450 gioielli pazzeschi vanno in asta da Sotheby’s. La curatrice è Elizabeth von Thurn und Taxis

Una magnifica collezione di gioielli va in asta da Sotheby’s il prossimo 13 novembre a Ginevra. La storia di questa raccolta e della peculiare curatrice che si sta occupando della cosa. La lista degli oggetti

Sapphire and Diamond Brooch clip, Cartier, 1937 credits Sotheby's
Sapphire and Diamond Brooch clip, Cartier, 1937 credits Sotheby's

I titoli nobiliari per effetto dell’Articolo 3 della Costituzione dal 1948 “non costituiscono contenuto di un diritto e, più ampiamente, non conservano alcuna rilevanza”. Due successivi decreti legge del 2008 e 2010 hanno asfaltato anche qualsiasi privilegio legato alla Consulta araldica. Questo in Italia. In Germania ad abolire la nobiltà ci aveva già pensato nel 1919 la Costituzione di Weimar. Il fascino del titolo nobiliare resta tuttavia un elemento del folclore europeo ancora molto radicato. Ecco allora che Sotheby’s per la sua super asta annuale  Magnificent Jewels and Noble Jewels mette in campo l’erede di una famiglia di (ex) principi tedeschi; i von Thurn und Taxis schiatta in realtà di origine italiana, in quanto discende dai Tasso, di Cornello in Val Brembana, poi passati nel Quattrocento alla corte di Massimiliano I d’Asburgo con incarichi postali mantenuti per secoli a seguire.

CELEBRITIES ENDORSMENT

Elizabeth von Thurn und Taxis dispiega ora tutto il suo fascino a favore dell’asta ginevrina del prossimo 13 novembre di cui è curatrice. Apprendiamo anche che “la principessina ora vive a Roma, dove le sue giornate iniziano con lo yoga o il pilates prima di passare il resto della mattinata a scrivere”. Che fa il pomeriggio? “…lo passa bevendo un caffè in piazza, rilassata con un amico; o assistendo a uno spettacolo”.  E le serate vi chiederete a questo punto? Quelle richiedono una certa fatica, “…per trovare il giusto equilibrio tra una vita sociale turbinosa e il tempo da dedicare a se stessa”. Confessa in fatti Elizabeth: ”a volte può essere pazzesco con un evento dietro l’altro a cui presenziare: un black tie dinner, un vernissage o solo una cena accogliente con amici. Ma posso anche restare sola in pigiama innanzi a una grande serie TV. Ho bisogno di tutto”.  Roma in ogni caso.  A Roma Elisabeth sta costruendo la sua collezione d’arte, seguendo le orme dei genitori ma desiderosa di stabilire i propri gusti. “Adoro la collezione di mia madre, ma personalmente gravito verso artisti molto diversi”, spiega. “Ho anche un budget molto diverso. Crescere con la grande arte mi ha probabilmente reso una collezionista molto più cauta… Mi sento attratta più dalle storie raccontate dagli artisti che dalle immagini per se stesse… sento che è importante guardare all’arte della generazione a cui appartieni. Ho comprato un primo pezzo di Cyprien Gaillard anni fa e lo adoro ancora. È anche diventato un mio buon amico. Adoro il lavoro di Tomas Saraceno o Mircea Cantor… Adoro i  bravi narratori”.

LA COLLEZIONE

Uno di questi narratori è T.J. Wilcox che, nell’ambito della collaborazione di Elisabeth con Sotheby’s ha realizzato un cortometraggio in cui lei torna al castello di Ratisbona e discute di arte e gioielli con sua madre, la Principessa Mariae Gloria. A proposito delle 500 stanze del castello bavarese, che ospitano anche l’eccezionale collezione di arte contemporanea di Mariae Gloria, così si esprime Elisabeth: “Il castello è la mia radice e mi ha plasmato come tale. Mi ha fatto pensare e vedere il mondo in un certo modo, ma mi ha anche ispirato ad andarmene e cercare un mio percorso…”. Il filmato (4 minuti in tutto) magnifica l’infanzia di Elisabeth cresciuta tra elaborate cabine rococò, complesse installazioni video, graffiti di Keith Haring sulla porta dei giochi, affreschi del XVIII secolo e opere di Condo. Non c’è traccia di ironia, le due signore siedono ingioiellatissime a discutere tra loro atteggiandosi ad ispirate mecenati. L’ufficio marketing di Sothebys certamente sa quel che fa, ma il sentiment complessivo dell’operazione risulta piuttosto difficile da condividere in tempi come quelli che stiamo vivendo… o forse il limite è tutto mio.

GIOIELLI STUPEFACENTI

Se l’operazione di marketing risulta al limite, i gioielli battuti all’asta il 13 novembre prossimo sono veramente p-a-z-z-e-s-c-h-i! La selezione comprende 450 pezzi che a partire dagli anni ‘20 arrivano ai giorni nostri. Il gruppo è guidato da un bracciale Art Deco realizzato da Cartier nel 1927, incastonato con un sensazionale zaffiro birmano cabochon del peso di 46,07 carati, affiancato da due diamanti a del peso rispettivamente di 8,60 e 9,27 carati (stima $ 2.000.000 – 3.000.000). Proviene dalla stessa collezione privata, una spilla con zaffiro e diamanti sempre di Cartier del 1937 che offre una visione affascinante dell’evoluzione del design della gioielleria: in quegli anni la casa cercava linee più pulite adatte all’età delle macchine: un motivo figurativo come il ventilatore assume qui una geometria sempre più astratta (stima $ 150.000 – 250.000). Una collana di zaffiri e diamanti davvero poco minimalista arriva da Bvlgari quando l’azienda apparteneva ancora alla famiglia negli anni ’70 (stima $ 300.000 – 500.000). La possedeva l’attrice Faith Domergue, contemporanea di Marilyn Monroe, buffamente conosciuta come “regina delle urla” per le sue prime apparizioni in film horror degli anni ’50. Smeraldi colombiani e diamanti anche per gli orecchini molto Anni ’70 di Harry Winston. Facevano parte della collezione della principessa Salimah Aga Khan e il prezzo stimato è davvero all’altezza: $ 1.500.000 – 2.500.000). Si tratta di smeraldi cabochon e gocce di smeraldo staccabili. Sempre appartenuta a Salimah Aga Khan la collana di smeraldi colombiani e diamanti di Cartier (stima $ 3.500.000 – 4.500.000). A completare l’offerta ci sono pure gioielli contemporanei che esibiscono la creatività dei moderni tagliatori di diamanti e maestri gioiellieri. Tra gli altri Joel Arthur Rosenthal qui presente con coppia di orecchini a clip con ametista, zaffiro di Ceylon e diamanti che ne illustra perfettamente il talento (stima $ 200.000 – 300.000). L’asta del prossimo 13 novembre è solo l’ultimo atto di un tour che ha visto questi pezzi esposti prima a Londra, poi a Hong Kong, Singapore, Taipei e New York. È facile presagire che ad acquistare in tutto o in parte non saranno “teste coronate” europee, quelle – come visto – più dedite a operazioni di marketing ma ricconi disposti lungo la nuova via della seta. Così va il mondo…

Aldo Premoli

Highlights from Magnificent Jewels and Noble Jewels
11-13 novembre 2019
Ginevra
https://www.sothebys.com/en/

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Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive tra Noto e Cernobbio. E poi New York e Washington dove lavorano i suoi figli. Tra il 1989 e il 2000 dirige periodici specializzati nel settore tessile abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. Nel 2001 fonda Apstudio, che fornisce consulenze ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere. Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte, scienza ed etica. Blogger di Huffington Post ha fondato a Catania, l’Onlus Mediterraneo Sicilia Europa che si occupa di integrazione scolastica di minori in difficoltà.