Puces du design 2017. La Grande Motte diventa capitale del design per 4 giorni in Francia

Nella località balneare in cui l’utopia modernista degli anni Sessanta incontra i sogni di villeggiatura della nuova borghesia delle Trente Glorieuses i quattro creativi transalpini presentano l’edizione estiva delle loro “pulci del design” e una nuova collezione di arredi e oggetti per la spiaggia. Parola chiave: ironia.

Asciugamani Le Provence veduta aerea@JBen
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Nata alla fine degli anni Sessanta su una lingua di terra arida e sferzata dal vento al limitare della Camargue, tra uccelli marini e cavalli leggendari, La Grande Motte, nella regione della Linguadoca, in Francia, è un’icona dell’architettura balneare – o dell’architettura tout court, a giudicare dal marchio “patrimonio del XXesimo secolo” che le è stato attribuito dal Ministero della cultura nel 2010. La sua storia è quella della nascita del turismo di massa in Francia e di una gigantesca commessa pubblica affidata dal governo all’architetto-umanista Jean Balladur per rispondere al bisogno di evasione di una nuova classe media che, al volante di una Renault 8 o di una Peugeot 304, scopre il piacere della villeggiatura accessibile. Le sue architetture tanto visionarie quanto spericolate – piramidi tronche che rimandano al culto del sole e ai templi precolombiani, geometrie cementizie figlie della Brasilia di Niemeyer e della Chandigarh di Le Corbusier, balconi il cui profilo riproduce, a detta del loro autore, il profilo del naso del generale De Gaulle, larghi viali bordati di pini marittimi – hanno ispirato fotografi e artisti e fin dal principio rappresentano un approdo naturale per iniziative che a vario titolo hanno a che fare con l’universo del progetto.

DESIGN IN SPIAGGIA

Dallo scorso anno, la cittadina ospita una speciale edizione estiva delle Puces du design, la mostra-mercato che riunisce i migliori antiquari europei specializzati nel design della seconda metà del Novecento. I suoi direttori artistici, i quattro creativi dello studio 5.5 designers (al secolo Vincent Baranger, Jean-Sébastien Blanc, Anthony Lebossé e Claire Renard), oltre a lavorare sul format dell’evento in programma dal 29 giugno al 2 luglio, hanno reso omaggio alle architetture de La Grande Motte disegnando una collezione di arredi e oggetti per la spiaggia – ombrelloni, sdraio, asciugamani, secchielli – che intrattiene con esse un dialogo irriverente. Alle piramidi di appartamenti, la più imponente delle quali culmina con una riproduzione del becco del Quetzacoatl, il serpente piumato della mitologia azteca, fanno da contrappunto le “piramidi da spiaggia” (Pyramides de plage), originali ibridi tra tenda e ombrellone che proiettano sulla sabbia la silhouette degli edifici, una forma che i bambini possono replicare a loro volta con l’aiuto di un secchiello piramidale (Pyramides de sable). Il gioco di pieni e di vuoti caratteristico delle facciate dell’edificio Provence ispira l’omonimo set di asciugamani (Serviettes Le Provence), mentre la seggiolino Acapulco segue la geometria delle modanature del palazzo al quale prende in prestito il nome e il materassino Poséidon ricorda il copricapo vescovile che fornì l’ispirazione per le finestre di un altro dei “giganti di cemento” che popolano la cittadina. Tutti pezzi si possono ammirare in anteprima nella mostra Design à la plage, allestita nei giorni delle Puces du Design.

 

– Giulia Marani
Les Puces du Design – La Grande Motte, seconda edizione
Dal 29 giugno al 2 luglio
Plage du Point Zéro
705 allée de la plage, La Grande Motte (Francia)
www.pucesdudesign.com
www.5-5designstudio.com

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Giulia Marani
Giornalista pubblicista, vive a Milano. Scrive per riviste italiane e straniere e si occupa della promozione di progetti editoriali e culturali. Dopo la laurea in Comunicazione alla Statale di Milano si specializza in editoria a Paris X-Nanterre. La passione per l’universo del progetto nasce proprio a Parigi, dove lavora nella redazione della rivista Architectures à vivre (dal 2007 al 2012) e partecipa al lancio di EcologiK, la prima rivista francese dedicata alla progettazione ecoresponsabile. Collabora con Artribune dal 2013 e coordina le pagine dedicate al design da gennaio 2019.