Frank Gehry progetta a Parigi il nuovo centro culturale di Arnault e LVMH

L’imprenditore e mecenate, al timone del gruppo LVMH, sta progettando di estendersi ulteriormente nella capitale francese. Un nuovo museo dovrebbe infatti nascere dal recupero dell’ex Musée National des Arts et Traditions Populaires, eretto negli anni Settanta.

il rendering del progetto di Frank Gehry

Si chiamerà Maison LVMH – Arts -Talents Patrimoine il nuovo centro culturale che verrà finanziato dalla LVMH, la società dal magnate Bernard Arnault. L’annuncio ufficiale è stato dato nella giornata dell’8 marzo, nel corso di un incontro al quale hanno preso parte anche François Hollande, il sindaco di Parigi e alcuni ministri del governo in carica. L’edificio porterà la firma di Frank Gehry e sorgerà nella vicinanze della Fondation Louis Vuitton, dello stesso “gruppo” e anch’essa progetta dallo stesso architetto, grazie al recupero di una struttura di undici piani – un monolite progettato dall’architetto Jean Dubuisson (1914-2011) negli anni Settanta, che dal 2005 risulta in disuso.

UN PROGETTO SOSTENIBILE

Come riportato dalla stampa francese, prima che il processo di costruzione abbia inizio il Gruppo LVMH finanzierà la completa bonifica della struttura, attraverso la rimozione dell’amianto presente. Una volta ultimata questa fase, verrà avviato il cantiere della futura Maison LVMH, al cui interno sono previsti spazi per mostre ed eventi a carattere temporaneo, un’ampia area destinata alla ristorazione e una sezione interamente dedicata all’universo dell’artigianato. I tempi per il completamento dell’operazione vengono stimati in cinque anni, mentre l’investimento sarebbe pari a 158 milioni di euro. La vicinanza dello stabile al Bois de Boulogne potrebbe tuttavia rallentare il processo; l’attesa dunque è per la fine del mese di marzo quando Arnault e il suo team dovranno trasmettere agli organi competenti l’intera documentazione di progetti. Per ulteriori dettagli, quindi, è necessario attendere l’avvenuta approvazione.

I NUOVI SPAZI DI PARIGI

Un annuncio questo che va ad aggiungersi a quello già fatto ad aprile scorso da François Pinault che aveva reso noto, con una lettera accorata, di voler aprire un nuovo centro culturale a Parigi, collegando la Ville Lumiere alla laguna veneziana, con direzione unica affidata a Martin Bethenod. Il progetto è stato reso possibile dal sindaco della capitale francese che ha concordato con il noto magnate, la concessione in gestione della Borsa di Commercio. L’architetto che ne sta curando il restauro? Tadao Ando, ovviamente.

-Valentina Silvestrini

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.