World Architecture Festival 2016. A Berlino

Andata in scena dal 16 al 18 novembre scorsi nella città tedesca, la rassegna più attesa dal mondo dell’architettura ha distribuito premi e riconoscimenti, in base a categorie che spaziano dai trasporti alla religione, dalla salute alla cultura. Ecco l’elenco dei vincitori.

World Building of the Year 2016 - Robert Konieczny-KWK Promes, National Musuem in Szczecin - Dialogue Centre Przelomy

UNA MARATONA ARCHITETTONICA
Uno spazio dal sapore post industriale, nella zona est di Berlino, allestito grazie a strutture pneumatiche, grandi gusci gonfiabili bianchi adibiti a critical rooms, con partizioni pop up, una per trend topic: education, residential, inside, hotel, commercial mixed-use, tranport, masterplanning, hotels&leisure, religion, house&shopping, health&development, higher education&reasearch, culture. A cavallo tra una fiera commerciale (molti gli stand dedicati agli sponsor), un’esposizione universale e una convention di settore, sono 2200 gli architetti che hanno preso parte alla maratona berlinese. Un programma fittissimo di interventi, sia main che off, presieduti da un’instancabile padrone di casa, mister Paul Finch, ideatore e direttore del programma scientifico, coadiuvato nella logistica – impeccabile – da una cordata anglo tedesca coordinata dalla Core Communications, agenzia di comunicazione londinese specializzata in eventi di architettura. Moltissimi gli ospiti illustri e gli speaker chiamati a intervenire per categorie tipologiche, declinando il tema dell’anno Housing for everybody: Peter Cook, Patrick Schumacher, Ole Schereen, Wolf Prix – Coop Himme (l) blau, Morten Schmidt, Ben Van Berkel, Matthias Sauerbruch e Louisa Hutton, Joyce Wang, Ross Lovegrove e Paul Monaghan, Almut Grüntuch-Ernst, Sigurd Larsen, Jan Liebe e Jürgen Mayer H.

Small Project of the Year - Chinese University of Hong Kong School of Architecture, ZCB Bamboo Pavilion
Small Project of the Year – Chinese University of Hong Kong School of Architecture, ZCB Bamboo Pavilion

LE CATEGORIE PRINCIPALI
Ecco le principali categorie premiate: il National Museum – Dialogue Centre Przelomy, a Szczecin Polonia, progettato da Robert Konieczny/KWK Promes ha vinto il World Building of the Year 2016, per il quale i giudici, presieduti da Sir David Chipperfield, hanno dichiarato: “Questo progetto arricchisce la città e la vita della città. Si rivolge a un sito con tre storie – pre-seconda guerra mondiale, la distruzione della guerra, e lo sviluppo del dopoguerra – che ha lasciato un divario significativo nel bel mezzo della città. È un progetto che affronta il passato in modo ottimistico, poetico e fantasioso”. Future Project of the Year 2016 è la South Melbourne Primary School degli Hayball. La giuria, composta da Kim Nielsen, Ole Scheeren e Coren Sharples ha selezionato il progetto per “il modo in cui interpreta lo spazio e promuove la pedagogia”, lodandolo per la maniera in cui connette le aree didattiche interne ed esterne agli ambienti di apprendimento differenziati.
Il Landscape of the Year 2016 va alla Kopupaka Reserve a Auckland, Nuova Zelanda, degli Isthmus. I giudici hanno elogiato il progetto come “traduzione di successo delle tradizioni maori, poetico nella sua creazione di un paesaggio che cattura l’anima e la natura della zona”. Lo Small Project of the Year è stato assegnato alla Chinese University of Hong Kong School of Architecture per il suo ZCB Bamboo Pavilion. Si tratta di una gridshell con una superficie utile di circa 350 mq e una capienza di 200 persone, costituita da 473 grandi pali di bambù piegati sul posto utilizzando tecniche basate sulla tradizione artigianale cantonese. Riconosciuto dai giudici come un ottimo risultato architettonico, il progetto è stato lodato come un “brillante esempio di taglio, simulazione e modellazione in combinazione con l’abilità tradizionale”.
Il Black Cant System, progetto per un concept store di moda cinese, è stato nominato World Interior World of the Year 2016. Il progetto, di Shanwei Weng e Jiadie Yuan di An Design Studio, ha battuto più di 100 candidati: l’interno vincente è stato creato per il marchio di moda Heike, ed è situato nella periferia suburbana di Shanghai. Il concetto è un negozio nascosto nell’ombra, cupo, senza pretese, al secondo piano di un negozio di mobili, che ha colpito i giudici per il suo essere “un progetto che sfida le idee convenzionali di un negozio di moda al dettaglio”. House of the Year è la Casa MM di OHLAB / Oliver Hernaiz Architecture Lab. Categoria tra le più competitive quest’anno, dove 19 progetti hanno combattuto per il premio, Casa MM ha deliziato i giudici con la sua “forma convincente e sofisticata, che interroga le rilevanti questioni di consumo energetico e di sostenibilità a lungo termine”. Situata su un terreno in pendenza in collina a Palma di Maiorca, in Spagna, i giudici hanno rilevato che la forma bianca e moderna di questa casa “trascende la bellezza del quotidiano, oltre a essere un paradigma d’ispirazione per l’arte del possibile”.

Arcaid Architectural Photography Award - Matt Emmett, Covered Reservoir, Finsbury Park, Londra
Arcaid Architectural Photography Award – Matt Emmett, Covered Reservoir, Finsbury Park, Londra

GLI ALTRI PREMI
E ancora, in successione: i Wingårdhs Arkitektkontor’s sensitive design vincono nella categoria Health per la clinica privata Nötkärnan a Gothenburg, Svezia. I Monk Mackenzie Architects + LandLab’s vincono nella categoria Transport con il progetto #LightPathAKL a Auckland, Nuova ZelandaLa St Trinitatis Church a Lipsia, Germania, di Schulz und Schulz, è stata premiata come Religious Building of the year. Gli architetti olandesi MVRDV vincono nella categoria Shopping, con il progetto di Crystal Case, per aver regalato una facciata completamente trasparente al negozio di Chanel sulla via dello shopping più prestigiosa di Amsterdam. Zaha Hadid Architects vince il premio per la Higher Education & Research con l’Investcorp Building all’Oxford University Middle East Centre. HCMA Architecture + Design ha trionfato nella categoria Sport con il Grandview Heights Aquatic Centre nel Surrey, Canada. Il Fushengyu Hotspring Resort in Mianyang, Cina, vince nell’ambito Hotel & Leisure. Baradari City Palace dello Studio Lotus vince nella categoria Creative Re-Use, mentre l’Indigo Slam di Smart Design Studio ha vinto nella categoria Residential: questa casa privata a Chippendale, Sydney, fa parte della reinvenzione del quartiere come centro artistico e culturale. Lo studio di Maiorca OHLAB / Oliver Hernaiz Architecture Lab, dopo essersi aggiudicato il premio House of the Year, con il Puro Hotel ha vinto anche, tra le contestazioni, nella categoria Alberghi. The Cut, stand di progettazione emozionale per Kvadrat, di Neri & Hu Desing & Research Office, progettato per il Salone del Mobile di Milano, ha vinto all’interno della categoria Display. York Theatre Royal di De Matos Ryan è stato incoronato il vincitore della categoria Civic, culture&transport.
Arcaid images ha inoltre tenuto la sua esposizione annuale di finalisti del premio sulla fotografia d’architettura. Giunto alla sua quarta edizione, è stato vinto da Matt Emmett per la sua suggestiva immagine della Covered Reservoir, Finsbury Park, Londra, costruita dalla Oriental London Waterworks nel 1868.
Il World Architecture Festival tornerà a Berlino nel 2017, dal 15 al 17 novembre. A partire da febbraio saranno aperte le nuove candidature.

Giulia Mura

www.worldarchitecturefestival.com

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.