Altaroma. Passato, presente e futuro della moda

Quattro giorni di sfilate, esposizioni e progetti culturali hanno animato la Capitale, all’insegna della moda giovane con tocchi di tradizione couture e valorizzazione del savoir faire artigiano. Anche quest’anno Altaroma ha confermato la sua vocazione internazionale per la promozione dei talenti emergenti.

Altaroma, Tale(nt) of Rome, Roma 2016, photo L. Latrofa, L. Sorrentino
Altaroma, Tale(nt) of Rome, Roma 2016, photo L. Latrofa, L. Sorrentino

Per i suoi novant’anni la maison Fendi ha scelto di far sfilare l’Haute Fourrure su una passerella di plexiglass sospesa sull’acqua della Fontana di Trevi, reduce dal recente restauro. Per molti è stato il pre-opening della kermesse capitolina che, invece, in calendario ha ospitato nomi emergenti provenienti dal concorso di scouting Who Is On Next?, con pennellate di couture ad abbellire un quadro futurista fatto di giovani proposte, in cui l’alta sartoria italiana ha trovato spazio mescolata al tessuto della sperimentazione e della creatività più nuova. Nel tour urbano di Altaroma, anche progetti espositivi, mostre diffuse e percorsi di marketing territoriale, come Tale(nt) of Rome. Tra passato e futuro, il presente guarda sì a ciò che è stato, ma ne fa tesoro per lanciarsi nella contemporaneità. Tutto il bello (e ben fatto) della kermesse in un report che racconta nuove suggestioni e antichi sapori sartoriali.

TALE(NT) OF ROME
Due tappe fondamentali per un contest che viaggia nelle realtà produttive locali, prendendo il via dall’Ex Dogana di San Lorenzo fino all’ITIS Galileo Galilei e all’Auditorium di Mecenate, passando per Porta Tiburtina, Porta Maggiore e l’Esquilino. Si parte alla scoperta delle creazioni in pelle dal know-how tecnico di De Couture by Massimo Mariotti, dell’artigianalità delle borse di Giancarlo Petriglia e della creatività di San Andrès Milano by Andrès Caballero, designer messicano ma milanese d’adozione, i cui abiti fondono tecnica sartoriale e sperimentazione. Il design lineare e geometrico, le forme scultoree e sensuali dei capi di Caterina Zangrando e il minimalismo mediterraneo di Marianna Cimini colpiscono all’Auditorium di Mecenate.

Altaroma, Monteneri, Roma 2016, photo Marion Leflour
Altaroma, Monteneri, Roma 2016, photo Marion Leflour

MONTENERI
Un progetto che, all’interno della passeggiata metropolitana di Altaroma, punta sulla valorizzazione della produzione locale e che, tra moda e design, mescola manualità e tecnologia nel mondo della pelletteria, creando, in una piattaforma nata nel 2015 a Valentano, sul lago di Bolsena, un dialogo nuovo e sperimentale per il Made in Italy. Ecco una linea di borse di alta fattura tra cui la Marquise Bag, che si ispira all’antico metodo di lavorazione delle pietre preziose, come facevano un tempo gli astucciai.

Altaroma, Accademia Factory, Roma 2016, photo F. Lattanzi, L. Sorrentino
Altaroma, Accademia Factory, Roma 2016, photo F. Lattanzi, L. Sorrentino

ACCADEMIA FACTORY
La stoffa degli studenti dell’Accademia Costume e Moda, diretta da Lupo Lanzara, è trapuntata di talento e studio. Per la sezione Costume, tre progetti che vanno dall’opera lirica Nabucco alla moda degli Anni Cinquanta e il New look di Dior fino alla pellicola cult Il Gattopardo e lo spettacolo teatrale Corti ma lirici. Tributo, con uno spazio dedicato, all’allieva Francesca Richiardi, vincitrice quest’anno del Lvmh Prize, ed expo dei Talents 2016. Creazioni su manichino nell’ambito di Instant Couture, editoriali fotografici e laboratori sperimentali con borse in legno e tessuto per il progetto Wood ’50 o ispirate al film Melancholia di Lars Von Trier.

Altaroma, The Secrets of Couture, Roma 2016, photo Allucinazione
Altaroma, The Secrets of Couture, Roma 2016, photo Allucinazione

THE SECRETS OF COUTURE
Alla Galleria del Cembalo di Palazzo Borghese un percorso espositivo che ha il sapore della tradizione shakerato, in un cocktail sperimentale, con il giovane mondo della couture contemporanea e la tecnologia. Da un’idea di Silvia Venturini Fendi, il progetto The Secrets of Couture accende i riflettori sulla trasmissione del savoir faire artigiano alle nuove generazioni, per preservare il Made in Italy. Esperimenti in virtual reality mescolati alla poetica dell’alta moda di Valentino, la pellicceria di Fendi e le creazioni della Sartoria Farani per il cinema e il teatro. Un’esperienza di “realtà aumentata” con tre video 360 VR per l’installazione realizzata da Nowfashion, che consente di entrare nei laboratori dell’eccellenza italiana. In mostra i ricami fiabeschi del brand libanese Ashi Studio, la creatività sperimentale di Sylvio Giardina, il minimalismo qatariota di Wadha Al Hajri, le creazioni di Alessandro Maggio, che sfiorano il sublime.

Altaroma, da sx Hussein Bazaza, Angelos Bratis, Esme Vie, Roma 2016, photo S. Dragone, G. Palma, L. Sorrentino
Altaroma, da sx Hussein Bazaza, Angelos Bratis, Esme Vie, Roma 2016, photo S. Dragone, G. Palma, L. Sorrentino

HUSSEIN BAZAZA, ANGELOS BRATIS, ESME VIE
Dal vincitore di WION? Dubai 2015, il libanese Hussein Bazaza, al gusto ellenico di Angelos Bratis, fino all’heritage russo di Esme Vie, in passerella ad Altaroma il ready to wear ha un’attitude internazionale, intrecciata all’evoluzione verso il mondo della couture. Senza dimenticare la sperimentazione, il gioco delle forme, lo studio del colore. Per Hussein Bazaza l’ispirazione è Sophia The Alchemist, in un viaggio sognato alla ricerca dell’immortalità, tra decorativismo e mix di ricami e stampe con simboli di stelle, unicorni e farfalle sulle texture. Gonne svasate, drappeggi, rafia e pizzo per un effetto quadro pittorico. Il neoclassicismo, le architetture di Atene, forme e linee armoniche ed essenziali prevalgono nelle dee greche postmoderne di Angelos Bratis, che ritorna ad Altaroma con la collezione primavera- estate 2017 Doric. Per Esme Vie di Julia Voitenko, la collezione Zefiro è la ricerca di un equilibrio tra materiali e proporzioni attraverso l’uso del colore sulle sete pregiate, con trasparenze primaverili dal mood botticelliano e gonne ampie dalle forme ovoidali.

Altaroma, da sx Sara Lanzi, Arnoldo Battois, Greta Boldini, Quattromani, Roma 2016, photo S. Dragone, G. Palma, L. Sorrentino
Altaroma, da sx Sara Lanzi, Arnoldo Battois, Greta Boldini, Quattromani, Roma 2016, photo S. Dragone, G. Palma, L. Sorrentino

SARA LANZI, ARNOLDO BATTOIS, GRETA BOLDINI, QUATTROMANI
Talking to Sarita. In the making è la collezione primavera-estate 2017 di Sara Lanzi, designer nata a La Spezia che, tra frammenti di pizzo, studio di silhouette e pezzi candidi dai tagli avanzati, mostra l’evoluzione del suo percorso stilistico dopo aver vinto WION? nel 2007. Per Silvano Arnoldo e Massimo Battois, duo veneziano al timone di Arnoldo Battois, vanno in passerella Contrapposizioni estetiche e materiche che puntano sul gioco del doppio, sulle dicotomie per un effetto sporty-chic. Ci ha abituato a viaggi immaginari, invece, il brand Greta Boldini by Alexander Flagella, che con la collezione Nativa firma il catwalk insieme allo scrittore Dylan Thomas, spaziando dal Galles a Marte, con riferimenti alla pittura di Darryl Cox e al sublime Lynch. Tra le ispirazioni, anche il dipinto Western Hills di Graham Sutherland. Sottovesti combinate a capispalla, ricami 3D, stampe floreali e geometrismi accostati ai gioielli di Voodoo Jewels. Se però la moda è fatta di passione per la terra natia, di rivalutazione delle tradizioni e di un attento studio dei luoghi d’origine, per Quattromani, il duo sardo composto da Massimo Noli e Nicola Frau, La Via della Paglia (Sa bia de sa palla/paggia) è la strada dell’amore percorsa per incontrarsi di nascosto al tramonto lontano da occhi indiscreti. Ma in sardo Sabia de sa paggia significa anche Via Lattea, ed ecco nella collezione Quattromani l’incontro tra il cielo e la terra. Gli abiti in crepe de chine e crepe cady hanno il sapore del sale: camicie impalpabili, jumpsuit e pencil skirt abbinati a bauletti e clutch con i colori dorati dei campi di grano, il rosso dei papaveri, il corallo e il blu notte. Per una visione naturalistica del ready to wear, reinterpretato in una chiave estetica neo-artigianale.

Altaroma, Federica Tosi, Boutique Degli Effetti, Roma 2016, courtesy Studio DModa
Altaroma, Federica Tosi, Boutique Degli Effetti, Roma 2016, courtesy Studio DModa

FEDERICA TOSI
Una collezione che vuole essere lo sviluppo di un progetto di lusso mantenendo la coerenza stilistica e i tratti riconoscibili del brand e puntando sul restyling. Architetture dal fascino urban e le periferie industriali di Tokyo contraddistinguono la collezione autunno-inverno 2016-17 di Federica Tosi, vincitrice del Premio Lancia nella seconda edizione del Time Award al White di Milano. La designer si lascia coinvolgere, anche nei gioielli, da una tavolozza di colori cupi e dal richiamo underground, con tessuti naturali che si alternano ai pregiati pellami, mantenendo linee pulite e tagli asimmetrici nei dress, must della collezione. Per la primavera-estate 2017, righe, linee fluenti e sinuose silhouette negli abiti fanno da contrasto alle camicie oversize. Sovrapposizioni, inserti e applicazioni, per un’allure romantic-rock.

Altaroma, da sx Susana Bettencourt, Daniela Barros, Pie' de Chumbo Portugal Fashion, Roma 2016, photo S. Dragone, G.Palma, L. Sorrentino
Altaroma, da sx Susana Bettencourt, Daniela Barros, Pie’ de Chumbo Portugal Fashion, Roma 2016, photo S. Dragone, G.Palma, L. Sorrentino

PORTUGAL FASHION
Susana Bettencourt, Daniela Barros e Pé de Chumbo sono i tre designer portoghesi ospiti dell’edizione estiva di Altaroma, in collaborazione con Anje (Associazione Nazionale dei Giovani Imprenditori). Un debutto nel calendario romano aperto a nuove prospettive e sinergie anche europee, con l’obiettivo di supportare i giovani talenti internazionali provenienti da Portugal Fashion, importante vetrina di moda della Penisola Iberica che, nata nel 1995, promuove l’immagine nazionale per facilitare l’inserimento dei new talents nel mercato del lavoro, con una chiara mission di internazionalizzazione della moda portoghese all’estero.

Altaroma, Margutta Creative District, Sitam Lecce, Roma 2016, courtesy Press Office
Altaroma, Margutta Creative District, Sitam Lecce, Roma 2016, courtesy Press Office

MARGUTTA CREATIVE DISTRICT
Il progetto di Antonio Falanga e Grazia Marino mette in mostra nel distretto creativo di Via Margutta, nel cuore della Capitale, le antiche e raffinate tecniche di realizzazione dei gioielli con la jewel artist Marina Corazziari, accanto all’ecocouture di Tiziano Guardini, alle creazioni di Chiara Baschieri, Antonella Patronella, all’Accademia di Moda Sitam di Lecce, diretta da Stefania Cardellicchio, ad Alex Carelli, alle borse d’autore di Marina Santaniello, i bijoux “scrigno”di Gaia Caramazza, l’eleganza bohémienne di Katharine Story.

Altaroma, Mostra In Acqua. H2O Molecole di creatività, Roma 2016, photo Paolo Belletti
Altaroma, Mostra In Acqua. H2O Molecole di creatività, Roma 2016, photo Paolo Belletti

CREATIVITÀ IN ACQUA
Un tuffo nella moda italiana alle Terme di Diocleziano per la mostra curata da Stefano Dominella e Bonizza Giordani Aragno, che ha come fil rouge l’acqua, fonte di ispirazione per la moda, l’arte e la fotografia. Nell’aula Ottagona del Planetario, ecco la stupefacente Regina dei rifiuti dell’artista Enrica Borghi, opera maestosa realizzata con bottiglie riciclate a comporre una dama gigantesca, la Sorgente di Federico Paris, Gocce di Ilaria Sadun, T-She H2O di David Pompili, le opere fotografiche di Paolo Belletti. Novantuno, tra abiti e accessori, le creazioni esposte, da Giorgio Armani a Salvatore Ferragamo, da Max Mara a Gianfranco Ferré, passando per Valentino, Laura Biagiotti, Romeo Gigli e Antonio Marras. Il manifesto couture di Guillermo Mariotto per Gattinoni si chiama Foco a’ mare, abito scultura contro la tragedia dei migranti nel Mediterraneo.

Altaroma, da sx Addy V. Krommenacker, R. Balestra, a dx Rani Zakhem, photo A. Viero S. Dragone, G. Palma, L. Sorrentino, In basso V. Camaiani Courtesy of Press Office, Roma 2016
Altaroma, da sx Addy V. Krommenacker, R. Balestra, a dx Rani Zakhem, photo A. Viero S. Dragone, G. Palma, L. Sorrentino, In basso V. Camaiani Courtesy of Press Office, Roma 2016

SPAZIO ALL’ALTA MODA
L’alta moda non è scomparsa da Altaroma. Ne è la riprova il fashion show sulle passerelle capitoline di Rani Zakhem, artista libanese della couture che ha conquistato il jet-set internazionale e che presenta all’Ex Dogana, per l’autunno-inverno, una collezione ispirata alle gemme e ai gioielli, con preziosi e opulenti ricami, tra velluti pregiati e cristalli. Ogni abito è un racconto, una pietra preziosa, dagli zaffiri all’ematite, per contemporanee principesse di antichi imperi all’insegna della seduzione. Renato Balestra ritorna al blu iconico, nel tradizionale e classico mix di eleganza e alta sartorialità in cui non mancano trasparenze, ricami e plissé. Vittorio Camaiani ci porta invece in Scozia, per parlarci, con un tableau vivant fatto di abiti, della Maria Stuarda contemporanea, complice l’intramontabile tartan scozzese. Camicia bianca in taffetà e pantaloni spianati per il giorno, abiti in seta da grande soirée. Addy van den Krommenacker torna a Roma con una sfilata all’Ambasciata dei Paesi Bassi e una collezione couture ispirata all’opera Il Giardino delle Delizie di Hieronymus Bosch, 500 anni dopo la morte del pittore. Tra contraddizioni pittoriche su tessuto, foreste incantate e chiffon.

Gustavo Marco P. Cipolla

www.altaroma.it

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Gustavo Marco P. Cipolla
Classe 1984, calabrese di origini, romano di adozione, Gustavo Marco P. Cipolla è un cittadino del mondo. Ama viaggiare, quando gli è possibile, e confrontarsi con realtà e culture sempre differenti. Le sue esperienze formative e professionali sono diverse: dalla Laurea in Relazioni Internazionali ai Master in Marketing e Comunicazione degli Eventi artistici, culturali e dello spettacolo e in Comunicazione e Giornalismo di Moda. Collabora con alcune testate dove scrive, senza la pretesa di essere un critico, di moda, arte e cultura. È stato stagiaire nelle Organizzazioni Internazionali e ha svolto, e svolge, l’attività di press officer nel mondo della musica, nell’universo della moda e ha anche curato l’ufficio stampa di alcune compagnie teatrali indipendenti. Crede fermamente nel talento (degli altri) e sostiene che i giovani di oggi, grazie alle giuste opportunità, diventeranno gli adulti di domani.