn

L’azienda italiana AQUAFIL coniugando innovazione e produzione con il rispetto per l’ambiente ha creato ECONYL®, filo di nylon rigenerato, recuperato dai rifiuti delle discariche e da quelli abbandonati in mare, dandogli una nuova vita.  Ha le stesse identiche caratteristiche di quello da fonte vergine (di origine sintetica), ma può essere rigenerato, ricreato e rimodellato all’infinito. Il nylon rigenerato trova il suo naturale impiego nel mondo della moda: borse, abiti, calzature, intimo, costumi da bagno. Perfetto per indumenti sportivi e all’interno dell’ambito del design e dell’arredamento di interni.

https://www.econyl.com/it/

20. SPIBER

spiber

I materiali Brewed Protein ™ dell’azienda giapponese Spiber sono prodotti attraverso un processo di fermentazione di zuccheri e microbi. Oggi Spiber si sta concentrando sulla transizione verso la produzione di massa. Lo stabilimento di Spiber in Thailandia, in costruzione, dovrebbe iniziare le operazioni commerciali nel 2021. Questo tessuto riduce le emissioni di gas serra e presenta una vasta scelta: fibre sottili e lucenti simili alla seta, filati morbidi come il cashmere, filati con proprietà termiche e antiumidità simili alla lana, pellicce, resine che assomigliano al guscio di tartaruga o al corno di animale.

https://www.spiber.jp/en/brewedprotein

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Margherita Cuccia
Textile designer con particolare attenzione alla sostenibilità. Insegna Design del Tessuto, all’Università Iuav di Venezia all’interno del triennio in Moda e Arti Multimediali. Insegna all’Accademia di Costume e Moda di Roma, Merceologia Tessile, all’interno del triennio in Costume e Moda e all’interno del Master Fabrics Innovation Design. All’Accademia di Costume e Moda è anche responsabile della Tessuteca, biblioteca tessile dell’Accademia. Il suo studio si focalizza sulla materia tessile, dalla merceologia al design. Nel tempo libero scrive.