Cosa vedremo al prossimo Salone del Mobile di Milano? Pezzi rari, contract e riflessioni su presente e futuro dell’abitare
Il design da collezione (ma non per forza destinato ai soli collezionisti), l’alto artigianato rivitalizzato dall’incontro con le nuove tecnologie e i grandi progetti nei settori dell’hospitality e del retail saranno tra i temi chiave della 64esima edizione della fiera, al via il prossimo 21 aprile
A: L’ingresso dei robot umanoidi nelle case, che nel prossimo futuro potrebbero somigliare a delle “infrastrutture di convivenza ibrida tra uomini e macchine”. Un rapporto sempre più intimo tra le app di Intelligenza Artificiale e i loro utenti, che quindi cercheranno anche nel mondo fisico soluzioni personalizzate e quindi uniche. Uno slittamento di significato della parola “lusso”, sempre meno associata al possesso di oggetti-status symbol e sempre più alla disponibilità di tempo per sé, liberato dalle faccende domestiche e dalle altre incombenze quotidiane. L’avvento della “casa proattiva”, che non si limiterà a monitorare le nostre funzioni vitali e ad accudirci ma addirittura riuscirà a capire di che cosa avremo bisogno prima di noi. La presentazione dell’edizione 2026 del Salone del Mobile.Milano, la 64esima, in programma dal 21 al 26 aprile, si è aperta con le profezie sull’abitare dell’esperto di tecnologia Alberto Mattiello a tracciare i contorni di un contesto, da qualunque prospettiva lo si voglia guardare, in rapida trasformazione.

Il tema del Salone del Mobile 2026
Se tutto cambia, meglio tenere i piedi per terra, come spiega la presidente Maria Porro partendo dal tema A Matter of Salone: “Di che cosa sarà fatta questa edizione? Di una materia viva, capace di interpretare la complessità in cui viviamo e trasformarla in progettualità. Adesso più che mai dobbiamo accettare questa dimensione trasformativa, evitare di dare delle risposte impulsive ma, al contrario, fare di tutto per tracciare delle traiettorie durevoli”. L’interesse per la concretezza e per la materialità dell’oggetto di design si riflette anche nella campagna di comunicazione firmata da Motel409 con sei fotografi e set designer, che indaga sei soggetti materici corrispondenti ad altrettanti principi progettuali e caratterizzati da texture diverse: la pietra, i legno, il petalo di un fiore, la spugna e le terre rare.

Tutti i numeri dell’edizione 2026 del Salone del Mobile
A Rho Fiera sono attesi oltre 1.900 espositori provenienti da 32 Paesi del mondo, tra i quali oltre duecento saranno alla loro prima partecipazione o di ritorno dopo uno o più anni di assenza. Ad accoglierli, troveranno una superficie espositiva di oltre 169.000 quadri già allocata per intero, le consuete Biennali dedicate alla cucina (EuroCucina con FTK-Technology for the Kitchen) e al bagno (Salone Internazionale del Bagno)con tutto ciò che riguarda due ambienti della casa che stanno diventando sempre più luoghi dove prendersi cura di sé e coccolarsi, e le due nuove piattaforme Salone Raritas e Salone Contract.

Le nuove sezioni tematiche del Salone del Mobile
La prima, curata da Annalisa Rosso con un colorato allestimento di Studio Formafantasma, fornirà uno spazio a tutte quelle realtà a cavallo tra serialità e unicità: gallerie, manifatture specializzate in lavorazioni particolari ad alto quoziente creativo, antiquari e designer che propongono pezzi rari e preziosi, una tipologia di oggetti sempre più richiesta non soltanto dai collezionisti ma anche dai contractor al lavoro su importanti cantieri immobiliari. Tra i venticinque espositori annunciati ci sono parecchi nomi noti – da Nilufar a Collectional, da Brun Fine Art ai brasiliani di Mercado Moderno –, diverse collaborazioni interessanti, per esempio quelle di Parasite 2.0 con gli specialisti del marmo di Bianco67 e del duo Draga & Aurel con Salviati, e un contributo speciale di Sabine Marcelis all’insegna dell’incontro tra luce, materia e percezione. La seconda ha l’ambizione di diventare uno strumento imprescindibile per orientarsi nel mondo in rapida crescita del contract, cioè dei grandi progetti in settori diversi dall’abitare, dove diventa vitale l’integrazione tra sistemi, dati e competenze. L’elaborazione del masterplan per Salone Contract è stata affidata a Rem Koolhas (Premio Pritzker nel 2000, che terrà anche una lectio magistralis) e David Gianotten del visionario studio di architettura OMA.

Aurea e il ritorno del SaloneSatellite
Nei padiglioni 13-15 riservati all’arredo classico, dove l’anno scorso si trovava la Villa Héritage di Pierre-Yves Rochon arriverà una nuova interpretazione dell’hotel di lusso: a proporla sarà un altro interior designer francese, Oscar Lucien Ono, il fondatore di Maison Numéro 20. La sua installazione immersiva Aurea. An Architectural Fiction darà vita a un albergo immaginario sospeso tra realtà e sogno e tutto giocato sui toni dell’oro, con richiami all’Art Déco e al cinema e un occhio di riguardo per la sostenibilità (grazie alla collaborazione con Nagami Design, azienda che lavora con la plastica recuperata dagli oceani). Il SaloneSatellite guidato dall’inossidabile Marva Griffin per la sua 27esima edizione sceglie come tema Maestria Artigiana + Innovazione, accendendo i riflettori su tutte quelle pratiche portate avanti da designer under 35 che rivitalizzano lavorazioni e tecniche antiche attraverso linguaggi contemporanei. Come chiarisce Paola Antonelli, alla guida della giuria che assegnerà gli ambiti Award, di fronte non avremo soltanto oggetti ben progettati ma visioni radicali e concrete: “Ciò che intercettiamo qui” spiega, “non è effimero, è strutturale. Vedere l’intuizione prima del mercato, la ricerca prima della scala industriale, ci ricorda che il design non è semplicemente la risposta a un brief ma un’urgenza più profonda”.

L’ottimizzazione dei flussi in fiera e gli appuntamenti del Fuorisalone
Per permettere ai visitatori di muoversi in maniera agile tra i padiglioni e gli stand, il Salone ha chiesto allo studio LeftLoft di sviluppare un nuovo sistema di wayfinding più intuitivo ispirato alla logica delle reti metropolitane, un lavoro che segue le ricerche sul movimento dei flussi di persone all’interno della fiera fatte negli anni scorsi insieme a Lombardini22 con l’aiuto delle neuroscienze. Non sono ancora stati svelati, infine, eventuali super-ospiti di caratura internazionale (come il regista Paolo Sorrentino, intervenuto lo scorso anno) o annunciate grandi installazioni in luoghi nevralgici di Milano (come la Library of Light progettata da Es Devlin) però il legame con il territorio continuerà a essere saldo. Ci sarà la serata di apertura alla Scala, così come il Design Kiosk sulla piazza antistante al teatro, al quale si aggiungerà un’edicola in Piazza Duomo, mentre alcune architetture significative, ma non abbastanza celebrate, della città saranno al centro di un percorso di riscoperta urbana curato da Bianca Felicori di Forgotten Architecture.
Giulia Marani
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