Arriva dalla Danimarca una proposta concreata per avvicinare i bambini all’architettura: la fondazione dedicata a Jørn Utzon, l’architetto danese più importante di sempre, ha coinvolto sei rappresentanti della nuova generazione di progettisti scandinavi. Il risultato? Una mostra divertente e raffinata.

Vietato non toccare le installazioni della mostra RUMTOSSET Space Crazy, in corso allo Utzon Center di Aalborg, in Danimarca, fino al 23 febbraio 2020. L’intento è ambizioso: spiegare il concetto di spazio ai bambini, dare concretezza alle idee di volume, profondità, altezza. E, soprattutto, renderle piacevoli.
Una sfida che l’Utzon Center ‒ dedicato a Jørn Utzon, passato alla storia con l’Opera House di Sydney ‒ ha lanciato a sei studi di architettura scandinavi, chiamati a interpretare lo spazio con altrettante installazioni che rispondano a un obiettivo comune: coinvolgere testa e corpo dei bambini, stimolare la loro immaginazione e farli divertire a tal punto da non pensare a quanto, nel corso della mostra, stiano imparando sull’architettura e sul design. A fare da mecenate il Nordea-fonden, che nel 2017 ha finanziato lo Utzon Center con 1.5 milioni di euro (11 milioni di corone danesi), allo scopo di realizzare progetti che “rendano l’architettura divertente per 50.000 bambini in quattro anni”.

LA SCISSIONE DELLO SPAZIO

Considerando l’architettura come l’arte di dare forma allo spazio, cos’è lo spazio? Da questa domanda sembrano essere partiti i sei studi di architettura coinvolti nel progetto. Considerato il target della mostra, è evidente la necessità di tradurre un concetto fin troppo astratto in esperienze. Il punto di partenza è stato quindi ridurre l’idea di spazio ai minimi termini: non una banalizzazione, ma ‒ come in matematica ‒ un frazionamento nei concetti di profondità, altezza, superficie, volume, misura, proporzione, tra gli elementi di base nella sintassi dell’architettura. A ognuno è dedicato un gioco, perché è attraverso la componente ludica che il bambino comprende e apprende più facilmente.

Rumtosset ‒ Space Crazy, installation view at Utzon Center, Aalborg 2019. Courtesy Utzon Center
Rumtosset ‒ Space Crazy, installation view at Utzon Center, Aalborg 2019. Courtesy Utzon Center

SEI CONCETTI, SEI INSTALLAZIONI

Gli scivoli dello studio ADEPT, inseriti in strutture di legno che rendono omaggio allo stile di Utzon, invitano a sperimentare altezze e profondità. Lo stesso fa Himmelhuset dei norvegesi di Reiulf Ramstad Architects: all’altezza è dedicata una costruzione verticale da scalare fino al soffitto per perdersi tra le nuvole e il cielo; alla profondità l’altalena posta nel patio della costruzione, sorretta da corde lunghissime così da garantire un angolo di oscillazione estremamente ampio. L’installazione Konstruktor opus 3, dello studio danese YOKE, usa fasci di luce e fumo per creare volumi: si entra in una Space Machine iper-tecnologica e iper-buia, per costruire spazi senza usare nemmeno un mattone. Giocano con le scale di rappresentazione gli architetti di COBE: è loro il villaggio Skalabyen, composto da case identiche, ma di diverse dimensioni (si parte dalla minuscola per arrivare alla versione gargantuesca), tutte arredate nello stesso modo. Anche lo Studio Poesis di Aalborg si cimenta con la ripetizione dell’identico e il gioco delle misure; lo fa attraverso i favi delle api, da osservare e ricreare. Infine gli specchi di JaJa Architects, che con l’installazione Rumkikkert riflettono, capovolgono, moltiplicano gli spazi.

NEL SEGNO DI UTZON

Lo Utzon Center ci mette del suo: migliaia di mattoncini Lego rigorosamente bianchi a disposizione di chiunque voglia partecipare alla creazione di un paesaggio urbano in miniatura. A oggi, il risultato è incredibile: costruzioni degne della firma di Jørn, realizzate dai bambini che, si sa, non mettono limiti alla propria creatività. “I like to be on the edge of the possible”, affermava Jørn Utzon. Con questa mostra, la sua vocazione è stata rispettata.

Giulia Carcani

Aalborg // fino al 23 febbraio 2020
RUMTOSSET Space Crazy
UTZON CENTER
Slotspladsen 4
https://utzoncenter.dk

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Giulia Carcani
Una laurea in Scienze della Comunicazione all’Università La Sapienza di Roma e molte esperienze tra ufficio stampa e agenzie di comunicazione. Nel 2008 conquista il tesserino da giornalista professionista e intraprende la strada delle collaborazioni da freelance: firma per Vogue, Grazia, Living, Dove e WIT su moda, lifestyle e viaggi. È stata anche copywriter per BBC Knowledge. Tre volte mamma, di necessità ha fatto virtù: la sua ultima passione, girare il mondo per scovare il bello e la qualità a misura di bambino.