I tour organizzati che insegnano a camminare nelle città come atto di lettura critica
Partecipare a un tour di Guiding Architects significa guardare alle città come narrazioni aperte, accompagnati da architetti, urbanisti e storici dell’architettura. Un progetto internazionale, attivo anche in Italia
C’è un modo di viaggiare che non passa dalla lista delle “cose da vedere”, ma dalle domande che emergono camminando. Perché una città è fatta così? Quali visioni politiche, economiche e sociali hanno modellato i suoi spazi? E come queste tracce continuano ad agire nel presente, spesso lontano dallo sguardo rapido del turismo tradizionale?

Guiding Architects: un invito a guardare le città
Da quasi trent’anni, Guiding Architects invita a guardare le città da questa prospettiva. Nato nel 1996 dall’iniziativa di architetti attivi tra Barcellona e Berlino, il network prende forma da un’intuizione chiara: l’architettura non è solo una questione di edifici, ma uno specchio della società. Comprenderla significa leggere le città come organismi vivi, fatti di stratificazioni, decisioni, conflitti e trasformazioni continue.
Come raccontano i fondatori in un’intervista, l’idea iniziale non era quella di “spiegare l’architettura” in senso accademico, ma di trasmettere la gioia di osservare il mondo costruito con maggiore consapevolezza, mostrando come la cultura del costruire rifletta valori, visioni e strutture sociali. Da qui nasce un approccio che rifiuta la visita iconica e isolata, per privilegiare percorsi capaci di mettere in relazione spazi pubblici, architetture, paesaggi e vite quotidiane.
Le visite di Guiding Architects
Partecipare a un tour di Guiding Architects significa spesso abbandonare l’idea del monumento come punto di arrivo. Le città si rivelano piuttosto come narrazioni aperte, dove il passato dialoga con il presente e il progetto diventa una chiave per comprendere ciò che è stato e ciò che potrebbe essere. A guidare questo racconto sono architetti, urbanisti e storici dell’architettura che conoscono i luoghi dall’interno, perché li abitano, li studiano e li trasformano nel loro lavoro quotidiano.
Ogni percorso nasce come un racconto situato. Non esistono itinerari standardizzati, ma esperienze costruite su misura per pubblici diversi: professionisti, studenti, istituzioni, aziende e viaggiatori culturalmente curiosi (online, sul sito del progetto, si può scegliere tra le proposte segnalate o concordare visite personalizzate, oltre a consultare il profilo dei professionisti che condurranno le visite. La sezione eventi segnala l’attivazione di iniziative speciali in determinati periodi). Camminare diventa un atto di lettura critica: osservare una strada, una piazza o un quartiere significa interrogarsi sulle forze che ne hanno determinato la forma e sulle dinamiche che ne stanno cambiando il significato.
Il circuito Guiding Architects dal mondo all’Italia
Negli ultimi due anni, questo approccio ha dato vita a circa 2.500 tour di mezza giornata, coinvolgendo oltre 1.300 gruppi e tra le 25.000 e le 30.000 persone. Numeri che raccontano una domanda crescente di esperienze di viaggio fondate sulla conoscenza, sull’ascolto dei luoghi e sul tempo lento dell’osservazione.
Oggi il network conta 38 membri attivi e 61 destinazioni distribuite tra Europa, Medio Oriente, Americhe e Australia. Accanto alle grandi capitali internazionali convivono territori meno esplorati ma ricchi di significati architettonici e paesaggistici. Ogni destinazione diventa un laboratorio, in cui leggere le tensioni tra conservazione e trasformazione, memoria e progetto, identità locale e visione globale.
In Italia, questa pluralità si riflette in sei destinazioni – Aosta Valley, Langhe & Monferrato, Milan, Rome, Turin e Venice – che restituiscono la complessità del patrimonio urbano e territoriale del Paese. Dalla scala del paesaggio a quella della città storica, dall’eredità monumentale ai processi contemporanei di rigenerazione, l’architettura emerge come filo conduttore per leggere storie, economie e culture profondamente diverse tra loro.
Guiding Architects costruisce così un ponte tra il locale e il globale, tra esperienza diretta e visione internazionale. Non propone semplicemente di visitare le città, ma di abitarle temporaneamente con lo sguardo, mettendo in discussione ciò che diamo per scontato. In un’epoca in cui il turismo rischia di ridursi a consumo rapido di immagini, questa esperienza ricorda che viaggiare può essere un atto di conoscenza: un modo per comprendere meglio i luoghi che attraversiamo e, attraverso di essi, il mondo che contribuiamo a costruire.
Cristiana Chiorino
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