Restaurato il Casino Nobile di Villa Torlonia a Roma. Rinnovata l’ex residenza di Mussolini che oggi è museo

Si concludono i lavori di manutenzione della villa ottocentesca che fu residenza di Mussolini durante il Fascismo e da vent’anni ospita il Museo della Scuola Romana, appena riallestito

Assume un ruolo sempre più significativo nel sistema museale capitolino il complesso di Villa Torlonia, al quartiere Nomentano, già proprietà della famiglia Torlonia – che all’inizio dell’Ottocento incaricava l’architetto Giuseppe Valadier di progettare il palazzo padronale e l’odierno Casino dei Principi – poi residenza di Mussolini, e dal 1978 parco pubblico della città.

Villa Torlonia a Roma. Da palazzo nobiliare a residenza di Mussolini, a museo

Il programma di valorizzazione del sito intrapreso da qualche anno a questa parte dall’amministrazione capitolina ha dapprima portato ad aprire al pubblico il bunker utilizzato come rifugio antiaereo durante la seconda guerra mondiale: dal 2024, un percorso guidato (prenotazione obbligatoria) conduce i visitatori attraverso un allestimento site-specific e immersivo alla scoperta del rifugio costruito da Benito Mussolini con il Principe Carlo Torlonia.
Negli Anni Venti, Giovanni Torlonia aveva concesso la residenza ufficiale al Duce, che si trasferì con la sua famiglia nel Casino Nobile (mentre il Principe traslocò alla Casina delle Civette), pagando un affitto annuale simbolico di una lira. Dopo il 25 luglio del 1943, a seguito della caduta del Fascismo, Mussolini lasciò la Villa, che fino al ‘47 fu occupata dal comando anglo-americano. Seguì un periodo di abbandono e decadenza, fino all’acquisto nel 1977 da parte del Comune di Roma, che all’inizio degli Anni Novanta avvio il primo programma di restauro per la trasformazione dei diversi edifici presenti nel parco in sedi museali.

Casino Nobile di Villa Torlonia, Roma
Casino Nobile di Villa Torlonia, Roma

La valorizzazione del Casino Nobile di Villa Torlonia. Dal Museo della Scuola Romana al restauro

La nuova campagna di riqualificazione del complesso ha permesso di inaugurare a settembre 2025 il nuovo allestimento del Museo della Scuola Romana, all’ultimo piano del Casino Nobile. Nato con il contributo di Netta Vespignani, Miriam Mafai, Enzo Siciliano e Claudia Terenzi e prossimo a compiere vent’anni di vita, oggi il Museo presenta oltre 150 opere realizzate a Roma tra la prima e la seconda guerra mondiale, e dalla sua riapertura ha già accolto oltre 27.000 visitatori.
Ulteriore step dell’operazione di valorizzazione è ora la restituzione alla piena leggibilità dell’apparato architettonico e decorativo del Casino Nobile. Si sono infatti conclusi i lavori di manutenzione che hanno interessato i prospetti esterni, l’altorilievo in terracotta del timpano principale e gli infissi lignei della villa ottocentesca, avviati a ottobre 2025 e realizzati da Zètema Progetto Cultura per conto della Sovrintendenza Capitolina.

La decorazione del timpano del Casino Nobile di Villa Torlonia
La decorazione del timpano del Casino Nobile di Villa Torlonia

La decorazione architettonica del Casino Nobile di Villa Torlonia

Edificio in stile neoclassico, il Casino Nobile deve il suo aspetto all’intervento di diversi architetti e artisti che hanno collaborato con Valadier o sono intervenuti successivamente. L’intervento si è concentrato anche sull’altorilievo in terracotta di Rinaldo Rinaldi raffigurante una scena di Bacco di ritorno dalle Indie, presente nel timpano che sovrasta il prospetto colonnato posto sopra la cordonata di accesso. Ma si è lavorato anche sulle altre decorazioni architettoniche aggettanti e sulla pulitura delle facciate. E in collaborazione con il Dipartimento Tutela Ambientale anche il Parco ha beneficiato di un’articolata riqualificazione, con il rifacimento di alcuni percorsi viari e la messa in sicurezza delle alberature a rischio cedimento. Entro febbraio 2026, inoltre, si provvederà a sostituire una quantità significativa di piante secondo uno specifico progetto di reintegro delle essenze storiche, dal Quercus ilex al Pinus halepensis, al Cedrus Libani.

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