Palazzo Pascali: l’eccellenza architettonica abruzzese che rischia di cadere in mano dei privati

All’Aquila, dopo l’esemplare restauro post-sisma di un suggestivo immobile quattrocentesco e del prezioso giardino antico ornamentale, è ora in agguato lo spettro della vendita privata. Destino ingrato, che rischia di privare la città di un prezioso monumento

Palazzo Pascali - Vista prospettica
Palazzo Pascali - Vista prospettica

Palazzo Pascali all’Aquila è un edificio dall’imponente facciata in pietra, esaltata da un portale durazzesco. Da cantiere per la ricostruzione di pregio post-terremoto, il restauro del palazzo ha portato alla scoperta di un inaspettato giacimento archeologico, occultato dalle rovine di una colonna sotto un pozzo ornamentale, che ha perfino suggerito la proposta di una scenografica rilettura architettonica tipica rinascimentale. Operazione di eccellenza edilizia, premiata dalla riqualificazione, in particolare, di un suggestivo giardino d’epoca, vestibolo dell’immobile.

IL GIARDINO ANTICO ORNAMENTALE, LA BOTTEGA DEL VASAIO E IL SISTEMA IDRAULICO

Originariamente questo spazio di accesso interno alla zona residenziale del palazzo era incorniciato da un peristilio di arcate, con la presenza del laboratorio di un vasaio, documentato da infiniti frammenti fittili sparsi o interrati e da frazioni residue manifatturiere dell’epoca. È tornato alla luce anche un funzionale sistema di cisterne accanto al pozzo: quasi una tecnologia domestica di idraulica di interni. Impegnativo quanto certosino intervento, perciò, queste opere a palazzo Pascali hanno egregiamente funzionato con il concorso di distinte professionalità e applicazioni tra sovrintendenza, imprese, amministrazione locale e il coordinamento progettuale del team dello Studio aquilano ViaSassaSei dell’arch. Giuseppe Cimmino, selezionato anche in un Premio Italia di Architettura e Giovani Talenti.

  

PALAZZO PASCALI ALL’AQUILA: IL PIANO PROGETTUALE COMPARATIVO

Palazzo Pascali è stato ricostruito grazie alla paziente esegesi di distinti ed imperfetti elementi architettonici, via via riaffiorati work in progress. Ad adjuvandum per il risultato, lo studio comparativo si è svolto sui cortili stilisticamente affini e conservati, recuperati, perfino rinnovati in numerose magioni storiche coeve del centro cittadino. La stessa perizia è stata applicata nel disegno della pavimentazione con luce, prospettiva e manifatture naturali a basso impatto ambientale. Una scelta di fiction, con cui si è deciso di evidenziare il selciato con corridoi aperti, di ricorrere al basolato con il chiostro, di impiegare led circolari con colonne e grafemi di mattoncini con proiezione a terra di volte a botte o a crociera, visibili, poi, sui muri attraverso cavetti in fero luminosi di collegamento tra i vari capitelli. Un’allegoria di presenze volumetriche e sensibilità ermeneutica, stimolata da ultimo dalle quattro finestre, che, sulla pavimentazione, offrono a vista le testimonianze archeologiche più interessanti, esito, appunto, degli scavi condotti nel palazzo fin dalle primissime fasi di ricostruzione. 

SALVAGUARDARE LA “NATURA SOCIALE” DI PALAZZO PASCALI

Un complesso di evidenze artistiche, che, nel dar conto della qualità del programma di riuso, perciò, pesa sull’avviata consegna al mercato immobiliare dell’edificio storico: specialmente del giardino antico, che è più di una metafora di “Grande Bellezza”. Palazzo Pascali si conferma quindi un tesoro monumentale di cui non deve privarsi il novero delle migliori espressioni della storia artistica del capoluogo abruzzese.

– Paolo Rico

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